circoli PRC dei comuni di:
Albano, Ariccia, Genzano, Nemi, Lanuvio, Velletri, Nettuno, Anzio, Ardea, Pomezia, Castelgandolfo, Marino, Grottaferrata, Frascati, Monteporzio, Montecompatri, Rocca di Papa, Rocca Priora, S. Cesareo, Zagarolo, Cave, Genazzano, Palestrina, Labico, Artena, Colleferro, Segni, Montelanico.
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7/08/2016

Anzio No biogas, il PRC-Se Castelli, Colleferro, Litoranea aderisce alla manifestazione del 9 luglio


Il Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea della federazione Castelli, Colleferro, Litoranea aderisce alla manifestazione proposta dal comitato Anzio no biogas.
Sosteniamo ogni iniziativa utile ad impedire la realizzazione di impianti di trattamento dei rifiuti il cui unico scopo sia quello di assicurare profitti per pochi, scaricando sui cittadini-lavoratori i costi dell'inquinamento diretto e secondario che viene prodotto a partire dalle dimensioni in cui sono pensati.
La collettività necessita di un organizzazione di smaltimento degli scarti che sia funzionale e compatibile con il mantenimento di un'alta qualità della vita e che pertanto privilegi il ciclo recupera, riduci, riusa, ricicla.
Il ciclo dei rifiuti non è un'attività industriale da affidare al mercato, in cui operano anche imprenditori senza scrupoli per la salute pubblica, ma un servizio che deve essere effettuato bene dall'istituzione pubblica.
Invitiamo quindi tutti i cittadini-lavoratori a partecipare alla manifestazione che si terrà sabato 9 luglio alle ore 9,30 ad Anzio con partenza dal parcheggio (adiacente alla stazione) “LaPiccola”.

Marco Bizzoni
segretario PRC/SE Castelli , Colleferro, Litoranea

5/19/2016

Anche nei nostri Comuni le persone prima di tutto

Marco Bizzoni*

Con l'ammissione della lista SINISTRA X ROMA continua, su di un punto più avanzato, il progetto di ricomposizione della SINISTRA vera, larga, plurale. Obiettivo a cui da molto tempo Rifondazione Comunista sta dedicando le proprie energie. Il Consiglio di Stato restituisce ai cittadini ed ai lavoratori la possibilità di votare per idee e proposte, non solo altre, ma alternative a tutta l'offerta politica oggi presente. Politica che si concentra sui problemi dei costi, sulla mancanza di soldi, sulla necessità di risparmiare nella pubblica amministrazione, ma non pensa mai alle sofferenze quotidiane dei cittadini che è necessario alleviare: dalla mobilità, al diritto all'abitare, dal lavoro che non c'è o che è supersfruttato, al diritto agli spazi sociali sottratti al mercato.
Anche ai Castelli e nel Litorale il PRC si è molto impegnato su questi obiettivi contribuendo, insieme ad altri, alla costruzione di liste locali unitarie di SINISTRA che avessero come carattere distintivo l'alternatività a tutte le proposte politiche che quotidianamente ci vengono propinate come naturali ma che invece sono effetto di scelte dettate dall'ideologia liberista.  Politiche che hanno determinato la sottomissione delle persone alle esigenze dei profitti dei padroni delle multinazionali, dei padroni delle banche, dei padroni della finanza. Il centrodestra ed il centrosinistra agevolano, ognuno a modo suo, le politiche liberiste ma anche Grillo e Salvini invece di denunciare e contrastare lo strapotere dei padroni, si limitano a denunciare come avversari dei lavoratori l'abietta corruzione della casta o soffiano sulla paura della miseria dei profughi.
I nostri avversari, nei Comuni,  sono quelli che cadono sempre in piedi, gli speculatori, gli sfruttatori, gli sciacalli che cercano il potere per meglio soddisfare le loro esigenze. Contro tutti costoro, il Partito della Rifondazione Comunista della federazione Castelli, Colleferro, Litoranea, ha contribuito alla presentazione di liste in quattro dei cinque comuni che vanno al voto il 5 giugno. Realizzando una presenza elettorale sul territorio maggiore di quella del M5S, che pure gode dei favori e dell'aiuto derivato dalla forte sovraesposizione mediatica televisiva.
“Sinistra per Nettuno”, “per Ariccia a Sinistra”, “Sinistra per Genzano”, “Rocca di Papa – La Sinistra”, sono le liste che abbiamo contribuito a realizzare insieme a quanti non accettano di credere che il mondo attuale sia il migliore dei mondi possibili e vogliono impegnarsi a cambiarlo a partire dai problemi loro più vicini, quelli del proprio Comune. Liste alla cui base vi è una forte condivisione di una valore comune: quello di ritenere che le esigenze delle persone vengono prima dell'economia, della finanza, dei profitti e dei bilanci.

