L’accelerazione che Renzi ha impresso alle politiche neoliberiste in ogni campo, si realizza in questi giorni nel tentativo di far passare in Parlamento e nell’opinione pubblica un disegno di legge con l’accattivante titolo della “Buona Scuola”. In realtà questo disegno di legge prepara la fine della scuola della Repubblica e della Costituzione, di quella istituzione statale che Calamandrei aveva definito il IV° organo costituzionale, quello più in grado di realizzare l’art.3 della Costituzione, cioè la rimozione delle disuguaglianze.
Il disegno di legge:
1) Mette una logica aziendalistica al centro del sistema scolastico, affidato a un preside-manager dotato di poteri enormi sia per la gestione del personale che per gli stessi contenuti della didattica, con il definitivo azzeramento delle prerogative degli organi collegiali, ridotti ad organismi da “sentire” o da “consultare”.
2) Azzera le pratiche di partecipazione, cooperazione e collegialità che sono state il tratto qualitativo della scuola italiana, e per questo considerate pericolosi impacci da liquidare, come in generale i diritti e la democrazia.
3) Si rendono subalterni, interi pezzi dell’istruzione superiore, alle esigenze delle imprese, con l’esaltazione e la generalizzazione dell’alternanza scuola-lavoro
4) Prevede l’ennesima incostituzionale elargizione di fondi alle scuole paritarie. Altri 200 milioni di euro che si aggiungono al fiume di denaro che, direttamente o indirettamente, Stato, Regioni ed Enti Locali versano nelle casse delle scuole private. Allo stesso tempo si appresta ad affidare il sostegno economico alle scuole statali al 5 x mille – momentaneamente stralciato ma che il Governo ha dichiarato di voler ripresentare nella Legge di stabilità – con tutte le disuguaglianze che questo comporta.
5) Prevede l’assunzione di un numero di precari sempre insufficiente in rapporto alle disponibilità dei posti e alle necessità. Oltre tutto questo provvedimento assume il carattere di ignobile ricatto se non viene scorporato dal disegno di legge sulla “Buona Scuola”.
6) L’accanimento contro i precari si esercita anche nel comma, contro cui abbiamo prodotto un’interrogazione al Parlamento europeo, che escluderebbe da ogni tipo di supplenza chi ha raggiunto 36 mesi di anzianità.
7) Ricorre alla delega, per una quantità infinita di materie importanti senza indicazioni precise dei limiti della delega stessa, senza ulteriori passaggi parlamentari, tantomeno per gli organismi di tutela e controllo della scuola .
Contro questo disegno distruttivo si è sollevato un grande movimento di massa per la difesa della scuola pubblica, arricchito dalle esperienze acquisite nelle lotte contro la Gelmini e la Moratti, ma ancora più esteso, più reattivo, più capace di mobilitare i vari ordini di scuola, gli studenti, i genitori e i cittadini. Questo movimento, preceduto da elezioni delle RSU molto partecipate, ha prodotto un’inedita convergenza sindacale. Dopo lo sciopero del 5 maggio, il riuscito boicottaggio delle prove Invalsi e il passaggio della legge alla Camera, che con tratto autoritario e arrogante nulla ha raccolto delle critiche ampie e motivate all’impianto della legge, il movimento è cresciuto e si è dato appuntamenti nei prossimi giorni nelle piazze e nelle scuole, anche con l’impegno dello sciopero degli scrutini. Ha l’obiettivo di fermare l’approvazione di questa legge, ma già si attrezza e discute sul dopo voto e sul possibile referendum abrogativo. Al disegno di Legge Giannini si contrappone il testo della LIP, una legge d’iniziativa popolare elaborata dal movimento contro la Moratti, depositato allora dai nostri parlamentari e riconsegnato recentemente dal comitato promotore, di cui facciamo parte, all’iniziativa di un gruppo di parlamentari.
Molte e molti nostre/i iscritte/i sono impegnati in questo grande movimento come RSU, come quadri dei sindacati della scuola, come rappresentanti dei genitori, nelle reti dei movimenti territoriali di difesa della scuola pubblica, ma il Partito tutto deve fare un salto di qualità nell’assumere questa battaglia contro la “mala scuola di Renzi”, sostenere il ruolo che questo movimento ha assunto e che potrà favorire la partita più vasta della costruzione della sinistra alternativa.
