circoli PRC dei comuni di:
Albano, Ariccia, Genzano, Nemi, Lanuvio, Velletri, Nettuno, Anzio, Ardea, Pomezia, Castelgandolfo, Marino, Grottaferrata, Frascati, Monteporzio, Montecompatri, Rocca di Papa, Rocca Priora, S. Cesareo, Zagarolo, Cave, Genazzano, Palestrina, Labico, Artena, Colleferro, Segni, Montelanico.
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5/20/2016

Tamanti (PRC-Se) Ardea e Pomezia No ai profitti sulla pelle dei disabili


 Barbara Tamanti*

Il PRC, da sempre nelle lotte per la difesa dei diritti, partecipa attivamente alla mobilitazione promossa in rete dai cittadini con disabilità e le loro famiglie dei comuni di Ardea e Pomezia.
Le persone disabili denunciano la seria carenza di servizi forniti dai due comuni e, per quanto riguarda Ardea, l'esosa richiesta del contributo economico per l'assistenza domiciliare a volte necessaria allo svolgimento della vita quotidiana. Gli utenti hanno ricevuto lettere di sollecito di pagamento, con la minaccia di interruzione del servizio, per pregresse morosità di cui non erano a conoscenza. Alcuni si sono visti interrompere il servizio, altri hanno dovuto presentare la rinuncia per i costi troppo elevati a cui si è sottoposti per poter accedere al servizio.
Vogliamo ricordare a tutti i nostri amministratori il Consiglio di Stato ha decretato come scorretto inserire l'assegno di invalidità nei parametri dei conteggi Isee.
Il PRC chiede con forza che gli enti locali applichino la sentenza del Consiglio di Stato scorporando l'assegno di invalidità dai calcoli del reddito.
Sosteniamo le persone e fermiamo i profitti di pochi sulla pelle dei disabili.

*PRC federazione Castelli, Colleferro, Litoranea

4/07/2016

Il Prc Lanuvio dialoga con tutti guardando al bene del paese

Ieri sera, su mandato della Segreteria di Federazione e del Direttivo, una delegazione del nostro partito ha incontrato una rappresentanza della lista civica LANUVIO PER LA DEMOCRAZIA, dopo la richiesta fattaci dalla stessa.
Ci si è confrontati serenamente, come è nel nostro stile, sulle questioni amministrative e sulle opere pubbliche in fase di completamento o di attuazione.
Abbiamo colto l’occasione per presentare agli esponenti della Lista Civica due progetti da noi elaborati. Uno è stato già approvato e sarà realizzato entro fine mese. La seconda proposta è rimasta in attesa: ci faranno sapere a breve se intendono adottare questa proposta, ma siamo già determinati a raccogliere le firme necessarie per far discutere questa proposta in consiglio comunale, così come avvenuto per il regolamento sulle unioni civili.
Questo incontro dimostra che non siamo il “partito del NO”, come qualcuno intende etichettarci; siamo una forza sempre pronta al confronto, anche aspro, purché rimanga sui puri ed auspicati binari politici.
Siamo venuti a conoscenza che il Partito Democratico ha terminato il suo ciclo di consultazioni preventive con le altre forze politiche, senza considerare il nostro partito, un atteggiamento che dà continuità alla linea portata avanti dallo stesso dal 2012 ad oggi.
Siamo stati i primi, dopo le elezioni, a cercare di ricompattare il centro-sinistra. Non ad ogni costo: non vogliamo farlo su basi stantie o equivoche, ma con premesse chiare e rinnovate.
Questo atteggiamento è stato da sempre accolto con scetticismo dai dirigenti locali del PD e, fin da subito, hanno cercato di isolarci.
Noi continuiamo ad attuare la nostra idea di politica, fatta di idee e di passione, solo per il bene e lo sviluppo del nostro paese.

1/21/2016

PRC Anzio - "Comitati e cittadini di tutti i fronti uniamoci!!




Car@ compagn@, car@ concittadin@

L’attuale situazione politica e sociale del nostro territorio richiede un salto di qualità da parte di tutti. Come è noto Anzio è oggetto di una aggressione speculativa fortissima che ne mette a rischio la qualità della vita, la tenuta sociale, ambientale ed economica e la salute dei cittadini. Basti pensare che la densità abitativa di Nettuno è la metà rispetto ad Anzio dove risulta però una percentuale molto più alta di abitazioni invendute.

Dalla imminente costruzione della centrale a biogas alla cementificazione della Vignarola, dalla mancata soluzione dei problemi legati al ciclo dei rifiuti all’eterna questione del porto, fino all’inquinamento del mare, assistiamo al saccheggio del territorio da parte di imprenditori senza scrupoli con l’appoggio dei poteri locali sempre pronti a favorire qualsiasi affare di un certo rilievo. A che serve poi una centrale a biogas se la stessa Turbogas di Aprilia è di fatto spenta dato che il territorio ha energia in eccesso? Cosa del resto da noi denunciata e prevista in tempi non sospetti.

