Marco Bizzoni*
Con l'ammissione della lista SINISTRA X ROMA continua, su di un punto più avanzato, il progetto di ricomposizione della SINISTRA vera, larga, plurale. Obiettivo a cui da molto tempo Rifondazione Comunista sta dedicando le proprie energie. Il Consiglio di Stato restituisce ai cittadini ed ai lavoratori la possibilità di votare per idee e proposte, non solo altre, ma alternative a tutta l'offerta politica oggi presente. Politica che si concentra sui problemi dei costi, sulla mancanza di soldi, sulla necessità di risparmiare nella pubblica amministrazione, ma non pensa mai alle sofferenze quotidiane dei cittadini che è necessario alleviare: dalla mobilità, al diritto all'abitare, dal lavoro che non c'è o che è supersfruttato, al diritto agli spazi sociali sottratti al mercato.
Anche ai Castelli e nel Litorale il PRC si è molto impegnato su questi obiettivi contribuendo, insieme ad altri, alla costruzione di liste locali unitarie di SINISTRA che avessero come carattere distintivo l'alternatività a tutte le proposte politiche che quotidianamente ci vengono propinate come naturali ma che invece sono effetto di scelte dettate dall'ideologia liberista. Politiche che hanno determinato la sottomissione delle persone alle esigenze dei profitti dei padroni delle multinazionali, dei padroni delle banche, dei padroni della finanza. Il centrodestra ed il centrosinistra agevolano, ognuno a modo suo, le politiche liberiste ma anche Grillo e Salvini invece di denunciare e contrastare lo strapotere dei padroni, si limitano a denunciare come avversari dei lavoratori l'abietta corruzione della casta o soffiano sulla paura della miseria dei profughi.
I nostri avversari, nei Comuni, sono quelli che cadono sempre in piedi, gli speculatori, gli sfruttatori, gli sciacalli che cercano il potere per meglio soddisfare le loro esigenze. Contro tutti costoro, il Partito della Rifondazione Comunista della federazione Castelli, Colleferro, Litoranea, ha contribuito alla presentazione di liste in quattro dei cinque comuni che vanno al voto il 5 giugno. Realizzando una presenza elettorale sul territorio maggiore di quella del M5S, che pure gode dei favori e dell'aiuto derivato dalla forte sovraesposizione mediatica televisiva.
“Sinistra per Nettuno”, “per Ariccia a Sinistra”, “Sinistra per Genzano”, “Rocca di Papa – La Sinistra”, sono le liste che abbiamo contribuito a realizzare insieme a quanti non accettano di credere che il mondo attuale sia il migliore dei mondi possibili e vogliono impegnarsi a cambiarlo a partire dai problemi loro più vicini, quelli del proprio Comune. Liste alla cui base vi è una forte condivisione di una valore comune: quello di ritenere che le esigenze delle persone vengono prima dell'economia, della finanza, dei profitti e dei bilanci.
* Segretario PRC federazione Castelli, Colleferro, Litoranea
circoli PRC dei comuni di:
Albano, Ariccia, Genzano, Nemi, Lanuvio, Velletri, Nettuno, Anzio, Ardea, Pomezia, Castelgandolfo, Marino, Grottaferrata, Frascati, Monteporzio, Montecompatri, Rocca di Papa, Rocca Priora, S. Cesareo, Zagarolo, Cave, Genazzano, Palestrina, Labico, Artena, Colleferro, Segni, Montelanico.
Albano, Ariccia, Genzano, Nemi, Lanuvio, Velletri, Nettuno, Anzio, Ardea, Pomezia, Castelgandolfo, Marino, Grottaferrata, Frascati, Monteporzio, Montecompatri, Rocca di Papa, Rocca Priora, S. Cesareo, Zagarolo, Cave, Genazzano, Palestrina, Labico, Artena, Colleferro, Segni, Montelanico.
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5/19/2016
Anche nei nostri Comuni le persone prima di tutto
4/07/2016
Il Prc Lanuvio dialoga con tutti guardando al bene del paese
Ieri sera, su mandato della Segreteria di Federazione e del Direttivo,
una delegazione del nostro partito ha incontrato una rappresentanza
della lista civica LANUVIO PER LA DEMOCRAZIA, dopo la richiesta fattaci dalla stessa.
Ci si è confrontati serenamente, come è nel nostro stile, sulle questioni amministrative e sulle opere pubbliche in fase di completamento o di attuazione.
Abbiamo colto l’occasione per presentare agli esponenti della Lista Civica due progetti da noi elaborati. Uno è stato già approvato e sarà realizzato entro fine mese. La seconda proposta è rimasta in attesa: ci faranno sapere a breve se intendono adottare questa proposta, ma siamo già determinati a raccogliere le firme necessarie per far discutere questa proposta in consiglio comunale, così come avvenuto per il regolamento sulle unioni civili.
Questo incontro dimostra che non siamo il “partito del NO”, come qualcuno intende etichettarci; siamo una forza sempre pronta al confronto, anche aspro, purché rimanga sui puri ed auspicati binari politici.
Siamo venuti a conoscenza che il Partito Democratico ha terminato il suo ciclo di consultazioni preventive con le altre forze politiche, senza considerare il nostro partito, un atteggiamento che dà continuità alla linea portata avanti dallo stesso dal 2012 ad oggi.
Siamo stati i primi, dopo le elezioni, a cercare di ricompattare il centro-sinistra. Non ad ogni costo: non vogliamo farlo su basi stantie o equivoche, ma con premesse chiare e rinnovate.
Questo atteggiamento è stato da sempre accolto con scetticismo dai dirigenti locali del PD e, fin da subito, hanno cercato di isolarci.
Noi continuiamo ad attuare la nostra idea di politica, fatta di idee e di passione, solo per il bene e lo sviluppo del nostro paese.
Ci si è confrontati serenamente, come è nel nostro stile, sulle questioni amministrative e sulle opere pubbliche in fase di completamento o di attuazione.
Abbiamo colto l’occasione per presentare agli esponenti della Lista Civica due progetti da noi elaborati. Uno è stato già approvato e sarà realizzato entro fine mese. La seconda proposta è rimasta in attesa: ci faranno sapere a breve se intendono adottare questa proposta, ma siamo già determinati a raccogliere le firme necessarie per far discutere questa proposta in consiglio comunale, così come avvenuto per il regolamento sulle unioni civili.
Questo incontro dimostra che non siamo il “partito del NO”, come qualcuno intende etichettarci; siamo una forza sempre pronta al confronto, anche aspro, purché rimanga sui puri ed auspicati binari politici.
Siamo venuti a conoscenza che il Partito Democratico ha terminato il suo ciclo di consultazioni preventive con le altre forze politiche, senza considerare il nostro partito, un atteggiamento che dà continuità alla linea portata avanti dallo stesso dal 2012 ad oggi.
Siamo stati i primi, dopo le elezioni, a cercare di ricompattare il centro-sinistra. Non ad ogni costo: non vogliamo farlo su basi stantie o equivoche, ma con premesse chiare e rinnovate.
Questo atteggiamento è stato da sempre accolto con scetticismo dai dirigenti locali del PD e, fin da subito, hanno cercato di isolarci.
Noi continuiamo ad attuare la nostra idea di politica, fatta di idee e di passione, solo per il bene e lo sviluppo del nostro paese.
3/12/2016
Sabato 12 a Roma Contro la Guerra
Sabato 12 marzo, a
partire dalle ore 16.00 a Roma in PIAZZA DEI CONSOLI vicino a VIA SCRIBONIO CURIONE.
Vi sarà la Manifestazione CONTRO LA GUERRA e L'INTERVENTO MILITARE IN LIBIA.
Care compagne e cari compagni,
Sabato 12 marzo si svolgeranno in almeno 14 città italiane, mobilitazioni contro la guerra e le politiche securitarie europee, indette dal "Coordinamento Contro la guerra, le leggi di guerra, la Nato" a cui anche il nostro Partito ha aderito. Si svolgeranno manifestazioni in Val di Susa, dove da anni si sperimenta la militarizzazione del territorio per devastarlo, fino in Sicilia da dove partono i droni che potranno bombardare Libia e Siria. E poi a Ghedi, vicino a Brescia, dove si installano ordigni nucleari in spregio al trattato di non proliferazione, alla base dei costosissimi F35 a Novara, alla famigerata base di Camp Derby a Pisa, a Roma davanti al Comando operativo di guerra e ad altri punti significativi della presenza militare in Italia come Napoli, Vicenza e Cagliari. Invitiamo ad un ampia e significativa partecipazione. La ricostruzione di un ampio e inclusivo movimento contro la guerra e per impedire che l’UE contribuisca e giustifichi la proliferazione di confini delimitati da fili spinati e militarizzazione per chi fugge dai conflitti, è elemento essenziale della nostra azione politica. Riteniamo le mobilitazioni del 12 marzo come parte importante di tale articolato percorso.
Rosa Rinaldi (Segreteria Nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea) Stefano Galieni (Responsabile Pace, Immigrazione e Movimenti)
Vi sarà la Manifestazione CONTRO LA GUERRA e L'INTERVENTO MILITARE IN LIBIA.