Nel concreto il Partito deve impegnarsi su questo tema con una campagna specifica e articolata:
1) Contribuire alla mobilitazione contro la controriforma Giannini, che sarà al vaglio del Senato, moltiplicando i presidi, l’informazione critica; appoggiare lo sciopero degli scrutini che i docenti stanno preparando, avendo cura di sollecitare la solidarietà di studenti e genitori intorno a questa forma di lotta che Renzi e la stampa tentano di demonizzare. La nostra rete delle Federazioni e dei Circoli può fare vivere ed estendere questa lotta anche nei territori non metropolitani.
2) Utilizzare le feste di Rifondazione per illustrare le ragioni della contrarietà alla controriforma Giannini, facendo di questa lotta e della nostra idea di scuola uno dei tratti riconoscibili del nostro profilo politico.
3) Valorizzare l’interrogazione che Eleonora Forenza ha presentato al Parlamento Europeo, per denunciare la norma “ammazza precari” contenuta nel DDL, per interloquire con le varie organizzazioni dei precari della scuola contribuendo al superamento delle loro divisioni, unificando il terreno della lotta comune per la stabilizzazione del posto di lavoro.
Il dipartimento Scuola al più presto metterà a disposizione un volantino per la propaganda di massa, una relazione articolata di critica al DDl Giannini e l’illustrazione sintetica della nostra proposta alternativa.
Giovanna Capelli
Loredana Fraleone
Luca Cangemi
Tonia Guerra
Marco Bizzoni
circoli PRC dei comuni di:
Albano, Ariccia, Genzano, Nemi, Lanuvio, Velletri, Nettuno, Anzio, Ardea, Pomezia, Castelgandolfo, Marino, Grottaferrata, Frascati, Monteporzio, Montecompatri, Rocca di Papa, Rocca Priora, S. Cesareo, Zagarolo, Cave, Genazzano, Palestrina, Labico, Artena, Colleferro, Segni, Montelanico.
Albano, Ariccia, Genzano, Nemi, Lanuvio, Velletri, Nettuno, Anzio, Ardea, Pomezia, Castelgandolfo, Marino, Grottaferrata, Frascati, Monteporzio, Montecompatri, Rocca di Papa, Rocca Priora, S. Cesareo, Zagarolo, Cave, Genazzano, Palestrina, Labico, Artena, Colleferro, Segni, Montelanico.
6/11/2015
6/01/2015
Labico, Mercoledì 3 giugno, le voci di coloro che la scuola la fanno
Evento chiarificatore sul DDL "La buona scuola". Ne parleremo insieme
mettendo in risalto ciò che di questo DDL non va e cosa invece chiedono i
docenti. Mercoledì 3 giugno, alle ore 17,30, a Labico, Palazzo
Giuliani. Ascolteremo soprattutto le voci di coloro che la scuola la
fanno e che lavorano per la buona scuola.
5/22/2015
Migranti ai Castelli: "restiamo umani"!
La Prefettura di Roma ha comunicato nei giorni scorsi l'obbligo per ogni Comune di accogliere alcuni migranti richiedenti asilo in strutture comunali (qualche decina per comune, in media), in modo tale da poter evitare gli accentramenti in condizioni inumane che hanno finora caratterizzato l'accoglienza dei richiedenti asilo a livello nazionale.
Nel fare le pentole, tuttavia, la Prefettura ha tralasciato di fare anche i coperchi, visto come i singoli Comuni sono stati gettati in mezzo a questa emergenza: da un lato lasciandoli soli nel cercare risorse da grattare via dai bilanci comunali, dissanguati dalle politiche di continui tagli da parte del governo centrale; dall'altro, lasciando piena agibilità ai soliti demagogici contestatori che possono scatenare la loro paura del diverso sulle poche decine di esseri umani che avranno la sventura di capitargli a tiro. Come è quasi successo a Genzano, dove Forza Nuova aveva indetto una manifestazione contro i migranti; come è successo e sta succedendo a Marino, dove il malcontento di alcuni cittadini è stato cavalcato e gonfiato portando alla distruzione di appartamenti destinati ad accogliere altre persone. In quest'ultimo caso, è grave che l'Amministrazione comunale di Marino si sia schierata con chi sta impedendo l'accoglienza dei migranti: forse dopo le notissime vicende giudiziarie ha ben pensato di provare a rifarsi una verginità politica abdicando ai propri doveri amministrativi.