* Segretario PRC federazione Castelli, Colleferro, Litoranea

5/04/2016

Il PRC Castelli, Colleferro, Litoranea, aderisce alla mobilitazione europea StopTTIP


Rifondazione Comunista continua ad opporsi all'approvazione del trattato transatlantico sulla mercificazione delle nostre vite, invita tutti i lavoratori e i cittadini a mobilitarsi insieme a quanti con la Campagna Stop TTIP operano impedirne l’approvazione.
Un muro di segretezza e di silenzio del sistema informativo circonda i temi del trattato.
Dal poco che emerso sappiamo che il Trattato (TTIP) influirà: sulla possibilità di una democrazia piena, sull'equità della giustizia, sulla salubrità dell'ambiente, sul mantenimento di servizi pubblici senza scopo di lucro, limiterà i controlli sulla salubrità dell'agricoltura e del cibo.
Da ciò che sappiamo il TTIP peggiorerà la qualità delle nostre vite.
“La luce che i movimenti Stop TTIP hanno portato sui contenuti del trattato – afferma Marco Bizzoni, segretario della federazione PRC Castelli, Colleferro, Litoranea – stanno spingendo Unione Europea e Stati Uniti ad affrettare la frma dell'accordo. E' necessario perciò manifestare il nostro dissenso di cittadini su un atto segreto, sconosciuto anche dal nostro Parlamento, sulla cui base verrano regolate le nostre vite.”
Il Partito della Rifondazione Comunista, aderisce alla manifestazione di carattere europeo del 7 maggio. Invitiamo tutti gli iscritti, i simpatizzanti, i lavoratori i cittadini a partecipare al corteo di Roma che partirà alle ore 14 da piazza della Repubblica.
Rompiamo il muro del silenzio. perche il diritto di decidere delle nostre vite deve restare nelle nostre mani. 
Ufficio Stampa PRC-Se federazione “Castelli, Colleferro, Litoranea”, prccastelli@hotmail.it

4/12/2016

Referendum Contro le trivelle, Batti il tuo colpo.

Referendum Contro le trivelle.
Ti dicono che è inutile, uno spreco di soldi,
ti dicono di non andare a votare.
NON vogliono che tu pensi di poter scegliere.
Ti vogliono lamentoso e inerte,
ti vogliono fatalista.
Chi pensa che nulla possa cambiare,
chi pensa che tutti siano uguali,
chi pensa che non c'è altro da fare,
Sente le scelte politiche del governo come un naturale evento disastroso.
E' portato a pensare che quelle scelte siano ineluttabili.
Ma quella politica è il frutto di interessi materiali.
Non interessi del Paese, ma interessi dei petrolieri.
Non interessi dei cittadini, ma interessi delle banchieri.
Non interessi dei lavoratori, ma interessi dei padroni.
Se vuoi opporti a tutto questo e non essere mai più suddito,
se vuoi cercare una strada per respingere il fatalismo,
devi diventare protagonista.
Il 17 aprile hai la tua prima opportunità di riprendere a difendere i tuoi diritti.
In primo luogo il diritto di poter decidere.
Con il SI al referendum contro le trivelle,
puoi iniziare ad affermare che, chi governa,
lo deve fare ascoltando e rispettando la volontà sovrana dei lavoratori.
Il 17 aprile può iniziare la riscossa di chi non si sottomette ai voleri dei poteri forti.
Batti il tuo colpo: VOTA SI.
Marco Bizzoni
segretario federazione Castelli, Colleferro, Litoranea

4/09/2016

Castelli Romani, La SINISTRA garante di amministrazioni attente alle esigenze dei cittadini


In un commento, di un noto parlamentare locale del PD, sulla conclusione della costruzione delle alleanze elettorali per le prossime amministrazioni comunali, si evidenzia una grande soddisfazione sui risultati conseguiti nei comuni dei Castelli Romani.

Tale soddisfazione non è inerente alla larghezza delle coalizioni costituite ma all'idea che essa sia frutto di un buon lavoro politico del PD. Ma è proprio così?