Care compagne e cari compagni,
Sabato 12 marzo si svolgeranno in almeno 14 città italiane, mobilitazioni contro la guerra e le politiche securitarie europee, indette dal "Coordinamento Contro la guerra, le leggi di guerra, la Nato" a cui anche il nostro Partito ha aderito. Si svolgeranno manifestazioni in Val di Susa, dove da anni si sperimenta la militarizzazione del territorio per devastarlo, fino in Sicilia da dove partono i droni che potranno bombardare Libia e Siria. E poi a Ghedi, vicino a Brescia, dove si installano ordigni nucleari in spregio al trattato di non proliferazione, alla base dei costosissimi F35 a Novara, alla famigerata base di Camp Derby a Pisa, a Roma davanti al Comando operativo di guerra e ad altri punti significativi della presenza militare in Italia come Napoli, Vicenza e Cagliari. Invitiamo ad un ampia e significativa partecipazione. La ricostruzione di un ampio e inclusivo movimento contro la guerra e per impedire che l’UE contribuisca e giustifichi la proliferazione di confini delimitati da fili spinati e militarizzazione per chi fugge dai conflitti, è elemento essenziale della nostra azione politica. Riteniamo le mobilitazioni del 12 marzo come parte importante di tale articolato percorso.
Rosa Rinaldi (Segreteria Nazionale Rifondazione Comunista – Sinistra Europea) Stefano Galieni (Responsabile Pace, Immigrazione e Movimenti)
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2/15/2016
Per un Soggetto della SINISTRA unitario, plurale, alternativo al neoliberismo e partecipato
Un soggetto che coinvolga tutte le realtà organizzate che operano contro le politiche neoliberiste.
Un soggetto che permetta ai cittadini aderenti, che non si riconoscono in nessuna organizzazione politica, di poter partecipare e decidere sulle decisioni politiche, senza padroni dall'alto che stabiliscano su che cosa sia possibile o meno esprimersi.
La Politica, da cosa loro, della casta presente in Parlamento: PD, Berlusconi, Meloni, Salvini, M5S, deve tornare ad essere strumento nelle mani dei cittadini che la usano per modificare in meglio le nostre vite collettive.
1/27/2016
1/21/2016
PRC Anzio - "Comitati e cittadini di tutti i fronti uniamoci!!
Car@ compagn@, car@ concittadin@
L’attuale situazione politica e sociale del nostro territorio richiede un salto di qualità da parte di tutti. Come è noto Anzio è oggetto di una aggressione speculativa fortissima che ne mette a rischio la qualità della vita, la tenuta sociale, ambientale ed economica e la salute dei cittadini. Basti pensare che la densità abitativa di Nettuno è la metà rispetto ad Anzio dove risulta però una percentuale molto più alta di abitazioni invendute.
Dalla imminente costruzione della centrale a biogas alla cementificazione della Vignarola, dalla mancata soluzione dei problemi legati al ciclo dei rifiuti all’eterna questione del porto, fino all’inquinamento del mare, assistiamo al saccheggio del territorio da parte di imprenditori senza scrupoli con l’appoggio dei poteri locali sempre pronti a favorire qualsiasi affare di un certo rilievo. A che serve poi una centrale a biogas se la stessa Turbogas di Aprilia è di fatto spenta dato che il territorio ha energia in eccesso? Cosa del resto da noi denunciata e prevista in tempi non sospetti.
L’amministrazione appare ormai funzionale più agli interessi di Acqualatina, di Marconi, delle grandi ditte i costruzione, che non al bene dei suoi abitanti. Anzio è il paradiso dei grandi affari e l’unico modo di governare la città sembra quello di darla in pasto alla speculazione, in barba alle esigenze dei cittadini. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, il disagio sociale è grande ma stenta a formarsi una coscienza critica diffusa e una mobilitazione significativa che rovesci questa situazione.
Eppure qualcosa si muove: da anni è attivo il comitato Acquapubblica che lotta per la ripubblicizzazione del servizio idrico, e da poco sono nati comitati contro la centrale biogas, per salvare la Vignarola, e a sostegno dei diritti dei migranti, contro la loro emarginazione e ghettizzazione. A questi gruppi si aggiunge la consapevolezza diffusa della inutilità e nocività del faraonico nuovo porto targato De Angelis/Bruschini che al momento ha avuto l’unico effetto di sprecare ingenti risorse pubbliche tramite la Capo d’Anzio, gettando nell’incertezza centinaia di lavoratori che legano la proprio sussistenza alle attività portuali.
Ora è indispensabile che queste esperienze vadano avanti, si rafforzino e costruiscano una rete sociale ampia e diffusa. Per far questo è necessario che ciascun soggetto esca dal proprio isolamento e si incontri con gli altri, costruendo un fronte per i beni comuni che possa prefigurare una battaglia sociale per una città più vivibile e accogliente, solidale e sana. Occorre che si risvegli la fiducia dei cittadini nelle capacità di azione sociale e politica e si elabori una piattaforma che riprogetti Anzio a partire dall’avvio dell’unica grande opera di cui essa avrebbe bisogno: un piano per il riassetto idreogeologico e il recupero del territorio, la tutela dei suoi beni ambientali e paesaggistici, la ripubblicizzazione dell’acqua, la valorizzazione del suo patrimonio storico. Le priorità devono essere il lavoro e la tutela del territorio, senza i quali non c’è futuro per la maggioranza della popolazione ma solo degrado, speculazione, illegalità e corruttela diffusa. Per compiere ciò bisogna rovesciare l’idea di una politica legata solo agli affari e agli interessi dei gruppi di potere economico e dei loro lacchè istituzionali. I comitati si devono unire per formare un forte movimento che si attivi per questi obiettivi e prefiguri una alternativa radicale agli affarismi sia di centro destra che di centro sinistra, sapendo però interagire con quelle forze politiche democratiche che daranno loro supporto sincero e non tenteranno di controllarle o piegarle ai loro fini. Deve nascere in ultima analisi un soggetto sociale alternativo che esprima un radicale cambiamento politico.
Come Prc Anzio siamo attivi con i nostri militanti nelle varie realtà di lotta, e cercheremo di promuovere questa unificazione dei movimenti come presupposto per l’alternativa politica e sociale di cui la città di Anzio ha urgente bisogno.
Ufficio stampa e comunicazione
PRC-FdS “E. Che Guevara” - Anzio
1/13/2016
Prc - Rafforzare il partito e rilanciare il processo di costruzione del soggetto unitario della sinistra.
Il processo di costruzione del un soggetto unitario della sinistra ha
subito una battuta d’arresto. Questa è dovuta alla scelta di
SEL/Sinistra Italiana di anteporre e contrapporre la costruzione di un
nuovo partito della sinistra a quella del soggetto unitario della
sinistra antiliberista. Questa scelta di costruire il proprio partito
invece del processo unitario non ha evidentemente solo un risvolto
organizzativo ma anche politico nella riproposizione di una definizione
ambigua sul piano della collocazione europea così come su quello
nazionale: le vicende legate alle elezioni amministrative, in cui spicca
il caso milanese e recenti prese di posizione di SEL che, al fine di
riconsiderare la propria collocazione in merito alle elezioni
amministrative apre un’interlocuzione nazionale con il governo, ne sono
una testimonianza chiara.
In questo contesto è ancora più importante il risultato della Consultazione tra gli iscritti e le iscritte di Rifondazione Comunista che hanno approvato con una percentuale superiore al 70% l’indirizzo politico fondato sulla proposta di costruzione di un soggetto unitario della sinistra e di rilancio di Rifondazione Comunista. Con oltre 5000 voti, la consultazione segnala una buona partecipazione – hanno partecipato il doppio dei compagni e delle compagne che avevano partecipato alla consultazione sulla costruzione della lista “l’altra Europa con Tsipras” alle elezioni europee – che ci parla della voglia di partecipazione e della vitalità del nostro partito.
Il compito di Rifondazione Comunista è quindi il rilancio del nostro progetto politico basato sulla proposta unitaria e sul rafforzamento del partito. Per noi questi due compiti non solo non sono contraddittori ma si qualificano a vicenda: il partito senza la proposta unitaria si ridurrebbe ad una prospettiva settaria ed inefficace, un processo unitario fondato sullo scioglimento dei comunisti si qualificherebbe come una riedizione dell’Occhettismo. Siamo orgogliosamente comunisti e comuniste: proprio per questo convintamente unitari e unitarie.
Il percorso unitario
La battuta d’arresto sancita dal fallimento del tavolo della sinistra ci chiede di esplicitare con maggior forza e chiarezza la nostra proposta politica. Il progetto unitario, così come l’abbiamo proposto nel Congresso di Perugia e confermato nella consultazione, non è un obiettivo semplice ma terreno di lotta politica che dobbiamo praticare con spirito unitario e con determinazione.
Riteniamo infatti che la crisi del capitalismo e le politiche neoliberiste espresse dalle classi dominanti e dai governi e livello europeo ed italiano portino alla barbarie. Contro questa barbarie è necessario dar vita ad un soggetto politico antiliberista di sinistra, che si ponga l’obiettivo aggregare forze, costruire conflitto e quindi di costruire una alternativa di governo nel paese ed in Europa.