Il nostro invito alla cittadinanza è quello che ci ha insegnato Vittorio Arrigoni: "restiamo umani", ed esercitiamo i nostri doveri di ospitalità verso persone, spesso bambini, che per sfuggire a guerre e regimi totalitari hanno affrontato disavventure ben peggiori dei nostri facinorosi demagoghi.
Nel fare le pentole, tuttavia, la Prefettura ha tralasciato di fare anche i coperchi, visto come i singoli Comuni sono stati gettati in mezzo a questa emergenza: da un lato lasciandoli soli nel cercare risorse da grattare via dai bilanci comunali, dissanguati dalle politiche di continui tagli da parte del governo centrale; dall'altro, lasciando piena agibilità ai soliti demagogici contestatori che possono scatenare la loro paura del diverso sulle poche decine di esseri umani che avranno la sventura di capitargli a tiro. Come è quasi successo a Genzano, dove Forza Nuova aveva indetto una manifestazione contro i migranti; come è successo e sta succedendo a Marino, dove il malcontento di alcuni cittadini è stato cavalcato e gonfiato portando alla distruzione di appartamenti destinati ad accogliere altre persone. In quest'ultimo caso, è grave che l'Amministrazione comunale di Marino si sia schierata con chi sta impedendo l'accoglienza dei migranti: forse dopo le notissime vicende giudiziarie ha ben pensato di provare a rifarsi una verginità politica abdicando ai propri doveri amministrativi.
Il nostro invito alla cittadinanza è quello che ci ha insegnato Vittorio Arrigoni: "restiamo umani", ed esercitiamo i nostri doveri di ospitalità verso persone, spesso bambini, che per sfuggire a guerre e regimi totalitari hanno affrontato disavventure ben peggiori dei nostri facinorosi demagoghi.
Andrea Porru
Segreteria PRC Castelli Litoranea Colleferro
4/14/2015
Rilanciare il Partito e unire la sinistra antiliberista
il documento approvato
IV Conferenza nazionale di organizzazione di Rifondazione Comunista
La IV Conferenza di Organizzazione di
Rifondazione Comunista valuta positivamente il percorso che, ha prodotto
un ampio dibattito nei circoli, nelle federazioni e nelle conferenze
regionali, coinvolgendo iscritti e iscritte e gruppi dirigenti
territoriali che hanno messo in relazione l’attuale funzionamento del
Partito, i compiti che discendono dalla sua linea politica e le
direttrici che rilancino il partito superando inadeguatezze e fragilità,
prospettando la necessità di un grande cambiamento per una nuova
Rifondazione comunista.
Il percorso della conferenza è stato
anche un’autoinchiesta sul partito, sugli aspetti di criticità che lo
attraversano territorialmente e nazionalmente, che richiedono un cambio
di passo collettivo, un salto di qualità, un rilancio della nostra
impresa comune: il partito e il progetto della rifondazione comunista
sono attuali, e più necessari oggi di ieri. Per questo motivo non
possiamo attestarci sulla “resistenza comunista”, né sulla semplice
rassicurazione che ci saremo per l’oggi e per il domani. Vogliamo
praticare l’obiettivo di essere utili alla costruzione dell’alternativa
di società, del movimento reale, concretamente, oggi.
La Conferenza sottolinea la novità della fase: dopo la positiva esperienza della lista unitaria alle elezioni europee, la vittoria di Syriza in Grecia, la palese sconfitta di ogni ipotesi politica di centrosinistra, tesa a condizionare da sinistra il PD, la ripresa di elementi di mobilitazione sociale, aprono concretamente la possibilità di dar vita in Italia ad un soggetto antiliberista, unitario e plurale, che tendenzialmente si deve anche assumere il compito della rappresentanza istituzionale a sinistra. Le analisi e le proposte, che negli anni scorsi caratterizzavano solo il nostro punto di vista, diventano oggi processi reali che vivono nello scenario politico italiano e animano l’immaginario e il desiderio della sinistra diffusa. Questo vale per la prospettiva di costruire un soggetto antiliberista e di massa in Italia, per la centralità del riferimento al GUE e alla Sinistra Europea e per le pratiche sociali come il mutualismo, che da tempo abbiamo assunto come uno degli elementi che devono costituire la nostra prassi.
