circoli PRC dei comuni di:
Albano, Ariccia, Genzano, Nemi, Lanuvio, Velletri, Nettuno, Anzio, Ardea, Pomezia, Castelgandolfo, Marino, Grottaferrata, Frascati, Monteporzio, Montecompatri, Rocca di Papa, Rocca Priora, S. Cesareo, Zagarolo, Cave, Genazzano, Palestrina, Labico, Artena, Colleferro, Segni, Montelanico.

11/28/2011

PRC “Castelli, Colleferro, Litoranea” Conferma, all'unanimità. Danilo Marra Segretario della Federazione


Danilo Marra è stato confermato, all'unanimità, segretario della federazione del Partito della Rifondazione comunista della Federazione “Castelli, Colleferro, litoranea”. La conferma è avvenuta domenica 27 novembre al termine dell'VIII congresso del partito svoltosi a Palazzo Rospigliosi di Zagarolo. Un congresso che ha visto una buona partecipazione di iscritti, simpatizzanti e di organizzazioni, comitati e associazioni locali. Nei due giorni di congresso hanno preso la parola 28 delegati e delegate che hanno dato vita a un dibattito, coordinato dal presidente Antonio Pisa, ricco e articolato che ha affrontato i problemi ed i temi della politica nazionale e locale.

A rappresentare la federazione del Prc al congresso nazionale di Napoli, dal 2 al 4 dicembre prossimi, saranno: il Segretario della federazione danilo Marra, Anna Limiti che ha anche l’incarico di tesoriere; Marco Bizzoni, Valerio Bruni e Maurizio Franco.

Dopo la discussione e le conclusioni di Gianluca Schiavon, della Direzione nazionale, si è proceduto alla nomina dei delegati al congresso nazionale e degli organismi dirigenti.

Sono stati eletti nel Comitato Politico della Federazione i seguenti compagni e compagne:

Bevilacqua Marta, Bizzoni Marco, Biffignandi Simona, Limiti Anna, Antonelli Elena, Sandoqa Hatem, Mirarchi Anna, Castricini Andrea, Marra Danilo, Fabrizi Fabio, Lorenzon Giulia, Della Bina Lorita, Casani Paolo, Macrì Roberto, Bruni Valerio, Busiello Roberto, Pennacchi Stefano, Zeppieri Alessandra, Pisa Antonio, Marra Anna, Giannini Claudio, Montarsi Paolo, Porru Andrea, Casaroli Franca, Paolini Romana, Paterna Alessandro, Cortuso Carlo, Donnini Simone, Ubertini Sara, Carletti Marco. Sono invitati permanenti del CPF tutti i segretari dei Circoli.

Sono stati eletti nella Commissione di garanzia i compagni e le compagne: Caramanica Candida, Presidente della Commissione, Avolio Leo, Cochi Leda. Gianiorio Ivano, Cecchetti Enrico.

A tutti i compagni e le compagne, che hanno messo a disposizione il proprio tempo per costruire e organizzare una forte opposizione di massa al governo Monti sul territorio ricostruendo una sinistra anticapitalista, facciamo i nostri migliori auguri di buon lavoro.

11/17/2011

Rifondazione dice no| al governo delle banche e dei poteri forti.