L’amministrazione appare ormai funzionale più agli interessi di Acqualatina, di Marconi, delle grandi ditte i costruzione, che non al bene dei suoi abitanti. Anzio è il paradiso dei grandi affari e l’unico modo di governare la città sembra quello di darla in pasto alla speculazione, in barba alle esigenze dei cittadini. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, il disagio sociale è grande ma stenta a formarsi una coscienza critica diffusa e una mobilitazione significativa che rovesci questa situazione.

Eppure qualcosa si muove: da anni è attivo il comitato Acquapubblica che lotta per la ripubblicizzazione del servizio idrico, e da poco sono nati comitati contro la centrale biogas, per salvare la Vignarola, e a sostegno dei diritti dei migranti, contro la loro emarginazione e ghettizzazione. A questi gruppi si aggiunge la consapevolezza diffusa della inutilità e nocività del faraonico nuovo porto targato De Angelis/Bruschini che al momento ha avuto l’unico effetto di sprecare ingenti risorse pubbliche tramite la Capo d’Anzio, gettando nell’incertezza centinaia di lavoratori che legano la proprio sussistenza alle attività portuali.

Ora è indispensabile che queste esperienze vadano avanti, si rafforzino e costruiscano una rete sociale ampia e diffusa. Per far questo è necessario che ciascun soggetto esca dal proprio isolamento e si incontri con gli altri, costruendo un fronte per i beni comuni che possa prefigurare una battaglia sociale per una città più vivibile e accogliente, solidale e sana. Occorre che si risvegli la fiducia dei cittadini nelle capacità di azione sociale e politica e si elabori una piattaforma che riprogetti Anzio a partire dall’avvio dell’unica grande opera di cui essa avrebbe bisogno: un piano per il riassetto idreogeologico e il recupero del territorio, la tutela dei suoi beni ambientali e paesaggistici, la ripubblicizzazione dell’acqua, la valorizzazione del suo patrimonio storico. Le priorità devono essere il lavoro e la tutela del territorio, senza i quali non c’è futuro per la maggioranza della popolazione ma solo degrado, speculazione, illegalità e corruttela diffusa. Per compiere ciò bisogna rovesciare l’idea di una politica legata solo agli affari e agli interessi dei gruppi di potere economico e dei loro lacchè istituzionali. I comitati si devono unire per formare un forte movimento che si attivi per questi obiettivi e prefiguri una alternativa radicale agli affarismi sia di centro destra che di centro sinistra, sapendo però interagire con quelle forze politiche democratiche che daranno loro supporto sincero e non tenteranno di controllarle o piegarle ai loro fini. Deve nascere in ultima analisi un soggetto sociale alternativo che esprima un radicale cambiamento politico.

Come Prc Anzio siamo attivi con i nostri militanti nelle varie realtà di lotta, e cercheremo di promuovere questa unificazione dei movimenti come presupposto per l’alternativa politica e sociale di cui la città di Anzio ha urgente bisogno.

Ufficio stampa e comunicazione
PRC-FdS “E. Che Guevara” - Anzio

2/11/2009

Direzione Prc: il programma di Rifondazione per le elezioni europee

Odg della Direzione nazionale dell'11.2.2009

prc_100.gifLe prossime elezioni europee avvengono proprio mentre è evidente, in tutto il mondo, il fallimento del modello del capitalismo globalizzato. Siamo di fronte ad una crisi di carattere sistemico, non solo economica e finanziaria, ma sociale, alimentare, energetica, ambientale, che sta scuotendo l’intero pianeta. La crisi della globalizzazione capitalista conferma la scelta riaffermata al Congresso di Chianciano del PRC , ovvero quella del rilancio del progetto strategico della rifondazione comunista e di ripresa del percorso cominciato a Genova e proseguito con la grande esperienza partecipativa dei Social Forum, quello della sua internità al movimento mondiale contro la globalizzazione capitalistica e la crisi economica che questa ha prodotto.
In Europa ciò richiede il rafforzamento dell’unità della sinistra antiliberista, anticapitalista e delle forze comuniste, sia nell’ambito del Partito della Sinistra Europea sia in quello del Gruppo Parlamentare Europeo della Sinistra Unitaria Europea-Sinistra Verde Nordica. L’Europa di Maastricht mostra oggi tutti i limiti di una costruzione fondata sul primato del mercato sulla democrazia, sul dogma monetarista che ha imposto politiche finanziarie ed economiche che hanno prodotto aumento delle disuguaglianze, privatizzazioni dei servizi pubblici e controriforme dei sistemi di welfare su tutto il continente, congiuntamente alla precarizzazione del lavoro, alla deregolamentazione dei mercati e alla discriminazione dei migranti. Una discriminazione che si è tradotta nell’accentuarsi della guerra tra poveri, nel perpetuarsi di condizioni di subalternità giuridica nell’accesso ai diritti di cittadinanza reale, nell’approvazione di vere e proprie “leggi razziali”.