Guardando al dettaglio dei singoli comuni scopriamo che, ad Ariccia, il candidato Sindaco proposto è osteggiato da destra con liste alternative proprio da componenti dello stesso PD. Ciò avviene perchè quella proposta è l'espressione di una continuità di azione amministrativa condivisa con la SINISTRA che, con le sue luci ed ombre, è stata in questi anni in totale controtendenza con le politiche del PD nazionale e con gli appetiti dei potentati locali. Amministrazione apprezzata dai cittadini proprio perché si basa sui programmi della SINISTRA e non del PD.

A Genzano il PD ha imposto, al Sindaco uscente, che vi ricordo cinque anni fa venne eletto in coalizione con la SINISTRA in opposizione al candidato del PD ufficiale, il lavacro di quell'onta attraverso le primarie interne del PD. L'esito di quelle primarie, a dispetto delle manovre politiche interne per disarcionare il Sindaco uscente, ha visto i cittadini premiare l'azione di buon governo, costruita in modo alternatino alle politiche proposte nazionalmente dal PD e portata avanti, in questi cinque anni, insieme alla SINISTRA sull'idea di fondo della necessità di un'azione amministrativa che avesse come priorità le necessità delle persone. Idea alla base dei possibili accordi odierni.

A Rocca di Papa vengono al pettine i nodi di un'azione amministrativa in cui la SINISTRA internamente e all'opposizione dell'amministrazione PD ha lungamente cercato di indirizzare lungo i binari della partecipazione popolare, della legalità, della certezza dei diritti dei cittadini, della tutela del territorio e della sua valorizzazione. Qui, dove il PD ha scelto di essere omogeneo con le scelte nazionali, ciò che si evidenzia è il debito comunale che sta sfiorando il dissesto, la frantumazione urbanistica, il malfunzionamento dei servizi, l'assenza di attenzione per la comunità. Qui la SINISTRA dice NO! All'alleanza elettorale e propone un'alternativa al PD ed alle sue politiche, attente alle esigenze dei speculatori e dei locali poteri forti.

Per quanto riguarda Marino vi risparmio il commento su una politica politicata che è sempre più melmosa ingrovigliata in accordi bipartisan e multilaterali che a tutto pensano tranne che alla comunità.

Una politica in cui si trova immerso anche il movimento 5 stelle che pensa con meschini calcoli all'elezione del suo ceto politico interno, invece di valorizzare l'unica persona integerrima, preparata e appassionata che in questi anni si è battuta per la tutela del paese e dei diritti dei suoi cittadini, che eletto con il “Movimento per il cambiamento” si è configurato in consiglio comunale come unica e sola opposizione alla malversazione imperante.

Che dire dunque delle elezioni ai castelli Romani se non che le coalizioni ampie si mantengono laddove la responsabilità istituzionale della SINISTRA ha consentito in questi anni di dare risposte positive ai cittadini e ciò avviene, e continua ad avvenire, malgrado l'azione del PD che tende continuamente per scontri interni di potere a disgregare ogni esperienza positiva si sia sviluppata sul territorio. Solo la responsabilità della SINISTRA, malgrado le continue penalizzazioni a cui la assoggettano le leggi elettorali, continua ad offrire un baluardo nei comuni castellani a chi intende la conquista delle amministrazioni come conquista di fedudi e non come strumenti per consentire la partecipazione democratica per sviluppare e accrescere il benessere delle nostre comunità. In estrema sintesi malgrado il PD la SINISTRA ai castelli continua a sostenere tutte le esperienze amministrative in cui il motto recondito è “PRIMA LE PERSONE”.

Marco Bizzoni
segretario PRC federazione Castelli, Colleferro, Litoranea

4/06/2016

Anzio e Genzano, (PRC-SE) – Crisi, guerra, terrorismo. Assemblee con Locatelli sul compito politico del PRC