Opposizione al governo Monti per costruire la sinistra di alternativa
1) La caduta del governo Berlusconi è un fatto molto positivo che segna un passaggio assai rilevante nella vicenda del nostro paese. La crisi della destra è precipitata nell'incapacità a fare fronte efficacemente alla speculazione finanziaria ma è maturata nel corso di questi anni nell'impossibilità – all'interno della crisi – di garantire la mediazione tra interessi diversi all'interno delle classi dominanti e di mantenere un largo consenso di massa. Ci troviamo di fronte al fallimento dell'ipotesi politica che ha maggiormente caratterizzato la Seconda Repubblica.
2) Per sancire la fine del governo Berlusconi avevamo chiesto, prima delle consultazioni del Presidente della Repubblica, e continueremo a chiedere fino al voto di fiducia, l'immediata convocazione delle elezioni politiche anticipate e di affrontarle attraverso la costruzione di un fronte democratico tra le forze di sinistra e di centro sinistra. Questa proposta avrebbe permesso e permetterebbe ancora di sconfiggere le destre attraverso l'esercizio democratico dell'espressione della volontà popolare e di determinare il quadro politico migliore sia per quanto riguarda la difesa e lo sviluppo della democrazia che per quanto riguarda le scelte di politica economica, scongiurando la sciagurata ipotesi del governo Monti.
3) Il Presidente della Repubblica sta operando per sostituire al governo Berlusconi un governo Monti. La motivazione, utilizzata ai limiti della correttezza democratica, è data dall'emergenza prodotta dalla speculazione finanziaria. Il tentativo evidente è quello di neutralizzare gli effetti del fallimento del governo Berlusconi, evitando qualsiasi spostamento a sinistra dell'asse del governo in merito alle politiche economiche. Si tratta di una sorta di commissariamento dell'Italia da parte della BCE, uno dei frutti del vero e proprio colpo di stato monetario che stiamo subendo. Si tratta di una scelta sciagurata, condotta con il coinvolgimento pieno del PD, destinata a produrre effetti negativi sul piano democratico, su quello sociale come su quello politico. Sul piano democratico, perché, dopo l'imputridimento della quadro politico determinato da Berlusconi, per rigenerare la democrazia è necessario ridare la parola al popolo. Al contrario con la scelta del governo Monti, cioè di un governo iperliberista mascherato da governo tecnico, il popolo viene declassato a spettatore passivo delle scelte delle elites. Sul piano sociale, perché il programma di Monti sarà centrato sull'applicazione delle nefaste direttive europee e peggiore di quanto avrebbe fatto un governo di centro sinistra frutto di libere elezioni. Sul piano politico perché il governo Monti permetterà alle destre di rigenerarsi in vista delle prossime elezioni e di porre le condizioni per una chiusura più stringente del bipolarismo.
4) Se il governo Monti dovesse avere la fiducia del Parlamento, Rifondazione Comunista ritiene necessario costruire la più ampia opposizione - da sinistra - al governo medesimo. Contro ogni ipotesi di patto sociale, occorre costruire una opposizione che sappia unire le rivendicazioni specifiche con la richiesta di una modifica generale delle politiche economiche europee, in direzione di una uscita a sinistra dalla crisi. La costruzione della Costituente dei beni comuni, la qualificazione programmatica, con l'attivazione delle energie intellettuali disponibili e l'attivazione di concreti percorsi di lotta, sono gli elementi che devono caratterizzare questa prospettiva sia a livello nazionale che a livello locale. Rifondazione Comunista, sostiene la manifestazione dei movimenti per l'acqua pubblica del 26 novembre, lo sciopero generale indetto dai sindacati di base per il 2 dicembre, la manifestazione nazionale indetta dalla CGIL per il 3 dicembre.