La Conferenza sottolinea la novità della fase: dopo la positiva esperienza della lista unitaria alle elezioni europee, la vittoria di Syriza in Grecia, la palese sconfitta di ogni ipotesi politica di centrosinistra, tesa a condizionare da sinistra il PD, la ripresa di elementi di mobilitazione sociale, aprono concretamente la possibilità di dar vita in Italia ad un soggetto antiliberista, unitario e plurale, che tendenzialmente si deve anche assumere il compito della rappresentanza istituzionale a sinistra. Le analisi e le proposte, che negli anni scorsi caratterizzavano solo il nostro punto di vista, diventano oggi processi reali che vivono nello scenario politico italiano e animano l’immaginario e il desiderio della sinistra diffusa. Questo vale per la prospettiva di costruire un soggetto antiliberista e di massa in Italia, per la centralità del riferimento al GUE e alla Sinistra Europea e per le pratiche sociali come il mutualismo, che da tempo abbiamo assunto come uno degli elementi che devono costituire la nostra prassi.
Per il Partito della Rifondazione Comunista in questa fase due sono gli obiettivi centrali:
a) In primo luogo la costruzione di un
grande movimento di massa contro l’austerità in Italia come in tutta
Europa. E’ questa la parola d’ordine lanciata dalla Sinistra Europea e
corrisponde alle esigenze della fase: affiancare il governo Greco nella
battaglia contro l’austerità unendo le forze e impedendo l’isolamento di
quell’esperienza. In Italia le condizioni sono oggi più favorevoli,
dopo la mobilitazione del 25 ottobre e lo sciopero generale della CGIL,
che già ha segnato una rottura del suo rapporto storico con il PD,
arriva la proposta di Landini di una Coalizione sociale che unisca
movimenti, associazioni, sindacati in una lotta comune contro
l’austerità. Consideriamo molto positiva questa proposta e siamo anche
noi impegnati in tutti i territori a costruire un vasto fronte contro
l’austerità che coinvolga tutti i soggetti sociali, culturali e
sindacali disponibili. La costruzione del movimento contro l’austerità
costituisce quindi il cerchio più ampio della nostra attività.
b) La costruzione di una soggettività
unitaria della sinistra, alternativa al PD e al PSE, costruita in forme
democratiche e non pattizie, aperta, immersa nelle pratiche sociali e
nelle esperienze di autorganizzazione, capace di collegare e fare
interloquire tra loro vari tipi di militanza e di esperienze politiche e
sociali, di dare vita a una rappresentanza unitaria della sinistra
antiliberista sul piano istituzionale. Questa prospettiva è avanzata e
ha preso corpo nello scenario politico, sul piano dell’immaginario come
meta necessaria, nell’interlocuzione con vari soggetti e nei fatti
dentro la proposta dell’Altra Europa, che rappresenta il motore
propulsore di questo progetto e che la settimana prossima vede
un’importante Assemblea con funzione costituente, alla quale invitiamo i
compagni e le compagne a partecipare.
Al fine di realizzare questi due
obiettivi di fase, abbiamo assoluta necessità di un rafforzamento di
Rifondazione Comunista e di un rilancio forte del partito sia sul piano
politico/culturale che organizzativo. La costruzione di un fronte
antiausterità e di una sinistra antiliberista, lungi dall’assorbire il
ruolo di Rifondazione Comunista, saranno possibili solo grazie al
protagonismo e al pieno dispiegarsi della sua soggettività.
I terreni principali su cui si deve sviluppare l’azione e l’elaborazione del partito sono i seguenti :
- I vari aspetti della lotta per
l’egemonia. Il lavoro analitico di decostruzione della convinzione
comune sulla naturalità dell’ordine neoliberista e patriarcale e della
sua gestione della crisi, l’idea che non esistono più le classi sociali.
L’altro livello è costituito dalla proposta chiara del Socialismo del
XXI° secolo, quale strada per uscire dalla crisi del capitale. La sua
incapacità di uscirne produce povertà e sfruttamento, mentre l’immensa
ricchezza che oggi abbiamo a disposizione pone il tema del superamento
del capitalismo e della legge del valore, attraverso una redistribuzione
della ricchezza, del lavoro, del potere e una riconversione culturale,
ambientale e sociale dell’economia. Dentro la crisi del capitale è
matura l’alternativa di società e questa è la nostra proposta: il
superamento del capitalismo nella direzione del Socialismo del XXI
secolo. Il progetto della Rifondazione Comunista richiede, dunque, una
messa al lavoro del partito come intellettuale collettivo per un lavoro
di elaborazione e proposta sulla rifondazione, su un’idea di comunismo
all’altezza di questa fase del capitalismo, sulle forme della politica e
dell’organizzazione del conflitto.