Un simile obiettivo richiede la capacità di produrre un’accumulazione di forze tali da essere incompatibile con la mera coalizione elettorale o con una federazione. Queste forme politiche infatti non danno vita ad uno spazio pubblico condiviso, non sono in grado di costruire una azione politica quotidiana e non sono adeguate a valorizzare l’apporto degli uomini e delle donne che su tale prospettiva vogliono impegnarsi.
Un obiettivo di questa natura richiede la costruzione di un soggetto unitario definito in modo assai preciso nella prospettiva politica ma a “bassa soglia d’accesso” sul piano ideologico, in grado di diventare uno spazio pubblico: la casa comune dalla molteplicità delle forme dell’agire politico, delle culture politiche e delle identità esistenti nel campo antiliberista della sinistra, dei movimenti, del conflitto sociale. Noi vogliamo contribuire alla costruzione di un soggetto unitario definito da un progetto chiaramente articolato sul terreno politico-programmatico, finalizzato a costruire un consenso crescente ed un’aggregazione di forze sufficiente a produrre qui ed ora una proposta di governo alternativa all’esistente, capace di promuovere campagne di massa, mobilitazione e azione sociale, conflitto, di suscitare partecipazione e protagonismo.
Per quanto riguarda il profilo generale del soggetto unitario da costruire, non ci sono a nostro avviso oggi le condizioni per una fondazione ideologico-identitaria assimilabile a ciò che ha costituito il fondamento dei partiti nella storia del ‘900. Questo per due ordini di motivi.
In primo luogo non esiste oggi una cultura politica egemone né una elaborazione compiuta all’altezza del livello dello scontro in grado di candidarsi a rappresentare una sintesi unificante del complesso delle forze che si oppongono al liberismo. La pluralità dei punti di vista e delle soggettività che vivono nel campo dell’alternativa non può ridursi alla riproposizione di un “partito monoteistico” come se nulla fosse.
In secondo luogo le forme concrete dell’opposizione alle politiche neoliberiste sono assai variegate, sia per quanto riguarda le pratiche che le culture. Questa articolazione non rappresenta a nostro avviso un fatto negativo ma parla – sia pure in modo contraddittorio – della ricchezza potenziale di una soggettività antagonista da aggregare rispettando e valorizzando questa pluralità. La destra risolve il tema dell’unità attorno alla ricerca dell’uomo della provvidenza. La sinistra non può scimmiottare questa pratica o riproporre scorciatoie organizzativistiche di tipo partitico che non permettono di valorizzare appieno i diversi percorsi in cui si esprimono le soggettività alternative e non rispondono quindi alla necessità di “costruire coalizione”.
La costruzione di un soggetto unitario della sinistra in Italia si deve quindi caratterizzare come terreno di ricerca aperto, come avviene in molti altri paesi, come dimostra la presenza molto rilevante, forse maggioritaria, di esperienze costitutivamente segnate dal pluralismo, tanto in Europa che a livello internazionale.
Per questo riteniamo che il soggetto unitario a cui dobbiamo dar vita noi proponiamo che debba individuare nella lotta e nella costruzione di una alternativa al neoliberismo il proprio obiettivo, debba essere alternativo agli altri poli politici presenti sulla scena, debba riconoscere il pluralismo delle culture, delle identità e delle appartenenze come fatto fisiologico e costitutivo della propria esistenza. A partire da questi presupposti il soggetto unitario deve strutturarsi in forme completamente democratiche: adesione individuale, piena sovranità degli iscritte e degli iscritte sugli organismi dirigenti e sulla definizione dell’indirizzo politico in base al principio “una testa un voto”.
L’unità e il carattere plurale del soggetto da costruire sono le basi per dar vita ad un processo costituente vero, per costruire una coalizione che innovi sul piano del progetto politico come delle forme dell’organizzazione. La necessità di superare gli attuali steccati della sinistra, di dar vita ad percorso di aggregazione effettivamente innovativo, ci chiedono un salto di qualità nell’elaborazione e nella proposta, ci obbligano alla ricerca di una forma nuova dell’agire politico evitando la pigrizia della riproposizione della forma partito classica anche quando questa viene motivata con le suggestioni nuoviste che già tanti danni hanno prodotto.
A tal fine riteniamo necessario contribuire, nel rapporto con tutte le forze interessate a questa prospettiva unitaria – a partire dall’Altra Europa con Tsipras” – a dar vita ad iniziative territoriali che ripropongano e qualifichino il tema del percorso costituente di un nuovo soggetto politico unitario della sinistra antiliberista. Si tratta di partire dal documento “Noi ci siamo. Lanciamo la sfida” – che costituisce il punto più avanzato sin quei prodotto sul terreno unitario – per portare nel paese quella discussione che nel chiuso delle stanze romane ci ha portato ad un empasse senza sbocchi.
Parallelamente riteniamo necessario impegnare tutto il partito nella costruzione di liste unitarie della sinistra, alternative al PD, in tutte le elezioni amministrative di primavera. Si tratta di dar vita a coalizioni ampie e plurali che a partire dalle forze di sinistra, ambientaliste, laiche, libertarie, sappiano aggregare il complesso delle forze civiche democratiche, chi si batte per i beni comuni, gli uomini e le donne che vogliono contrastare il degrado delle loro città indotto dalla crisi e dalle politiche neoliberiste. Proprio perché vogliamo dar vita al processo costituente di una sinistra unitaria, riteniamo decisiva la presentazione nelle prossime amministrative di liste unitarie che esprimano sul territorio la volontà del cambiamento, contro le politiche del governo. Su questo aspetto esistono positive contraddizioni anche all’interno di SEL – Sinistra Italiana e noi siamo impegnati a sostenere nelle diverse città le candidature unitarie che esprimono una collocazione alternativa al PD ed aperta ai conflitti sociali. Riteniamo infatti che la costruzione e il successo di liste unitarie di sinistra nelle elezioni amministrative possano anche costituire un positivo elemento nel rilancio del processo unitario della sinistra. In terzo luogo riteniamo necessario operare da subito alla costruzione di comitati unitari sui referendum. In primavera vi saranno varie raccolte di firme per dar vita a referendum – dalle questioni della democrazia, alla scuola, dalle questioni ambientali a quelle del lavoro – e in data da definirsi vi sarà anche la votazione referendaria sulla manomissione della Costituzione. Su tutti questi terreni dovremo operare per costruire il massimo di mobilitazione e pratica unitaria affinché il complesso delle campagne referendarie si configuri come un percorso di costruzione di una opposizione e una alternativa da sinistra alle politiche del governo Renzi.
Da ultimo ma non meno importante, riteniamo necessario operare per la costruzione di un nuovo movimento pacifista contro a la guerra. Per questo parteciperemo il 16 p.v. alle mobilitazioni indette contro la guerra in occasione dell’anniversario della guerra in Iraq e operiamo in relazione con il mondo dell’associazionismo per la costruzione di spazi di riflessione e mobilitazione.
Il rafforzamento del partito
Il rafforzamento di Rifondazione, oltre alla cura del funzionamento normale dell’organizzazione, deve basarsi su tre filoni principali di lavoro.
In primo luogo l’utilità sociale del partito. Oltre alla partecipazione alle iniziative politiche unitarie di cui abbiamo parlato prima, è necessario rafforzare la presenza del partito all’interno dei conflitti sociali. La situazione non vede un conflitto dispiegato ma è tutt’altro che pacificata e le lotte sulle questioni dell’occupazione, dell’ambiente e della difesa del welfare sono quotidiane. Anche sul tema della pace comincia ad esserci una ripresa di attenzione e mobilitazione. Occorre curare con maggiore attenzione la nostra partecipazione ai conflitti e il necessario lavoro di unificazione degli stessi. In questo quadro occorre rilanciare con forza la campagna “i soldi ci sono” che è finalizzata ad un obiettivo fondamentale: la crisi attuale non ha nulla a che vedere con la scarsità ma piuttosto con la cattiva distribuzione della ricchezza, del lavoro e del potere. La patrimoniale, l’abolizione della riforma Fornero, il Piano per il lavoro, lo sforamento dei vincoli europei al fine di sviluppare welfare e intervento pubblico in economia sono tutti punti su cui occorre costruire un senso comune di massa che sconfigga la vulgata secondo cui “mancano i soldi”.
In secondo luogo occorre riprendere in modo più allargato il lavoro di elaborazione sulla rifondazione comunista. Il 21 gennaio prossimo si terrà a Livorno un Convegno su “La nostra storia e l’attualità del comunismo” ed invitiamo i gruppi dirigenti a curare la partecipazione allo stesso. Questo convegno non vuole essere solo una occasione per ricordare la nostra storia ma vuole essere il punto di partenza per la ripresa di una riflessione forte sull’attualità del comunismo come risposta positiva alla barbarie e alla crisi del capitale. La nostra esistenza come partito della Rifondazione Comunista non è un fatto burocratico o puramente organizzativa ma ha senso nella misura in cui sappiamo far vivere la proposta e la prospettiva comunista nel vivo delle contraddizioni e dei conflitti sociali. Riprendere una riflessione di fondo sull’attualità del comunismo è parte integrante di questo nostro impegno e delle ragioni per cui facciamo politica. Non si tratta di solo di potenziare l’attività di formazione – cosa pure necessaria e su cui richiamiamo l’attenzione dei gruppi dirigenti provinciali e regionali – ma di riaprire una discussione sui nodi di fondo della nostra proposta politica, delle ragioni dell’essere comunisti e comuniste oggi.