5) Parimenti l'eventuale nascita del governo Monti pone con ancora maggiore urgenza il tema della aggregazione della sinistra di alternativa che abbiamo messo al centro della proposta politica del documento congressuale. Per questo, nell'immediato, come partito e come Federazione della Sinistra, proponiamo alle altre forze politiche che si oppongono a Monti di costruire un patto di consultazione permanente al fine di rendere più efficace la battaglia di opposizione. Riteniamo però necessario fare un salto di qualità in questa direzione e operare affinché l'opposizione all'eventuale governo Monti diventi opposizione costituente della sinistra di
alternativa. Il governo Monti, in quanto tentativo di stabilizzazione moderata di gestione della crisi, costituisce infatti il punto di discrimine per una sinistra che si ponga l'obiettivo dell'alternativa. Mai come in questo momento risulta evidente la distanza strategica tra le due sinistre e la necessità di aggregare, in forma stabile, la sinistra di alternativa che si pone l'obiettivo di sconfiggere le politiche neoliberiste.
6) La crisi del governo Berlusconi ci consegna la possibilità e la necessità di operare, a livello di massa, per il passaggio dall'antiberlusconismo all'antiliberismo. In questi anni, le caratteristiche specifiche del berlusconismo hanno condizionato fortemente le culture politiche dell'opposizione. Nell'antiberlusconismo convivono varie culture politiche e varie ipotesi politiche. Nel momento della crisi di Berlusconi, le classi dirigenti hanno utilizzato strumentale l'antiberlusconismo al fine di legittimare il neoliberismo austero di Monti. Questo significa che oggi si apre una lotta per l'egemonia nell'antiberlusconismo. I poteri forti lo vogliono sviluppare nel senso liberale e liberista, noi dobbiamo fare una battaglia per svilupparlo in senso antiliberista e socialista. Dobbiamo cioè agire consapevolmente affinché il senso di delusione che verrà prodotto dalle politiche economiche e sociali dell'eventuale governo Monti su larghi strati popolari antiberlusconiani, non diventi ripiegamento e non produca ulteriore disgregazione sociale. La capacità di costruire un percorso in cui si passi dall'antiberlusconismo generico ad una più chiara coscienza anticapitalista è un nostro preciso compito politico.
7) In questo quadro, ribadendo la nostra lotta strategica contro il bipolarismo, vogliamo costruire un partito che sappia vivere, discutere e svilupparsi senza essere deformato da una centralità assorbente del piano istituzionale. Non perché questo non abbia una grande rilevanza politica – al contrario – ma perché se il bipolarismo costituisce una condizione istituzionale funzionale alla distruzione delle forze politiche antisistema, noi dobbiamo conquistare un grado di autonomia strategica dal bipolarismo che ci permetta di fare politica senza esserne fagocitati. Occorre quindi costruire consapevolmente un Partito della Rifondazione Comunista che non abbia nella discussione sui passaggi istituzionali il centro della sua vita politica.
Si tratta di superare definitivamente l'idea che la sconfitta del berlusconismo e la costruzione dell'alternativa possa avvenire attraverso un percorso di delega al quadro istituzionale. Non è così. Il nostro progetto politico di fase di costruzione della sinistra di alternativa al fine di determinare le condizioni per uscire a sinistra dalla crisi, implica l'attivazione dei soggetti in carne ed ossa, implica la costruzione di una soggettività di massa non basata sul principio di delega. Il compito del partito è quindi quello di mettere in pratica la linea politica avendo chiara la centralità del lavoro sociale, culturale e di aggregazione politica, al fine di favorire la costruzione di un protagonismo di massa. Il compito del partito, a fronte del carattere tecnocratico, oligarchico, antidemocratico della risposta delle elitè dominanti alla crisi, della cesura crescente tra capitalismo e democrazia, è quello di adoperarsi nel nostro paese e a livello europeo, per lo sviluppo del movimento antiliberista.