- La proposta di lavorare per unificare
ciò che il capitalismo divide trovando obiettivi e linguaggi comuni fra
soggettività e movimenti critici per contrastare la frantumazione dei
soggetti e dei conflitti, che non trovano momenti automatici di
ricomposizione. Il ruolo del Partito della Rifondazione Comunista è di
operare per l’unificazione evitando di diventare esso stesso un
frammento fra gli altri.
- La valorizzazione delle pratiche di
difesa dei diritti, delle condizioni di vita e di lavoro delle classi
popolari attraverso il conflitto, il mutualismo, la costruzione di
pratiche di solidarietà concreta. La ripresa di pratiche di conflitto,
di forme di autorganizzazione sociale, anche connesse in rete come
l’esperienza del “comune sociale” sono decisive per permettere il
costituirsi di una soggettività antagonista, che prendendo coscienza del
proprio ruolo sociale sappia rompere il senso d’impotenza e
d’isolamento che oggi caratterizza la nostra società. Il percorso di
liberazione ed emancipazione sociale non può essere che il frutto della
maturazione di una soggettività che cresce attraverso le proprie
pratiche.
La costruzione politica di questi terreni richiede anche che ci dotiamo degli strumenti organizzativi per concretizzarli.
La Conferenza di Organizzazione impegna la Direzione a:
a) Organizzare entro il 2015, come
scadenza di tutto il partito, le Conferenze regionali delle lavoratrici e
dei lavoratori: per il diritto al lavoro e i diritti del lavoro.
Conferenze che si pongano l’obiettivo di rilanciare il radicamento nei
luoghi di lavoro, costruire coordinamenti permanenti, che intercettino i
processi di frammentazione, la precarietà, il non lavoro, con una
piattaforma di ricomposizione. Coordinamenti capaci d’individuare
obiettivi e vertenze, per la costruzione della massima unità d’azione
fra le reali esperienze di lotta presenti nel territorio, dei compagni e
delle compagne impegnati nel sindacato.
b) Organizzare dai livelli regionali o
interregionali scuole di formazione politica da tenersi entro ottobre
2015. Dalla settimana prossima è accessibile sul sito del Partito il
link sulla formazione che metterà a disposizione documenti e materiale
utile alla formazione e all’autoformazione. La Segreteria e la direzione
Nazionale attiveranno relazioni con università, fondazioni, enti di
ricerca, gruppi d’intellettuali, che ci permettano non solo di fare
opera di divulgazione, ma anche di organizzare momenti di elaborazione e
di ricerca, di essere connessi con il mondo della ricerca scientifica.
c) Rendere operativi tutti i
dipartimenti, diffondendo il loro programma ed eventuali progetti,
valorizzando le competenze dei territori e organizzando strutture a rete
anche con compagni e compagne non iscritte/i. Occorre supportare il
progetto del “comune sociale” così come si sta sviluppando nel centro
nord.
d) Costituire un gruppo di lavoro che
prepari una grande assemblea sulla questione di genere non solo di donne
,cercando interlocuzioni con i movimenti e con i femminismi che, oltre
alle tematiche sempre centrali dell’autodeterminazione e delle violenze
contro le donne, si interroghino sul rapporto con la crisi e la
trasformazione delle soggettività, con la prospettiva di ricostituire
nel Partito un luogo di confronto e di pratica delle femministe che
condividono la necessità del superamento del capitalismo connessa alla
lotta contro il patriarcato e di mettere a tema il carattere
monosessuato del Partito e avviare la ricerca per un partito sessuato.
e) Costituire un gruppo di lavoro che
prepari una conferenza sul mezzogiorno, che rifletta sui termini attuali
della questione meridionale, connessa con la dimensione europea e
mediterranea, e rafforzi la costruzione di relazioni con i movimenti,
con i conflitti ambientali, e produca un radicamento sociale.
f ) Costituire un gruppo di lavoro che
si confronti e operi sul tema della comunicazione interna ed esterna al
partito, utilizzando tutte le competenze e i saperi specifici, a partire
dai contributi al giornale che molto presto sarà online. Questo gruppo
di lavoro avrà anche il compito di razionalizzare e accelerare la
comunicazione interna e le informazioni di Partito, (favorendo così
anche la partecipazione) di trovare dei format riconoscibili e univoci
nella comunicazione esterna delle nostre posizioni.