In terzo luogo occorre rafforzare il Partito a partire dalla cura dei gruppi dirigenti, dal tesseramento e dall’autofinanziamento.
A questo riguardo l’ufficio organizzazione ha cominciato un lavoro utile di ripresa di relazioni stabili tra i diversi livelli del partito, lavoro che occorre potenziare anche attraverso la costruzione di appositi strumenti di circolazione delle informazioni.
Per quanto riguarda l’autofinanziamento, oltre alla di questo aspetto per il finanziamento dell’attività del partito a livello locale, è assolutamente necessario rilanciare la campagna di sottoscrizione attraverso i RID, in modo da garantire un minimo di risorse per la vita del centro nazionale. Il positivo risultato ottenuto attraverso il 2 per mille, che ci parla con oltre 46.000 sottoscrizioni, di una simpatia verso il nostro partito che permane nonostante l’oscuramento mediatico a cui siamo sottoposti, non è infatti sufficiente a coprire le spese necessarie per tenere in vita il partito e per coprire i debiti accumulati nel corso degli anni.
Per quanto riguarda la campagna di tesseramento del
2016, proponiamo che venga lanciata con iniziative pubbliche nella
settimana dall’8 al 14 febbraio. Le iniziative sul tesseramento
ovviamente presentare il nostro progetto politico: la costruzione della
sinistra antiliberista e l’attualità del comunismo per uscire dal
Capitalismo in crisi. Dovranno quindi sottolineare l’utilità di
Rifondazione Comunista nella battaglia contro le politiche di austerità
di cui la campagna “i soldi ci sono” è parte costitutiva.
Documento approvato dalla Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista del 10 gennaio 2016
In questo contesto è ancora più importante il risultato della Consultazione tra gli iscritti e le iscritte di Rifondazione Comunista che hanno approvato con una percentuale superiore al 70% l’indirizzo politico fondato sulla proposta di costruzione di un soggetto unitario della sinistra e di rilancio di Rifondazione Comunista. Con oltre 5000 voti, la consultazione segnala una buona partecipazione – hanno partecipato il doppio dei compagni e delle compagne che avevano partecipato alla consultazione sulla costruzione della lista “l’altra Europa con Tsipras” alle elezioni europee – che ci parla della voglia di partecipazione e della vitalità del nostro partito.
Il compito di Rifondazione Comunista è quindi il rilancio del nostro progetto politico basato sulla proposta unitaria e sul rafforzamento del partito. Per noi questi due compiti non solo non sono contraddittori ma si qualificano a vicenda: il partito senza la proposta unitaria si ridurrebbe ad una prospettiva settaria ed inefficace, un processo unitario fondato sullo scioglimento dei comunisti si qualificherebbe come una riedizione dell’Occhettismo. Siamo orgogliosamente comunisti e comuniste: proprio per questo convintamente unitari e unitarie.
Il percorso unitario
La battuta d’arresto sancita dal fallimento del tavolo della sinistra ci chiede di esplicitare con maggior forza e chiarezza la nostra proposta politica. Il progetto unitario, così come l’abbiamo proposto nel Congresso di Perugia e confermato nella consultazione, non è un obiettivo semplice ma terreno di lotta politica che dobbiamo praticare con spirito unitario e con determinazione.
Riteniamo infatti che la crisi del capitalismo e le politiche neoliberiste espresse dalle classi dominanti e dai governi e livello europeo ed italiano portino alla barbarie. Contro questa barbarie è necessario dar vita ad un soggetto politico antiliberista di sinistra, che si ponga l’obiettivo aggregare forze, costruire conflitto e quindi di costruire una alternativa di governo nel paese ed in Europa.
Un simile obiettivo richiede la capacità di produrre un’accumulazione di forze tali da essere incompatibile con la mera coalizione elettorale o con una federazione. Queste forme politiche infatti non danno vita ad uno spazio pubblico condiviso, non sono in grado di costruire una azione politica quotidiana e non sono adeguate a valorizzare l’apporto degli uomini e delle donne che su tale prospettiva vogliono impegnarsi.
Un obiettivo di questa natura richiede la costruzione di un soggetto unitario definito in modo assai preciso nella prospettiva politica ma a “bassa soglia d’accesso” sul piano ideologico, in grado di diventare uno spazio pubblico: la casa comune dalla molteplicità delle forme dell’agire politico, delle culture politiche e delle identità esistenti nel campo antiliberista della sinistra, dei movimenti, del conflitto sociale. Noi vogliamo contribuire alla costruzione di un soggetto unitario definito da un progetto chiaramente articolato sul terreno politico-programmatico, finalizzato a costruire un consenso crescente ed un’aggregazione di forze sufficiente a produrre qui ed ora una proposta di governo alternativa all’esistente, capace di promuovere campagne di massa, mobilitazione e azione sociale, conflitto, di suscitare partecipazione e protagonismo.
Per quanto riguarda il profilo generale del soggetto unitario da costruire, non ci sono a nostro avviso oggi le condizioni per una fondazione ideologico-identitaria assimilabile a ciò che ha costituito il fondamento dei partiti nella storia del ‘900. Questo per due ordini di motivi.
In primo luogo non esiste oggi una cultura politica egemone né una elaborazione compiuta all’altezza del livello dello scontro in grado di candidarsi a rappresentare una sintesi unificante del complesso delle forze che si oppongono al liberismo. La pluralità dei punti di vista e delle soggettività che vivono nel campo dell’alternativa non può ridursi alla riproposizione di un “partito monoteistico” come se nulla fosse.
In secondo luogo le forme concrete dell’opposizione alle politiche neoliberiste sono assai variegate, sia per quanto riguarda le pratiche che le culture. Questa articolazione non rappresenta a nostro avviso un fatto negativo ma parla – sia pure in modo contraddittorio – della ricchezza potenziale di una soggettività antagonista da aggregare rispettando e valorizzando questa pluralità. La destra risolve il tema dell’unità attorno alla ricerca dell’uomo della provvidenza. La sinistra non può scimmiottare questa pratica o riproporre scorciatoie organizzativistiche di tipo partitico che non permettono di valorizzare appieno i diversi percorsi in cui si esprimono le soggettività alternative e non rispondono quindi alla necessità di “costruire coalizione”.
La costruzione di un soggetto unitario della sinistra in Italia si deve quindi caratterizzare come terreno di ricerca aperto, come avviene in molti altri paesi, come dimostra la presenza molto rilevante, forse maggioritaria, di esperienze costitutivamente segnate dal pluralismo, tanto in Europa che a livello internazionale.
Per questo riteniamo che il soggetto unitario a cui dobbiamo dar vita noi proponiamo che debba individuare nella lotta e nella costruzione di una alternativa al neoliberismo il proprio obiettivo, debba essere alternativo agli altri poli politici presenti sulla scena, debba riconoscere il pluralismo delle culture, delle identità e delle appartenenze come fatto fisiologico e costitutivo della propria esistenza. A partire da questi presupposti il soggetto unitario deve strutturarsi in forme completamente democratiche: adesione individuale, piena sovranità degli iscritte e degli iscritte sugli organismi dirigenti e sulla definizione dell’indirizzo politico in base al principio “una testa un voto”.
L’unità e il carattere plurale del soggetto da costruire sono le basi per dar vita ad un processo costituente vero, per costruire una coalizione che innovi sul piano del progetto politico come delle forme dell’organizzazione. La necessità di superare gli attuali steccati della sinistra, di dar vita ad percorso di aggregazione effettivamente innovativo, ci chiedono un salto di qualità nell’elaborazione e nella proposta, ci obbligano alla ricerca di una forma nuova dell’agire politico evitando la pigrizia della riproposizione della forma partito classica anche quando questa viene motivata con le suggestioni nuoviste che già tanti danni hanno prodotto.
A tal fine riteniamo necessario contribuire, nel rapporto con tutte le forze interessate a questa prospettiva unitaria – a partire dall’Altra Europa con Tsipras” – a dar vita ad iniziative territoriali che ripropongano e qualifichino il tema del percorso costituente di un nuovo soggetto politico unitario della sinistra antiliberista. Si tratta di partire dal documento “Noi ci siamo. Lanciamo la sfida” – che costituisce il punto più avanzato sin quei prodotto sul terreno unitario – per portare nel paese quella discussione che nel chiuso delle stanze romane ci ha portato ad un empasse senza sbocchi.