Quest’Europa è quella che viene confermata dai contenuti del Trattato di Lisbona e contro cui si sono espressi i popoli europei che hanno potuto pronunciarsi. Neoliberista e allo stesso tempo ademocratica. Un’ Europa a misura delle banche e non dei popoli. Dove il potere è sempre di più nei governi e sempre meno in assemblee democraticamente elette. Un’Europa che è stata fin qui subalterna alla Nato e complice della guerra preventiva, incapace di proporre una politica di pace e di disarmo.

Questa Europa si è retta su una grande coalizione, formata dai più grandi partiti europei, in primis popolari e socialisti, che sono responsabili di queste politiche liberiste e che hanno praticato una costruzione mercantile e non politica dell’Europa. E’ dunque necessario contrastare fortemente questa grande coalizione e costruire l’alternativa alla lunga stagione del neoliberismo.

La Direzione Nazionale decide quindi di dar vita ad un percorso di costruzione della lista in vista delle elezioni europee, aperto e in relazione con i soggetti e le forze del movimento altermondialista, anticapitalista, comunista, femminista, LGBTQ, ambientalista, sindacale. Sulla base del Documento Congressuale, la Direzione nazionale decide pertanto di promuovere una lista da presentare alle prossime elezioni europee che, partendo dalla presentazione del simbolo di Rifondazione Comunista-SE, condivida la scelta di appartenenza al GUE-NGL, unisca tutte le forze anticapitaliste, comuniste, di sinistra, sulla base di contenuti alternativi al progetto di Trattato di Lisbona e all’impostazione neoliberista e militarista dell’ Unione Europea.

La proposta che avanziamo è quella di una lista, che si ponga l’obiettivo di rovesciare queste politiche economiche e sociali antipopolari, che hanno prodotto la crisi, a partire dal programma elaborato dal Partito della Sinistra Europea. Con un percorso partecipato, vogliamo quindi costruire, riconoscendo la non autosufficienza di Rifondazione Comunista, una lista che sia un concreto segnale di unità della sinistra di alternativa; lista di cui siano protagonisti tutti i soggetti che stanno pagando la crisi e tutti i movimenti che si stanno battendo contro le politiche neoliberiste che l’hanno causata: lavoratori, precari, donne, giovani, studenti, pensionati e migranti. Una lista che faccia sue le ragioni di chi in questi anni e in questi mesi sta lottando, nella scuola e nei luoghi di lavoro, per la giustizia sociale e la libertà femminile, che sappia opporsi al razzismo e all’offensiva clericale del Vaticano. Che si batta per un intervento pubblico finalizzato alla riconversione sociale e ambientale dell’economia, per la redistribuzione del reddito, contro la guerra, le spese militari e per il disarmo europeo. Una proposta che rivolgiamo ai tanti e alle tante che da Genova in poi hanno animato l’esperienza dei Fori sociali e che hanno contribuito a dare gambe e sostanza all’idea di un’altra Europa possibile.

Una lista da costruire attraverso una grande partecipazione di tutti coloro che decideranno di farne parte e di sostenerla, al fine di unire e consolidare le forze che in Europa si battono per una uscita da sinistra dalla crisi, per un’alternativa al liberismo e alle fallimentari politiche della grande coalizione fra popolari e socialisti europei. Una lista per un’altra Europa possibile: dell’uguaglianza, della pace, della giustizia sociale ed ambientale , dei diritti e delle libertà.

In questa prospettiva è necessario sviluppare il massimo di iniziativa per evidenziare il percorso politico e di lotta per l’altra Europa, sostenendo e partecipando alle iniziative di movimento già in cantiere e decise dal forum Sociale di Belem, fra le quali il 28 marzo a Londra contro il G20, il 4 aprile a Strasburgo contro la NATO, l’8-10 luglio in Sardegna contro il G8.

2/05/2009

10 febbraio 1991
Viene fondato il Partito della Rifondazione Comunista
18 anni di lotte: per la Pace, i diritti dei lavoratori, la difesa dell'ambiente, i diritti sociali e civili.

10 febbraio 2008
Rifondazione Comunista è sempre indispensabile.

Genzano, enoteca comunale, dalle ore 18,00
conversazione con Giovanni Russo Spena, Direzione Nazionale PRC
interverrà Danilo Marra, Segretario della federazione PRC "Castelli"

LA CRISI LA PAGHINO I PADRONI!