“Costruire una sinistra unitaria, plurale e alternativa neoliberismo. ” Questo è il tema degli incontri che si svolgeranno domenica 10 aprile ad Anzio in via O. Fratini 8, nel circolo del PRC alle ore 10,00 ed a Genzano di Roma alle ore 19,00 presso la sala delle Grotte in via Italo Belardi, a cui tutti gli iscritti, i simpatizzanti i cittadini sono invitati a partecipare. Sarà presente ad entrambe gli incontri Ezio Locatelli, responsabile nazionale organizzazione del PRC.
Sempre più buie sono le prospettive sul futuro dei cittadini e lavoratori italiani. Le risposte che sono state date alla crisi sino ad ora dai governi Brlusconi, Monti, Letta e Renzi, hanno progressivamente aggravato il problema. Questi governi hanno accolto supinamente le ricette economiche di austerità imposte sino ad ora da un Europa intrappolata nella gabbia dei suoi trattati liberisti, in cui ciò che conta è la libertà dei capitali. Nello stesso tempo, la ricerca spasmodica di alcuni Stati di uscire dalla loro crisi unilateralmente, attraverso la ricerca di materie prime al prezzo più basso, ha prodotto la destabilizzazione del Medio Oriente e di alcuni paesi dell'Africa. L'esito della destabilizzazione è stata la guerra e, la sua risposta asimmetrica da parte dei fondamentalisti, il terrorismo internazionale. “Tutto ciò che avviene non è ineluttabile - afferma Marco Bizzoni, segretario PRC della federazione Castelli, Colleferro, Litoranea - ma è il portato delle politiche del neoliberismo. Per questi motivi, Rifondazione Comunista, si pone ormai da molti anni il problema di costruire un soggetto politico, con tutte le forze politiche e sociali disponibili, in grado di giungere ad una massa critica sufficiente a rompere le artificiosità istituzionali escludenti la volontà popolare.” Rappresentanza popolare che negli ultimi anni è stata sostanzialmente manomessa attraverso apposite leggi elettorali, non ultima e più pericolosa per la possibilità dei cittadini di incidere sulle scelte politiche, l'Italicum.
Il PRC ritiene sia necessario dare una risposta politica alternativa: all'impoverimento delle classi popolari, alla privatizzazione dei servizi utilizzati dai cittadini-lavoratori (con privatizzazione dei profitti e socializzazione dei costi), ai conflitti tra ceto medio, penultimi e ultimi della terra, ai venti di guerra che il liberismo sta producendo. Per far ciò è necessario unire tutto ciò che il liberismo divide: soggetti politici, lavoratori, organizzazioni di massa, in un fronte ampio. Non nascondendo o escludendo le diversità, ideologiche o culturali, ma mettendo in comune ciò che unisce, la necessità di opporsi all'idea che l'umanità sia sottomessa alle leggi dei mercati e quindi mettere in atto l'idea fondante della sinistra: le persone prima di tutto.
Iniziamo a costruire questo fronte ampio il 17 aprile, nel referendum contro le trivelle. In quell'occasione, Votare SI e raggiungere il quorum, avrà una valenza politica più ampia di quanto non esprima il quesito stesso. Con questo referendum i cittadini ed i lavoratori possono dire direttamente, per la prima volta, che non siamo più daccordo che Renzi usi i soldi per finanziare petrolieri, banchieri e speculatori ma che devono essere utilizzati per dare ristoro alle necessità popolari.





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Ufficio Stampa PRC-Se federazione “Castelli, Colleferro, Litoranea”, prccastelli@hotmail.it

2/15/2016

Per un Soggetto della SINISTRA unitario, plurale, alternativo al neoliberismo e partecipato

Marco Bizzoni*

 La proposta del PRC, per tutta la sinistra, è quella della costruzione di un nuovo soggetto unitario della sinistra che sia inclusivo, aperto, non ideologico.
Un soggetto che coinvolga tutte le realtà organizzate che operano contro le politiche neoliberiste.
Un soggetto che permetta ai cittadini aderenti, che non si riconoscono in nessuna organizzazione politica, di poter partecipare e decidere sulle decisioni politiche, senza padroni dall'alto che stabiliscano su che cosa sia possibile o meno esprimersi.
La Politica, da cosa loro, della casta presente in Parlamento: PD, Berlusconi, Meloni, Salvini, M5S, deve tornare ad essere strumento nelle mani dei cittadini che la usano per modificare in meglio le nostre vite collettive. 
*segretario PRC federazione Castelli, Colleferro, Litoranea

1/21/2016

PRC Anzio - "Comitati e cittadini di tutti i fronti uniamoci!!




Car@ compagn@, car@ concittadin@

L’attuale situazione politica e sociale del nostro territorio richiede un salto di qualità da parte di tutti. Come è noto Anzio è oggetto di una aggressione speculativa fortissima che ne mette a rischio la qualità della vita, la tenuta sociale, ambientale ed economica e la salute dei cittadini. Basti pensare che la densità abitativa di Nettuno è la metà rispetto ad Anzio dove risulta però una percentuale molto più alta di abitazioni invendute.