Parallelamente riteniamo necessario impegnare tutto il partito nella costruzione di liste unitarie della sinistra, alternative al PD, in tutte le elezioni amministrative di primavera. Si tratta di dar vita a coalizioni ampie e plurali che a partire dalle forze di sinistra, ambientaliste, laiche, libertarie, sappiano aggregare il complesso delle forze civiche democratiche, chi si batte per i beni comuni, gli uomini e le donne che vogliono contrastare il degrado delle loro città indotto dalla crisi e dalle politiche neoliberiste. Proprio perché vogliamo dar vita al processo costituente di una sinistra unitaria, riteniamo decisiva la presentazione nelle prossime amministrative di liste unitarie che esprimano sul territorio la volontà del cambiamento, contro le politiche del governo. Su questo aspetto esistono positive contraddizioni anche all’interno di SEL – Sinistra Italiana e noi siamo impegnati a sostenere nelle diverse città le candidature unitarie che esprimono una collocazione alternativa al PD ed aperta ai conflitti sociali. Riteniamo infatti che la costruzione e il successo di liste unitarie di sinistra nelle elezioni amministrative possano anche costituire un positivo elemento nel rilancio del processo unitario della sinistra. In terzo luogo riteniamo necessario operare da subito alla costruzione di comitati unitari sui referendum. In primavera vi saranno varie raccolte di firme per dar vita a referendum – dalle questioni della democrazia, alla scuola, dalle questioni ambientali a quelle del lavoro – e in data da definirsi vi sarà anche la votazione referendaria sulla manomissione della Costituzione. Su tutti questi terreni dovremo operare per costruire il massimo di mobilitazione e pratica unitaria affinché il complesso delle campagne referendarie si configuri come un percorso di costruzione di una opposizione e una alternativa da sinistra alle politiche del governo Renzi.
Da ultimo ma non meno importante, riteniamo necessario operare per la costruzione di un nuovo movimento pacifista contro a la guerra. Per questo parteciperemo il 16 p.v. alle mobilitazioni indette contro la guerra in occasione dell’anniversario della guerra in Iraq e operiamo in relazione con il mondo dell’associazionismo per la costruzione di spazi di riflessione e mobilitazione.
Il rafforzamento del partito
Il rafforzamento di Rifondazione, oltre alla cura del funzionamento normale dell’organizzazione, deve basarsi su tre filoni principali di lavoro.
In primo luogo l’utilità sociale del partito. Oltre alla partecipazione alle iniziative politiche unitarie di cui abbiamo parlato prima, è necessario rafforzare la presenza del partito all’interno dei conflitti sociali. La situazione non vede un conflitto dispiegato ma è tutt’altro che pacificata e le lotte sulle questioni dell’occupazione, dell’ambiente e della difesa del welfare sono quotidiane. Anche sul tema della pace comincia ad esserci una ripresa di attenzione e mobilitazione. Occorre curare con maggiore attenzione la nostra partecipazione ai conflitti e il necessario lavoro di unificazione degli stessi. In questo quadro occorre rilanciare con forza la campagna “i soldi ci sono” che è finalizzata ad un obiettivo fondamentale: la crisi attuale non ha nulla a che vedere con la scarsità ma piuttosto con la cattiva distribuzione della ricchezza, del lavoro e del potere. La patrimoniale, l’abolizione della riforma Fornero, il Piano per il lavoro, lo sforamento dei vincoli europei al fine di sviluppare welfare e intervento pubblico in economia sono tutti punti su cui occorre costruire un senso comune di massa che sconfigga la vulgata secondo cui “mancano i soldi”.
In secondo luogo occorre riprendere in modo più allargato il lavoro di elaborazione sulla rifondazione comunista. Il 21 gennaio prossimo si terrà a Livorno un Convegno su “La nostra storia e l’attualità del comunismo” ed invitiamo i gruppi dirigenti a curare la partecipazione allo stesso. Questo convegno non vuole essere solo una occasione per ricordare la nostra storia ma vuole essere il punto di partenza per la ripresa di una riflessione forte sull’attualità del comunismo come risposta positiva alla barbarie e alla crisi del capitale. La nostra esistenza come partito della Rifondazione Comunista non è un fatto burocratico o puramente organizzativa ma ha senso nella misura in cui sappiamo far vivere la proposta e la prospettiva comunista nel vivo delle contraddizioni e dei conflitti sociali. Riprendere una riflessione di fondo sull’attualità del comunismo è parte integrante di questo nostro impegno e delle ragioni per cui facciamo politica. Non si tratta di solo di potenziare l’attività di formazione – cosa pure necessaria e su cui richiamiamo l’attenzione dei gruppi dirigenti provinciali e regionali – ma di riaprire una discussione sui nodi di fondo della nostra proposta politica, delle ragioni dell’essere comunisti e comuniste oggi.
In terzo luogo occorre rafforzare il Partito a partire dalla cura dei gruppi dirigenti, dal tesseramento e dall’autofinanziamento.
A questo riguardo l’ufficio organizzazione ha cominciato un lavoro utile di ripresa di relazioni stabili tra i diversi livelli del partito, lavoro che occorre potenziare anche attraverso la costruzione di appositi strumenti di circolazione delle informazioni.
Per quanto riguarda l’autofinanziamento, oltre alla di questo aspetto per il finanziamento dell’attività del partito a livello locale, è assolutamente necessario rilanciare la campagna di sottoscrizione attraverso i RID, in modo da garantire un minimo di risorse per la vita del centro nazionale. Il positivo risultato ottenuto attraverso il 2 per mille, che ci parla con oltre 46.000 sottoscrizioni, di una simpatia verso il nostro partito che permane nonostante l’oscuramento mediatico a cui siamo sottoposti, non è infatti sufficiente a coprire le spese necessarie per tenere in vita il partito e per coprire i debiti accumulati nel corso degli anni.
Per quanto riguarda la campagna di tesseramento del
2016, proponiamo che venga lanciata con iniziative pubbliche nella
settimana dall’8 al 14 febbraio. Le iniziative sul tesseramento
ovviamente presentare il nostro progetto politico: la costruzione della
sinistra antiliberista e l’attualità del comunismo per uscire dal
Capitalismo in crisi. Dovranno quindi sottolineare l’utilità di
Rifondazione Comunista nella battaglia contro le politiche di austerità
di cui la campagna “i soldi ci sono” è parte costitutiva.Documento approvato dalla Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista del 10 gennaio 2016
1/12/2016
Se vuoi la pace prepara la pace
Il 16 gennaio a Roma contro la guerra, ore 15 piazza Essquilino.
Rifondazione aderisce alle manifestazioni contro la guerra del 16 gennaio
Il Partito della Rifondazione Comunista aderisce alle manifestazioni contro la guerra indette per il 16 gennaio dall’Assemblea Eurostop.
I 25 anni che ci separano dalla prima guerra del golfo sono stati anni di guerra permanente, con un escalation che continua a salire negli anni.
Dopo l’attacco all’Iraq del 1991,infatti, decine sono i conflitti che si sono succeduti e quelle aree del mondo sono state trasformate in un mattatoio. Il tentativo da parte degli USA e della NATO di creare un nuovo ordine mondiale unipolare ha dato vita a scontri sempre più gravi in cui il nostro Paese è direttamente e indirettamente coinvolto.
Per noi la lotta per la pace è il fondamentale punto di partenza per mettere in discussione lo stato di cose presenti, dove la guerra non è altro che il barbarico prolungamento delle ingiustizie sociali e dei conflitto per l’accaparramento delle risorse naturali. Per questo è necessario rilanciare una larga mobilitazione di massa contro la guerra, di cui anche il terrorismo dell’Isis è parte, che sconfigga il clima di paura, la militarizzazione dei nostri Paesi, la passivizzazione sociale ed il dilagare della xenofobia.
CONTRO LA GUERRA E LA PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLE MISSIONI BELLICHE PER I DIRITTI DEI POPOLI E PER LA DEMOCRAZIA
Rifondazione comunista il 16 gennaio sara’ in piazza.
La segreteria nazionale del Partito della Rifondazione Comunista
Rifondazione aderisce alle manifestazioni contro la guerra del 16 gennaio
Il Partito della Rifondazione Comunista aderisce alle manifestazioni contro la guerra indette per il 16 gennaio dall’Assemblea Eurostop.
I 25 anni che ci separano dalla prima guerra del golfo sono stati anni di guerra permanente, con un escalation che continua a salire negli anni.
Dopo l’attacco all’Iraq del 1991,infatti, decine sono i conflitti che si sono succeduti e quelle aree del mondo sono state trasformate in un mattatoio. Il tentativo da parte degli USA e della NATO di creare un nuovo ordine mondiale unipolare ha dato vita a scontri sempre più gravi in cui il nostro Paese è direttamente e indirettamente coinvolto.
Per noi la lotta per la pace è il fondamentale punto di partenza per mettere in discussione lo stato di cose presenti, dove la guerra non è altro che il barbarico prolungamento delle ingiustizie sociali e dei conflitto per l’accaparramento delle risorse naturali. Per questo è necessario rilanciare una larga mobilitazione di massa contro la guerra, di cui anche il terrorismo dell’Isis è parte, che sconfigga il clima di paura, la militarizzazione dei nostri Paesi, la passivizzazione sociale ed il dilagare della xenofobia.
CONTRO LA GUERRA E LA PARTECIPAZIONE ITALIANA ALLE MISSIONI BELLICHE PER I DIRITTI DEI POPOLI E PER LA DEMOCRAZIA
Rifondazione comunista il 16 gennaio sara’ in piazza.