A partire da ciò la IV Conferenza di
Organizzazione chiede a tutte le strutture del Partito a tutte e tutti
le iscritte e gli iscritti uno sforzo straordinario per:
- Rilanciare il tesseramento con l’obiettivo di crescere del 10/% rispetto al 2014 arrivando all’obiettivo di 22.000 iscritti.
- Realizzare l’autonomia economica del
Partito con l’approvazione di bilanci – a tutti i livelli – che fissino
obiettivi concreti di autofinanziamento, con una campagna straordinaria
per il 2 per mille in occasione della dichiarazione dei redditi –
indicando il codice L19 corrispondente al nostro Partito – e per la
sottoscrizione dei versamenti automatici dal conto corrente bancario
verso quello del PRC IT 16 C 07601 03200 000039326004 (Rid), a partire
dai compagni e dalle compagne della Segreteria, della Direzione, del CPN
e dei gruppi dirigenti territoriali.
– Riorganizzare l’attività dei circoli e delle Federazioni trasformando l’attività politica dei nostri iscritti e iscritte, facendo di ogni militante un attivista, indirizzandolo e coinvolgendolo nella partecipazione, nella promozione di lotte e battaglie sociali e nella pratica del partito sociale.
– Riorganizzare l’attività dei circoli e delle Federazioni trasformando l’attività politica dei nostri iscritti e iscritte, facendo di ogni militante un attivista, indirizzandolo e coinvolgendolo nella partecipazione, nella promozione di lotte e battaglie sociali e nella pratica del partito sociale.
- Riorganizzare le nostre strutture
territoriali in base alla disponibilità di militanti e alla loro
connotazione culturale e sociale.
- Costituire a ogni livello gruppi di lavoro per l’autofinanziamento.
- Cogliere l’occasione delle feste di Liberazione per organizzare la solidarietà con la Grecia.
La Conferenza di Organizzazione
sollecita l’impegno alla partecipazione alle manifestazioni per il 70°
anniversario della Liberazione.
Documento approvato a larga maggioranza dalla Conferenza.
Roma 12/4/2015
Roma 12/4/2015
4/13/2015
4/09/2015
PRC Marino, Silvagni si dimetta!
Se le notizie pubblicate sui maggiori giornali dovessero essere confermate e le accuse a carico di Silvagni rivelarsi fondate ne emergerebbe un quadro di una gravità inaudita. Le gravi accuse nei confronti di Fabio Silvagni non sono troppo dissimili da quanto sta avvenendo a Ischia con la giunta di centro-sinistra o agli scandali che in questi anni hanno interessato bipartisan varie giunte ed amministrazioni (Expo, Mose, TAV) e, se confermate, darebbero l'ennesima dimostrazione di come, sempre di più, spetta ai cittadini riprendere in mano il timone della politica: partecipazione e socializzazione sono i principali strumenti per arginare una deriva che favorisce l'aggravarsi delle condizioni di vita delle persone: l'illegalità e la corruzione sono conseguenze dirette del sistema capitalista, la sua marcescenza contagia direttamente ogni cosa che tocca; il potere nelle mani del popolo ed il superamento di questo sistema sono gli unici antidoti in grado di fare pulizia. Per queste ragioni il Partito della Rifondazione Comunista mai ha cercato in questi anni aperture, collaborazioni o concertazioni con l'amministrazione attuale, o passata, di centro-destra: quando un sistema risulta irriformabile, non rappresentativo, se non addirittura nocivo, del benessere dei cittadini solo la lotta, lo scontro politico diretto e senza deviazioni opportunistiche, può condurre al suo superamento e alla sua sconfitta. Riteniamo che oggi non è il "cambiamento" che si deve chiedere alla politica ma una vera rivoluzione della modalità della politica di porsi nei confronti degli elettori. Con questa coerenza chiediamo che: · Fabio Silvagni si dimetta immediatamente dalla carica di Sindaco di Marino · Vengano annullate tutte le delibere e le scelte che la giunta ha effettuato in questo anno di amministrazione · Vengano bloccati appalti, lavori e concessioni di edificazione · Si attui un reale sistema di trasparenza sulle attività di chi, una volta eletto, dovrebbe rappresentare le cittadine ed i cittadini · Si riporti immediatamente nelle mani dei cittadini la scelta su chi debba amministrarli · Si costruisca un'assemblea permanente di cittadine e cittadini che rappresenti gli interessi di tutti e che svolga il ruolo di controllo nei confronti di chi viene eletto
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