Dalla imminente costruzione della centrale a biogas alla cementificazione della Vignarola, dalla mancata soluzione dei problemi legati al ciclo dei rifiuti all’eterna questione del porto, fino all’inquinamento del mare, assistiamo al saccheggio del territorio da parte di imprenditori senza scrupoli con l’appoggio dei poteri locali sempre pronti a favorire qualsiasi affare di un certo rilievo. A che serve poi una centrale a biogas se la stessa Turbogas di Aprilia è di fatto spenta dato che il territorio ha energia in eccesso? Cosa del resto da noi denunciata e prevista in tempi non sospetti.

L’amministrazione appare ormai funzionale più agli interessi di Acqualatina, di Marconi, delle grandi ditte i costruzione, che non al bene dei suoi abitanti. Anzio è il paradiso dei grandi affari e l’unico modo di governare la città sembra quello di darla in pasto alla speculazione, in barba alle esigenze dei cittadini. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, il disagio sociale è grande ma stenta a formarsi una coscienza critica diffusa e una mobilitazione significativa che rovesci questa situazione.

Eppure qualcosa si muove: da anni è attivo il comitato Acquapubblica che lotta per la ripubblicizzazione del servizio idrico, e da poco sono nati comitati contro la centrale biogas, per salvare la Vignarola, e a sostegno dei diritti dei migranti, contro la loro emarginazione e ghettizzazione. A questi gruppi si aggiunge la consapevolezza diffusa della inutilità e nocività del faraonico nuovo porto targato De Angelis/Bruschini che al momento ha avuto l’unico effetto di sprecare ingenti risorse pubbliche tramite la Capo d’Anzio, gettando nell’incertezza centinaia di lavoratori che legano la proprio sussistenza alle attività portuali.

Ora è indispensabile che queste esperienze vadano avanti, si rafforzino e costruiscano una rete sociale ampia e diffusa. Per far questo è necessario che ciascun soggetto esca dal proprio isolamento e si incontri con gli altri, costruendo un fronte per i beni comuni che possa prefigurare una battaglia sociale per una città più vivibile e accogliente, solidale e sana. Occorre che si risvegli la fiducia dei cittadini nelle capacità di azione sociale e politica e si elabori una piattaforma che riprogetti Anzio a partire dall’avvio dell’unica grande opera di cui essa avrebbe bisogno: un piano per il riassetto idreogeologico e il recupero del territorio, la tutela dei suoi beni ambientali e paesaggistici, la ripubblicizzazione dell’acqua, la valorizzazione del suo patrimonio storico. Le priorità devono essere il lavoro e la tutela del territorio, senza i quali non c’è futuro per la maggioranza della popolazione ma solo degrado, speculazione, illegalità e corruttela diffusa. Per compiere ciò bisogna rovesciare l’idea di una politica legata solo agli affari e agli interessi dei gruppi di potere economico e dei loro lacchè istituzionali. I comitati si devono unire per formare un forte movimento che si attivi per questi obiettivi e prefiguri una alternativa radicale agli affarismi sia di centro destra che di centro sinistra, sapendo però interagire con quelle forze politiche democratiche che daranno loro supporto sincero e non tenteranno di controllarle o piegarle ai loro fini. Deve nascere in ultima analisi un soggetto sociale alternativo che esprima un radicale cambiamento politico.

Come Prc Anzio siamo attivi con i nostri militanti nelle varie realtà di lotta, e cercheremo di promuovere questa unificazione dei movimenti come presupposto per l’alternativa politica e sociale di cui la città di Anzio ha urgente bisogno.

Ufficio stampa e comunicazione
PRC-FdS “E. Che Guevara” - Anzio

1/14/2016

A chi servono le primarie del PD a Genzano?


Con l'ennesimo atto di prepotenza il PD di Genzano, per mezzo del suo commissario veliterno, stabilisce che per scegliere il candidato Sindaco alle prossime elezioni amministrative si faranno le primarie.