La segreteria nazionale del Partito della Rifondazione Comunista
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1/08/2016
Il lavoro è dignità!
di Marco Bizzoni*
Secondo Renzi il dato sulla disoccupazione all'11,3%, divulgato dall'ISTAT è la dimostrazione che il #jobsact funziona. Dimentica di dire che quel dato riporta l'occupazione semplicemente al livello del 2012 quando già vi era stato un crollo degli occupati. Dimentica di dire quella percentuale è il risultato anche del fatto che molte persone che hanno perso il lavoro, sfiduciate e scoraggiate, hanno smesso di cercarlo. Non si è accorto che molte aziende stanno delocalizzando la loro produzione in altri Paesi lasciando il loro marchio in Italia per poter dire che i loro sono prodotti “Made in Italy”. Non si è accorto che i nuovi lavori prodotti dal jobs act non sono altro che la trasformazione e l'emersione di rapporti di lavoro già esistenti, che in tal modo vengono ufficializzati burocraticamente ma non tutelati legislativamente. Non è un caso che oggi i padroni si permettano di portare il loro attacco al cuore del sistema delle relazioni tra lavoratori e aziende licenziando un delegato sindagale mentre è impegnato nel definire la trattativa contrattuale. Il messaggio intimidatorio è chiaro ed è rivolto a tutti i lavoratori “neoassunti” con il jobs act a tutele “perdenti”. Insomma difronte a quello che per chi lavora è uno sfacelo che travolge le proprie vite, l' effettiva possibilità di avere un reddito, la stessa dignità di persone, il governo Renzi ci racconta che “L'Italia (..) riparte dal lavoro #lavoltabuona”. Sembra di sentire la vecchia barzelletta in cui il medico, riferendo ai familiari l'esito dell'operazione, affermava: “l'operazione è riuscita perfettamente, purtoppo, il paziente è morto.”
* segretario PRC della federazione "Castelli, Colleferro, Litoranea"
Secondo Renzi il dato sulla disoccupazione all'11,3%, divulgato dall'ISTAT è la dimostrazione che il #jobsact funziona. Dimentica di dire che quel dato riporta l'occupazione semplicemente al livello del 2012 quando già vi era stato un crollo degli occupati. Dimentica di dire quella percentuale è il risultato anche del fatto che molte persone che hanno perso il lavoro, sfiduciate e scoraggiate, hanno smesso di cercarlo. Non si è accorto che molte aziende stanno delocalizzando la loro produzione in altri Paesi lasciando il loro marchio in Italia per poter dire che i loro sono prodotti “Made in Italy”. Non si è accorto che i nuovi lavori prodotti dal jobs act non sono altro che la trasformazione e l'emersione di rapporti di lavoro già esistenti, che in tal modo vengono ufficializzati burocraticamente ma non tutelati legislativamente. Non è un caso che oggi i padroni si permettano di portare il loro attacco al cuore del sistema delle relazioni tra lavoratori e aziende licenziando un delegato sindagale mentre è impegnato nel definire la trattativa contrattuale. Il messaggio intimidatorio è chiaro ed è rivolto a tutti i lavoratori “neoassunti” con il jobs act a tutele “perdenti”. Insomma difronte a quello che per chi lavora è uno sfacelo che travolge le proprie vite, l' effettiva possibilità di avere un reddito, la stessa dignità di persone, il governo Renzi ci racconta che “L'Italia (..) riparte dal lavoro #lavoltabuona”. Sembra di sentire la vecchia barzelletta in cui il medico, riferendo ai familiari l'esito dell'operazione, affermava: “l'operazione è riuscita perfettamente, purtoppo, il paziente è morto.”
* segretario PRC della federazione "Castelli, Colleferro, Litoranea"
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12/13/2015
Rilanciamo dal basso la costruzione del nuovo soggetto della sinistra
Care compagne e cari compagni,
la riunione di venerdi 11 u.s. del tavolo delle forze di sinistra che avevano sottoscritto il documento “noi ci siamo. Lanciamo la sfida” si è risolta con una rottura che ha impedito di procedere alla convocazione dell’Assemblea unitaria del 15/17 gennaio, come era previsto dal documento unitario e come noi abbiamo riproposto.
Dopo settimane di discussioni ci siamo infatti trovati dinnanzi alla comunicazione dell’intenzione da parte di coloro che fanno parte di Sinistra Italiana di anteporre la costruzione di un nuovo partito di sinistra – con la richiesta di sciogliere tutti i partiti esistenti come condizione di partecipazione alla costruzione del nuovo partito - alla proposta su cui avevamo lavorato per mesi di dar vita ad un processo unitario per un nuovo soggetto politico.
In questo contesto non ci siamo opposti al fatto che le forze che hanno dato vita a Sinistra italiana decidessero di trasformarsi in un partito. Abbiamo detto con forza che questa eventualità non doveva cancellare o spostare alle calende greche l’esigenza prioritaria e centrale di costruire un soggetto unitario di tutte e tutti. Per questo abbiamo riproposto la necessità di dar vita all’assemblea del 15/17 gennaio – come previsto dal documento sottoscritto unitariamente da tutte le forze della sinistra – al fine di far partire un soggetto unitario della sinistra che comprendesse tutte e tutti: singoli uomini e donne come partiti, associazioni, comitati. Non è stato però possibile trovare un punto di mediazione vista la volontà di chiudere il percorso in un nuovo partito. In quel contesto anche il documento che Act ha presentato all’inizio della riunione non poteva svolgere il ruolo di mediazione che pure si prefiggeva.
La riunione si è quindi divisa sull’alternativa tra fare un nuovo partito o invece costruire un soggetto unitario di cui possano far parte tutte e tutti coloro ritengano necessario sconfiggere il neoliberismo.
Perché non condividiamo l’idea di fare un nuovo partito.
Oggi l’urgenza è quella di aggregare forze per sconfiggere il neoliberismo che viene impersonato sul piano politico tanto dal centro destra quanto dal centro sinistra. Il neoliberismo sta portando l’Italia, l’Europa e il mondo alla catastrofe sociale ed ambientale e sta tragicamente riproponendo la guerra come modalità di soluzione dei problemi della crisi economica. E’ un neoliberismo barbarico contro cui occorre costruire un fronte ampio in grado di individuare obiettivi concreti ed auspicabili per la maggioranza delle popolazione. Per questo serve un soggetto politico a “bassa soglia di ingresso”, che unisca ciò che il neoliberismo divide. Per questo abbiamo addirittura parlato di un CLN contro il liberismo: occorre aggregare forze, lotte e volontà senza pensare di mettersi a fare l’analisi del sangue a chi dobbiamo aggregare. Questo per avere la forza sufficiente per fermare il neoliberismo. Occorre costruire un punto di riferimento che sia in grado di essere percepito come proprio da coloro che vengono danneggiati dalle politiche neoliberiste. Dagli operai che perdono il posto di lavoro ai giovani condannati ad una vita di precarietà e disoccupazione, ai risparmiatori truffati dalla banche.
In questo contesto l’idea di fare un nuovo partito al posto del soggetto unitario è sbagliata e non risponde alla necessità di costruire una alternativa di governo al disastro che Renzi a Salvini stanno producendo.
Le forze che si oppongono da sinistra al neoliberismo sono assai variegate e articolate. Questo non solo in Italia ma in tutta Europa. Nella stessa America Latina molte esperienze – dall’Uruguay alla Bolivia – sono basate proprio sulla capacità di unire in un percorso comune singole persone e il complesso delle aggregazioni sociali, culturali e politiche che in forme di verse combattono il neoliberismo. Questa situazione la si può valutare come si vuole ma costituisce un fatto con cui fare i conti. Per costruire una forza politica efficace per sconfiggere il neoliberismo occorre quindi darsi una struttura organizzativa che permetta la partecipazione di tutti i soggetti – individuali e collettivi – e che adotti forme di organizzazione in grado di aprirsi alle diverse esperienze.
Inoltre non esiste alcun presupposto per fare un partito unico della sinistra. I partiti sono nati storicamente su ipotesi forti, storicamente fondate. E’ stato così per le grandi correnti storiche: per i comunisti, i socialisti, i democristiani, i liberali, etc. E’ stato così per lo stesso PDS di Occhetto nato dall’idea che il comunismo era finito o per Rifondazione Comunista, nata dall’idea di rifondare la prospettiva politica comunista nel nuovo capitalismo neoliberista e facendo fino in fondo i conti con lo stalinismo. Oggi non esiste già bella pronta un’idea forza unificante di tutti coloro che vogliono sconfiggere il neoliberismo. Esiste una ricca pluralità di pratiche, aggregazioni e volontà individuali che devono trovare un comune campo di iniziativa politica e uno spazio pubblico di confronto per costruire una nuova idea forza che faccia i conti con gli enormi disastri prodotti dal capitalismo neoliberista. Per questo abbiamo proposto un soggetto politico unitario della sinistra antiliberista che si concentrasse e facesse iniziativa politica sul 90% delle cose che ci uniscono e lasciasse fuori dalla porta il 10% che ci divide.
Per questo la nostra proposta in questi anni come oggi è sempre stata quella di dare vita ad un soggetto politico unitario della sinistra che si ponesse l’obiettivo di diventare un soggetto di popolo, che si rivolgesse a quella maggioranza della popolazione che viene oggi defraudata dalle politiche di Draghi e della Merkel. Per questo motivo abbiamo partecipato convintamente all’Altra Europa con Tsipras, a partire dalle elezioni europee e in tutta la fase successiva, ne abbiamo condiviso le prese di posizioni e le proposte e consideriamo indispensabile e centrale il suo ruolo nella fase attuale.