Direzione Nazionale Del Partito della Rifondazione Comunista

10/09/2011

PRC - VIII congresso


Clicca sull'immagine per accedere ai documenti del congresso.

Non pagare il debito è l'unico modo per uscire dalla crisi.

Se vuoi capire come mai, malgrado le minacce per i lavoratori dichiarate dal governo, i mercati continuano a "punire" l'Italia, devi impiegare 50 minuti del tuo tempo e vedere l'inchiesta di report.


Capirai che la speculazione non si ferma con i tagli dello stato sociale e che il debito cresce togliendo diritti e tutele ai lavoratori.
Capirai che tutto quello che sai dall'informazione ufficiale se non è falso poco ci manca.

Capirai che la crisi ancora una volta viene fatta pagare a chi lavora perchè lorsignori possano tranquillamente continuare a godere dei loro profitti.


Forse è arrivata l'ora di cambiare.

Forse è arrivata l'ora di far sentire le nostre voci.

Forse è arrivata l'ora di capire che se non 'c'è piu una vera rappresentanza popolare in Parlamento, non bisogna chiudere il Parlamento, ma ripristinarne la funzione con una rinnovata partecipazione popolare alle scelte politiche.

Chi vi ha chiesto la delega, per governare, ci ha portati a sbattere contro un muro. Oggi invece di andarsene contina a premere l'accelleratore per superare quel muro.

I comunisti vi chiedono di capire cosa sta succedendo guardando l'inchiesta di "report" nel link quì sotto e di decidere cosa volete fare.





Continuare a delegare o ad infischiarvene della crisi, pensando di uscirne individualmente fregandovene di chi affoga, oppure, dandoci una mano tutti insieme, impegnarci a partecipare affinchè la crisi la paghi chi l'ha provocata?


Il Partito della Rifondazione Comunista ritiene che le "ricette" proposte dalla BCE non servano a risolvere la crisi ma a condurre l'Italia nelle condizioni della Grecia.

Per questo proponiamo:
tassare le rendite finanziarie (almeno quanto pagano i pensionati)
Una patrimoniale sui grandi redditi
il taglio delle spese militari
il Blocco delle grandi, e dannose, opere (TAV, ponte sullo stretto...).


Marco Bizzoni

SISTEMA INTEGRATO DEGLI INTERVENTI, DEI SERVIZI E DELLE PRESTAZIONI SOCIALI PER LA PERSONA E LA FAMIGLIA NELLA REGIONE LAZIO

Pur condividendo la necessità di una legge sul riordino dei servizi sociali, nella regione Lazio, e apprezzando il fatto che prima di iniziare l’esame del testo in commissione si siano avviate le consultazioni con i soggetti sociali rappresentanti degli utenti, degli operatori del volontariato e quelli istituzionali, riteniamo doveroso partecipare con nostre proposte ed emendamenti , certi che la giunta regionale e l’assessore Forte, non si arrocchino nella difesa di questa proposta di legge e si mostreranno disponibili ad accogliere la voce della federazione della sinistra e delle altre forze di sinistra .

La proposta di legge regionale 226,.ha ricevuto critiche rilevanti e sostanziali da parte di molte delle associazioni di settore e anche dai sindaci, come si evince dall’incontro con i comuni capofila dei distretti sociali sentiti in data 19 Ottobre .

Non ci trova d’accordo , per iniziare, l’affermazione dell’assessore che dichiara come condizione fondamentale la costruzione di un nuovo soggetto sociale che rappresenti gli enti locali associati, in grado di relazionarsi con la ASL, semmai, occorre una gestione che si integri con il sistema sanitario.

L’istituzione di OASi (organismo per le azioni sociali integrate) attraverso cui i comuni dovrebbero erogare i servizi, decreterebbe il superamento degli attuali distretti, e delinea un quadro aggravato da un intervento di ristrutturazione dei metodi sui quali si è costruito faticosamente il sistema di welfare, in poche parole la soppressione dei distretti sociali intesi come ambiti territoriali dotati di autonomia gestionale, economica e organizzativa

La proposta di legge Forte, di per se è criticabile non tanto per le omissioni degli interventi sociali che la regione intende erogare ai cittadini, quanto perché non prevedendo finanziamenti certi a far fronte ai leps, non dimostra di voler effettivamente garantire tali prestazioni.

Rifiutiamo l’idea di pagamenti dei tickets anche per le prestazioni sociali, , questo non vuol dire che prescindiamo dalle risorse disponibili, ma crediamo che debbano essere garantiti i bisogni dei cittadini e loro qualità di vita, individuando le risorse necessarie, recuperando dagli sprechi, e soprattutto vogliamo evitare che che entri nel settore sociale, la logica del profitto, e della speculazione economica.

Noi federazione della sinistra, intendiamo proporre emendamenti soprattutto sul terreno dei poteri che riteniamo debbano essere trasferiti concretamente ai comuni ed ai cittadini e alle loro associazioni di volontariato.

Gruppo regionale Lazio PRC-FdS

Politiche sociali