Sebbene l'attuale amministrazione sia in carica da una sola legislatura, cosa che consentirebbe alle elezioni di scegliere la continuità amministrativa, Velletri decide per le primarie e Genzano ubbidisce.
A chi servono allora le Primarie? La favoletta che in questi anni ci è stata narrata è che esse sono uno strumento di coinvolgimento politico dei cittadini. Ma è proprio così? Vediamo cosi ci dice l'esperienza delle primarie in salsa italica che il PD ha svolto in questi anni. Intanto bisogna dire che vicino a Genzano, per la precisione ad Albano, il PD alle scorse elezioni amministrative decise autonomamente di non utilizzare le primarie ma di assicurare la continuità amministrativa e di coalizione. A Velletri l'allora segretario del PD, che oggi come commissario del partito le impone a Genzano, portò avanti una dura battaglia per impedire che ci fossero le primarie e si desse corso alla continuità amministrativa. Vediamo invece che cosa accadde alle primarie che si sono tenute a Marino ed a Ciampino. La prima cosa che balza agli occhi, ed è verificabile consultando la stampa locale dell'epoca, è che in entrambe i paesi molti aderenti e riconosciuti elettori delle forze politiche di centrodestra hanno partecipato alle primarie del PD per scegliere il candidato Sindaco del centrosinistra. Come si spiega tutto ciò? semplicemente con il fatto che si era alle presenza di patti scellerati, a Marino doveva vincere il candidato divisivo del centrosinistra per permettere la vittoria del centrodestra, a Ciampino si doveva supportare il candidato del PD che doveva vincere le elezioni. Badate bene i rapporti di forza tra i due schieramenti di quei paesi erano già delineati... ma un aiutino non guasta.
Che dire invece, guardando al resto d'Italia, delle primarie del PD dove per votare sono stati reclutati molti migranti dietro congruo compenso per il servigio reso?
Mi sembra che la domanda trovi da questi esempi una esplicita risposta. Le primarie non serviranno ai militanti del centrosinistra, ai lavoratori, ai cittadini di Genzano per decidere democraticamente chi sarà il futuro candidato Sindaco. Esse saranno lo strumento con cui politici e poteri forti sanciranno “democraticamente” con qualche aiutino i loro accordi di potere, stabilendo, solo loro e per i loro interessi, chi dovrà essere il Sindaco di tutti i Genzanesi.
Per questi motivi le primarie sono una truffa. Per questi motivi dovrebbero essere rifiutate, in primo luogo dai militanti del PD, e da tutti i cittadini. Le primarie del PD si configurano come uno strumento falsamente democratico in cui chi ha più soldi, come altre esperienze dimostrano, compra, impone e comanda e gli onesti partecipanti vengono spogliati, artatamente, del loro vero diritto decisionale.

Marco Bizzoni
segretario PRC, federazione Castelli, Colleferro, Litoranea

1/08/2016

Il lavoro è dignità!

 di Marco Bizzoni*

Secondo Renzi il dato sulla disoccupazione all'11,3%, divulgato dall'ISTAT è la dimostrazione che il #jobsact funziona. Dimentica di dire che quel dato riporta l'occupazione semplicemente al livello del 2012 quando già vi era stato un crollo degli occupati. Dimentica di dire quella percentuale è il risultato anche del fatto che molte persone che hanno perso il lavoro, sfiduciate e scoraggiate, hanno smesso di cercarlo. Non si è accorto che molte aziende stanno delocalizzando la loro produzione in altri Paesi lasciando il loro marchio in Italia per poter dire che i loro sono prodotti “Made in Italy”. Non si è accorto che i nuovi lavori prodotti dal jobs act non sono altro che la trasformazione e l'emersione di rapporti di lavoro già esistenti, che in tal modo vengono ufficializzati burocraticamente ma non tutelati legislativamente. Non è un caso che oggi i padroni si permettano di portare il loro attacco al cuore del sistema delle relazioni tra lavoratori e aziende licenziando un delegato sindagale mentre è impegnato nel definire la trattativa contrattuale. Il messaggio intimidatorio è chiaro ed è rivolto a tutti i lavoratori “neoassunti” con il jobs act a tutele “perdenti”. Insomma difronte a quello che per chi lavora è uno sfacelo che travolge le proprie vite, l' effettiva possibilità di avere un reddito, la stessa dignità di persone, il governo Renzi ci racconta che “L'Italia (..) riparte dal lavoro #lavoltabuona”. Sembra di sentire la vecchia barzelletta in cui il medico, riferendo ai familiari l'esito dell'operazione, affermava: “l'operazione è riuscita perfettamente, purtoppo, il paziente è morto.”