Per esplicitare concretamente come pensiamo di costruire questo soggetto abbiamo inviato mercoledì 9 dicembre u.s. a tutti gli esponenti del tavolo della sinistra una proposta concreta che qui di seguito riproduciamo. Come si vedrà non si tratta della proposta di fare una federazione o un cartello elettorale, ma della proposta di un soggetto unitario vero e plurale, di tutta la sinistra antiliberista.
PER UNA SINISTRA UNITARIA
"Questa nota ha l’obiettivo di affrontare alcuni nodi politico organizzativi, non trattati esplicitamente nel testo “Noi ci siamo, lanciamo la sfida”, che per il resto viene integralmente richiamato e considerato il punto fermo da cui far partire il percorso unitario. L’obiettivo che ci guida è quello di superare in avanti la polarizzazione che ha contraddistinto il nostro confronto nell’ultimo periodo, convinti come siamo della necessità e dell’urgenza di dar vita al percorso costituente di un soggetto unitario della sinistra.
Come abbiamo comunemente affermato è necessario costruire un soggetto politico di sinistra, antiliberista, che si ponga l’obiettivo di costruire una alternativa di governo nel paese ed in Europa.
Un obiettivo di questa natura richiede la capacità di produrre un’accumulazione di forze tali da essere incompatibile con mere coalizioni elettorali o federative: Queste non costruiscono uno spazio pubblico condiviso, non sono in grado di dar vita ad una azione politica continuativa e non sono capaci di valorizzare l’apporto degli uomini e delle donne che su tale prospettiva vogliono impegnarsi.
Un obiettivo di questa natura richiede la costruzione di un soggetto unitario a “bassa soglia d’accesso”, capace di costruire uno spazio pubblico: la casa comune della molteplicità delle forme dell’agire politico e della molteplicità delle culture politiche esistenti nel campo antiliberista di sinistra. Un soggetto unitario definito da un progetto chiaramente articolato sul terreno politico-programmatico, capace di aggregare forze, agire il conflitto e creare consenso al fine di produrre- qui ed ora - un’alternativa politica e sociale per il Paese.
Inoltre non ci sono a nostro avviso oggi le condizioni per una fondazione ideologico-identitaria assimilabile a ciò che ha costituito il fondamento dei partiti nella storia del ‘900. Si tratta di un terreno di ricerca aperto non solo nel nostro paese, come dimostra la presenza molto rilevante, forse maggioritaria, di esperienze costitutivamente segnate dal pluralismo, tanto in Europa che a livello internazionale.
Il soggetto politico della sinistra dunque per noi:
-si definisce sul terreno politico-programmatico e non ideologico-identitario;
-costruisce un nuovo spazio pubblico per tutte e tutti coloro che vorranno farne parte – non un accordo pattizio tra soggetti organizzati - definito dal principio “una testa, un voto”;
-sviluppa un’iniziativa costante sui propri obiettivi, non circoscritta al momento elettorale, al fine di determinare l’accumulazione di forze necessarie al loro raggiungimento;
Per questo il soggetto politico:
- si dà un manifesto politico (carta dei valori o degli impegni) che declina il testo che abbiamo condiviso, definendo la propria identità, il proprio modo di essere ed il proprio campo di azione sul terreno politico-programmatico. Questo dovrebbe avvenire già a partire dalla prossima assemblea, validato da tutti i partecipanti e costituire il fondamento del soggetto politico unitario.
- si dà un nome ed un simbolo decisi attraverso il referendum tra tutte e tutti coloro che aderiranno al progetto
- decide in maniera partecipata uno statuto per regolare la sua vita interna, tale da essere il più possibile inclusivo, partecipativo, aperto alle relazioni con i soggetti individuali e collettivi che ne condividano il progetto
- si dota di un programma di governo da costruire processualmente dentro una discussione partecipata. La costruzione del programma potrà avere una prima tappa di verifica nell’assise in cui il soggetto verrà effettivamente costituito.
Si tratta dunque di un soggetto politico che sviluppa a tutti i livelli una azione finalizzata all’allargamento del consenso per realizzare il proprio programma e che conseguentemente si struttura sui diversi livelli in cui si svolge normalmente il lavoro e il confronto politico.
Per quel che riguarda lo Statuto riteniamo che esso dovrebbe:
-fissare che l’adesione sia individuale;
-definire la piena autonomia e sovranità delle iscritte e degli iscritti sull’indirizzo politico e programmatico, secondo il principio una testa un voto;
-definire la piena sovranità delle iscritte e degli iscritti sulla definizione degli organismi dirigenti ad ogni livello, fissando eventualmente un mix di derivazione congressuale e di derivazione territoriale:
-definire gli ambiti in cui assumere le decisioni con maggioranze qualificate, declinando in questo modo il metodo del consenso;
-prevedere esplicitamente il ricorso all’istituto del referendum tra le iscritte e gli iscritti - sia propositivo che confermativo - attivabile sia dal gruppo dirigente che dalle iscritte e iscritti medesimi. In particolare l’istituto referendario dovrebbe essere previsto come strumento per dirimere i dissensi all’interno del gruppo dirigente qualora questi si presentino.
-prevedere strumenti e momenti di partecipazione on line mediante la costruzione di una piattaforma digitale, definendone ruolo e poteri decisionali sui livelli istituzionali e sul programma politico.
-attivare Forum tematici permanenti aperti a soggetti esterni individuali e collettivi (a solo titolo esemplificativo: Economia, lavoro, welfare; Ambiente, territorio, beni comuni; Mezzogiorno; Europa e relazioni intra Ue; Migranti e mediterraneo; Conoscenza e Cultura; Democrazia, diritti civili; Nuove forme della politica e pratiche mutualistiche; Pace e relazioni con le più significative esperienze internazionali extra UE)
-riconoscere i soggetti collettivi che si riconoscano nell’azione del soggetto unitario e la non incompatibilità della doppia appartenenza. Tali soggetti collettivi – di qualsiasi natura essi siano (partiti, associazioni, comitati, sindacati, etc.) - devono impegnarsi a non presentarsi autonomamente alle elezioni e a non assumere posizioni politiche pubbliche contrastanti i principi etici e fondativi del soggetto unitario.
-definire l’incompatibilità per coloro che fanno parte di organismi esecutivi (segreterie) dei soggetti collettivi che si riconoscono nel soggetto unitario, con la presenza negli esecutivi e nel ruolo di rappresentanza istituzionale del soggetto unitario.
Senza entrare in ulteriori elementi di dettaglio, terminiamo qui queste brevi note con l’augurio che possano delineare un positivo terreno di confronto attraverso cui individuare una strada innovativa per costruire il soggetto unitario della sinistra."
Com’è evidente dall’esito delle riunione di venerdì questa base di discussione è stata rifiutata in nome dell’esigenza di fare un altro partito.
Che fare.
Noi riteniamo che l’esigenza di dar vita ad un soggetto unitario della sinistra antiliberista non solo non venga meno dopo questa battuta d’arresto ma sia oggi più necessaria che mai. Riteniamo che il lavoro fatto in questi anni e in questi mesi vada proseguito e rilanciato perché si tratta di una prospettiva strategica che riguarda l’efficacia della nostra azione politica e cioè la possibilità di aggregare le forze sufficienti a sconfiggere il neoliberismo.
Noi proponiamo quindi che la proposta di costruire un soggetto unitario autonomo ed alternativo al PD sia rilanciata sui territori e nella nostra azione politica. Pensiamo che questa proposta riguardi in primo luogo l’Altra Europa che fino in fondo si è spesa per una soluzione unitaria, le forze presenti al tavolo, coloro che ne sono usciti – come Civati – e che riguardi soprattutto il complesso delle persone che in mille modi diversi e con mille aggregazioni diverse si stanno opponendo alla barbarie neoliberista.
Per questo riteniamo che la consultazione in corso in queste settimane non solo vada confermata ma abbia ragioni in più. Dobbiamo discutere nel partito e indicare chiaramente la prospettiva politica in cui ci vogliamo muovere: rafforzare Rifondazione Comunista nel contesto della costruzione di un soggetto unitario della sinistra antiliberista.
Per questo proponiamo di rilanciare dal basso la costruzione di questa strada a partire dalle città in cui si andrà al voto dando vita a liste unitarie di sinistra alternative al PD, costruite in forme democratiche e partecipate, che aggreghino il complesso delle donne e degli uomini, e dei soggetti politici organizzati disponibili a praticare sul territori questa prospettiva.
Parallelamente avanziamo a tutte le donne e gli uomini interessati, a tutti i soggetti sociali, politici e culturali interessati, la proposta politica di costruire un percorso di aggregazione della sinistra antiliberista che abbia le caratteristiche sopra delineate di unità, pluralità, apertura.
Questa proposta riguarda tutti e tutte, anche coloro che ieri hanno anteposto un loro progetto politico particolare alla prospettiva unitaria. Riguarda tutti e tutte perché solo un soggetto unitario e plurale potrà determinare quel salto di qualità, quel punto di riferimento per chi oggi vive nella solitudine e nella disperazione i drammatici effetti delle politiche liberiste.