* segretario PRC della federazione "Castelli, Colleferro, Litoranea"

12/02/2015

Scuola, Lavoro, Costituzione, abbattiamo le politiche antipopolari del governo Renzi

 Albano, PRC-SE: “Verso i referendum su Costituzione, scuola, lavoro”

“Costituzione, scuola, lavoro, costruiamo comitati referendari contro le politiche di Renzi” è il tema dell'incontro promosso dal Partito della Rifondazione Comunista federazione Castelli, Colleferro, Litoranea che si svolgerà ad Albano Laziale venerdì 11 dicembre alle ore 17,30, presso la sala Vespignani.
Questi sono i principali ambiti in cui si è attivato in questi due anni il “fare” del governo Renzi. Il risultato che emerge dalla legislazione proposta dal governo è meno democrazia, meno diritti, meno servizi pubblici. Al contrario i successi renziani sulla riforma della Costituzione, sul Jobs Act e sulla “buona scuola” mostrano per intero il loro carattere di classe. La democrazia diviene un simulacro liberale in cui ciò che predomina non è più la sovranità del popolo ma la volontà del Governo. I lavoratori sono stati ridotti a pura merce subordinata totalmente alla volontà dell'azienda. La scuola è stata irregimentata in forme padronal-militaresche utili a formare battaglioni d'assalto ma non a formare libere, competenti e democratiche coscienze.
Che fare di fronte a questa devastazione sociale, democratico e culturale operata dal renzismo? Ne discutiamo con Giovanni Russo Spena, Direzione Nazionale PRC, Laura Nanni, Responsabile scuola PRC regione Lazio, Marco Bizzoni, segretario federazione PRC Castelli, Colleferro, Litoranea.
Informarsi è il primo passo per organizzare una risposta politica, partecipata e di massa di tutti i cittadini democratici che rifiutano il regime liberista che il governo Renzi, con la complicità della grande informazione cartacea e televisiva, sta instaurando.

11/20/2015

Unions, il PRC Castelli in piazza a Roma con la Fiom per il lavoro e la pace


Rifondazione Comunista federazione Castelli, Colleferro, Litoranea aderisce e partecipa alla manifestazione convocata dalla FIOM per il 21 novembre a Roma. Saremo in piazza contro le politiche neoliberiste ed antipopolari del governo Renzi, che sta procedendo nella demolizione dei diritti del lavoro, nello smantellamento dei servizi pubblici con i tagli alle Regioni e agli enti locali, nell' antidemocratica controriforma della Costituzione, nell’attacco alla scuola e alla sanità pubbliche. Bisogna riprendere una nuova stagione di mobilitazioni per sconfiggere le politiche del governo Renzi. 
La manifestazione della FIOM e' un primo momento di incontro di tutte quelle forze che lavorano alla costruzione di uno schieramento referendario che si attivi per abrogare le controriforme approvate sino ad oggi.
Sabato manifesteremo anche per la PACE, la democrazia e i diritti. Contro la spirale terrorismo-guerra e' necessario costruire una società libera e democratica in cui possano convivere fedi, culture ed etnie diverse. 
 
Prc federazione Castelli, Colleferro, Litoranea

11/18/2015

Città metropolitana di Roma, Bizzoni (PRC-SE), “anche dopo il ripristino del diritto elettorale dei cittadini continua il furto di democrazia”

di Marco Bizzoni*

Il Governo Renzi, nel 2014, ha abolito il diritto dei cittadini di eleggere i responsabili politici dell'azione amministrativa delle Provincie. Nel territorio romano la Provincia è stata sostituita dalla Città metropolitana. Così Renzi fingendo di cancellare le Province per realizzare una riduzione dei costi della politica, in realtà ha eliminato la rappresentanza democratica dei cittadini a livello locale. Con la scusa del taglio dei costi della politica ha messo in atto un furto di democrazia, espropriando i cittadini del diritto di poter scegliere attraverso il voto chi dovesse governare l'amministrazione territoriale, lasciando decidere il tutto dai Sindaci e dai Consiglieri Comunali eletti nel territorio. 
Rifondazione Comunista si è quindi impegnata ad impedire che la deriva ademocratica imposta dal governo divenisse un fatto acquisito. Per questo motivo ci siamo generosamente messi in gioco in una prospettiva unitaria, insieme ad altre componenti di Sinistra, per riuscire ad essere presenti nel consiglio della Città metropolitana. Ben sapendo che, se la lista a cui partecipavamo avesse raggiunto il quorum per eleggere, il rappresentante non sarebbe stato espressione diretta del PRC. Malgrado ciò ritenevamo che le critiche di Rifondazione contro l’insufficienza democratica della modalità di composizione del Consiglio dell’area metropolitana, che assegnava ai soli Sindaci e Consiglieri comunali il potere di nomina escludendo i cittadini, rendesse assolutamente necessario uno sforzo che consentisse a quelle idee di partecipazione democratica dei cittadini di avere una rappresentanza nel Consiglio che si andava costituendo. 
La nostra scelta ha mostrato la sua validità con l'approvazione della carta fondamentale della Città metropolitana. Infatti nello Statuto della nuova istituzione il Consiglio ha corretto la scelta ademocratica del governo Renzi ripristinando il diritto dei cittadini di poter scegliere, attraverso elezioni dirette, chi dovesse amministrare l'ente locale e su quali basi. Tuttavia dall'entrata in vigore dello statuto (1° gennaio 2015) ad oggi, la mancata approvazione dell'articolazione del territorio metropolitano in zone omogenee, sembra che abbia impedito che il legislatore determinasse il sistema elettorale con cui dovesse essere eletto il Sindaco ed il consiglio della Città territoriale. 
Se fino ad oggi questa mancanza poteva essere tollerata essendo in funzione il Consiglio della Città metropolitana nominato nei modi suddetti, con le dimissioni dei Consiglieri comunali di Roma che hanno fatto decadere il sindaco Marino si è generata anche una condizione di crisi dell'Istituzione dell'area metropolitana. Questo è avvenuto perchè il sindaco Marino era anche Sindaco di questa istituzione e, pertanto, è decaduto anche da questo ruolo insieme ai consiglieri romani che vi facevano parte.
Nei giorni scorsi tutti hanno parlato di come il commissario avrebbe affrontato i problemi di Roma. Tante sono state le chiacchiere su chi saranno i candidati Sindaci alle elezioni di Roma, il Movimento cinque stelle si è già dichiarato maturo per governarla e, tuttavia, tutti si sono dimenticati che il Sindaco di Roma ed il Sindaco della Città metropolitana coincidono. 
Così, nell'inerzia del governo Renzi che ha generato questo garbuglio e nell'immobilità del legislatore, prende corpo una discriminazione di diritti tra i cittadini romani. Tra quanti cioè vivono nell'urbe e quanti nel “contado”. I primi, cittadini di serie A, avranno il privilegio di eleggere il Sindaco di Roma capitale e della Città metropolitana i secondi no evidenziando che i cittadini della ex Provincia di Roma sono in realtà cittadini di serie B.
Tutto ciò non è ineluttabile. La Regione Lazio deve chiedere al Governo di prendere in mano la situazione e far definire il sistema elettorale dal legislatore. Ciò è reso possibile, almeno in questa situazione di emergenza, proprio dallo Statuto della Città metropolitana che all'art. 47 stabilisce “Il Consiglio cessa anticipatamente in caso di rinnovo dell’Assemblea Capitolina di Roma Capitale”, stabilendo inoltre che l’elezione del Consiglio metropolitano si svolge “in un unico collegio elettorale corrispondente al territorio metropolitano.” 
Noi non possiamo accettare che i cittadini della Provincia di Roma siano considerati cittadini di serie B. Pretendiamo che alla prossima tornata elettorale siano convocati anche le elezioni, a suffragio universale diretto, della Città metropolitana consentendo a TUTTI i cittadini di poter partecipare alla scelta su chi, e su quali basi programmatiche, dovranno esserne il Sindaco ed i consiglieri. 
* segretario PRC federazione Castelli, Colleferro, Litoranea

11/13/2015

Bizzoni (PRC-SE) - Riprendere la mobilitazione unitaria contro la legge 107 (“Buona scuola”)

Marco Bizzoni segretario Prc della federazione Castelli, Colleferro, Litoranea: ha rilasciato la seguente dichiarazione:
Il Partito della Rifondazione Comunista sostiene lo sciopero dei sindacati di base di oggi e le altre iniziative di lotta previste nei prossimi giorni contro la legge 107\2015 (Buona Scuola).
La lotta alla legge 107 non è finita, sono finiti i frutti positivi (sebbene comunque dovuti)  delle assunzioni. Restano sul tappeto tutti i guasti già approvati e quelli che faranno con le deleghe da scrivere.
E' necessario che si riprenda l'iniziativa unitaria delle mobilitazioni che si era costruita nel corso del contrasto all'approvazione della legge. Purtroppo per adesso non è così.
Stimoliamo, con la partecipazione a tutti i momenti di lotta, le varie organizzazioni a riprendere e rafforzare quello spirito unitario a cui i docenti erano pervenuti prima dell'estate.