La segreteria nazionale di Rifondazione Comunista
12/12/15
la riunione di venerdi 11 u.s. del tavolo delle forze di sinistra che avevano sottoscritto il documento “noi ci siamo. Lanciamo la sfida” si è risolta con una rottura che ha impedito di procedere alla convocazione dell’Assemblea unitaria del 15/17 gennaio, come era previsto dal documento unitario e come noi abbiamo riproposto.
Dopo settimane di discussioni ci siamo infatti trovati dinnanzi alla comunicazione dell’intenzione da parte di coloro che fanno parte di Sinistra Italiana di anteporre la costruzione di un nuovo partito di sinistra – con la richiesta di sciogliere tutti i partiti esistenti come condizione di partecipazione alla costruzione del nuovo partito - alla proposta su cui avevamo lavorato per mesi di dar vita ad un processo unitario per un nuovo soggetto politico.
In questo contesto non ci siamo opposti al fatto che le forze che hanno dato vita a Sinistra italiana decidessero di trasformarsi in un partito. Abbiamo detto con forza che questa eventualità non doveva cancellare o spostare alle calende greche l’esigenza prioritaria e centrale di costruire un soggetto unitario di tutte e tutti. Per questo abbiamo riproposto la necessità di dar vita all’assemblea del 15/17 gennaio – come previsto dal documento sottoscritto unitariamente da tutte le forze della sinistra – al fine di far partire un soggetto unitario della sinistra che comprendesse tutte e tutti: singoli uomini e donne come partiti, associazioni, comitati. Non è stato però possibile trovare un punto di mediazione vista la volontà di chiudere il percorso in un nuovo partito. In quel contesto anche il documento che Act ha presentato all’inizio della riunione non poteva svolgere il ruolo di mediazione che pure si prefiggeva.
La riunione si è quindi divisa sull’alternativa tra fare un nuovo partito o invece costruire un soggetto unitario di cui possano far parte tutte e tutti coloro ritengano necessario sconfiggere il neoliberismo.
Perché non condividiamo l’idea di fare un nuovo partito.
Oggi l’urgenza è quella di aggregare forze per sconfiggere il neoliberismo che viene impersonato sul piano politico tanto dal centro destra quanto dal centro sinistra. Il neoliberismo sta portando l’Italia, l’Europa e il mondo alla catastrofe sociale ed ambientale e sta tragicamente riproponendo la guerra come modalità di soluzione dei problemi della crisi economica. E’ un neoliberismo barbarico contro cui occorre costruire un fronte ampio in grado di individuare obiettivi concreti ed auspicabili per la maggioranza delle popolazione. Per questo serve un soggetto politico a “bassa soglia di ingresso”, che unisca ciò che il neoliberismo divide. Per questo abbiamo addirittura parlato di un CLN contro il liberismo: occorre aggregare forze, lotte e volontà senza pensare di mettersi a fare l’analisi del sangue a chi dobbiamo aggregare. Questo per avere la forza sufficiente per fermare il neoliberismo. Occorre costruire un punto di riferimento che sia in grado di essere percepito come proprio da coloro che vengono danneggiati dalle politiche neoliberiste. Dagli operai che perdono il posto di lavoro ai giovani condannati ad una vita di precarietà e disoccupazione, ai risparmiatori truffati dalla banche.
In questo contesto l’idea di fare un nuovo partito al posto del soggetto unitario è sbagliata e non risponde alla necessità di costruire una alternativa di governo al disastro che Renzi a Salvini stanno producendo.
Le forze che si oppongono da sinistra al neoliberismo sono assai variegate e articolate. Questo non solo in Italia ma in tutta Europa. Nella stessa America Latina molte esperienze – dall’Uruguay alla Bolivia – sono basate proprio sulla capacità di unire in un percorso comune singole persone e il complesso delle aggregazioni sociali, culturali e politiche che in forme di verse combattono il neoliberismo. Questa situazione la si può valutare come si vuole ma costituisce un fatto con cui fare i conti. Per costruire una forza politica efficace per sconfiggere il neoliberismo occorre quindi darsi una struttura organizzativa che permetta la partecipazione di tutti i soggetti – individuali e collettivi – e che adotti forme di organizzazione in grado di aprirsi alle diverse esperienze.
Inoltre non esiste alcun presupposto per fare un partito unico della sinistra. I partiti sono nati storicamente su ipotesi forti, storicamente fondate. E’ stato così per le grandi correnti storiche: per i comunisti, i socialisti, i democristiani, i liberali, etc. E’ stato così per lo stesso PDS di Occhetto nato dall’idea che il comunismo era finito o per Rifondazione Comunista, nata dall’idea di rifondare la prospettiva politica comunista nel nuovo capitalismo neoliberista e facendo fino in fondo i conti con lo stalinismo. Oggi non esiste già bella pronta un’idea forza unificante di tutti coloro che vogliono sconfiggere il neoliberismo. Esiste una ricca pluralità di pratiche, aggregazioni e volontà individuali che devono trovare un comune campo di iniziativa politica e uno spazio pubblico di confronto per costruire una nuova idea forza che faccia i conti con gli enormi disastri prodotti dal capitalismo neoliberista. Per questo abbiamo proposto un soggetto politico unitario della sinistra antiliberista che si concentrasse e facesse iniziativa politica sul 90% delle cose che ci uniscono e lasciasse fuori dalla porta il 10% che ci divide.
Per questo la nostra proposta in questi anni come oggi è sempre stata quella di dare vita ad un soggetto politico unitario della sinistra che si ponesse l’obiettivo di diventare un soggetto di popolo, che si rivolgesse a quella maggioranza della popolazione che viene oggi defraudata dalle politiche di Draghi e della Merkel. Per questo motivo abbiamo partecipato convintamente all’Altra Europa con Tsipras, a partire dalle elezioni europee e in tutta la fase successiva, ne abbiamo condiviso le prese di posizioni e le proposte e consideriamo indispensabile e centrale il suo ruolo nella fase attuale.
Per esplicitare concretamente come pensiamo di costruire questo soggetto abbiamo inviato mercoledì 9 dicembre u.s. a tutti gli esponenti del tavolo della sinistra una proposta concreta che qui di seguito riproduciamo. Come si vedrà non si tratta della proposta di fare una federazione o un cartello elettorale, ma della proposta di un soggetto unitario vero e plurale, di tutta la sinistra antiliberista.
PER UNA SINISTRA UNITARIA
"Questa nota ha l’obiettivo di affrontare alcuni nodi politico organizzativi, non trattati esplicitamente nel testo “Noi ci siamo, lanciamo la sfida”, che per il resto viene integralmente richiamato e considerato il punto fermo da cui far partire il percorso unitario. L’obiettivo che ci guida è quello di superare in avanti la polarizzazione che ha contraddistinto il nostro confronto nell’ultimo periodo, convinti come siamo della necessità e dell’urgenza di dar vita al percorso costituente di un soggetto unitario della sinistra.
Come abbiamo comunemente affermato è necessario costruire un soggetto politico di sinistra, antiliberista, che si ponga l’obiettivo di costruire una alternativa di governo nel paese ed in Europa.
Un obiettivo di questa natura richiede la capacità di produrre un’accumulazione di forze tali da essere incompatibile con mere coalizioni elettorali o federative: Queste non costruiscono uno spazio pubblico condiviso, non sono in grado di dar vita ad una azione politica continuativa e non sono capaci di valorizzare l’apporto degli uomini e delle donne che su tale prospettiva vogliono impegnarsi.
Un obiettivo di questa natura richiede la costruzione di un soggetto unitario a “bassa soglia d’accesso”, capace di costruire uno spazio pubblico: la casa comune della molteplicità delle forme dell’agire politico e della molteplicità delle culture politiche esistenti nel campo antiliberista di sinistra. Un soggetto unitario definito da un progetto chiaramente articolato sul terreno politico-programmatico, capace di aggregare forze, agire il conflitto e creare consenso al fine di produrre- qui ed ora - un’alternativa politica e sociale per il Paese.
Inoltre non ci sono a nostro avviso oggi le condizioni per una fondazione ideologico-identitaria assimilabile a ciò che ha costituito il fondamento dei partiti nella storia del ‘900. Si tratta di un terreno di ricerca aperto non solo nel nostro paese, come dimostra la presenza molto rilevante, forse maggioritaria, di esperienze costitutivamente segnate dal pluralismo, tanto in Europa che a livello internazionale.
Il soggetto politico della sinistra dunque per noi:
-si definisce sul terreno politico-programmatico e non ideologico-identitario;
-costruisce un nuovo spazio pubblico per tutte e tutti coloro che vorranno farne parte – non un accordo pattizio tra soggetti organizzati - definito dal principio “una testa, un voto”;
-sviluppa un’iniziativa costante sui propri obiettivi, non circoscritta al momento elettorale, al fine di determinare l’accumulazione di forze necessarie al loro raggiungimento;
Per questo il soggetto politico:
- si dà un manifesto politico (carta dei valori o degli impegni) che declina il testo che abbiamo condiviso, definendo la propria identità, il proprio modo di essere ed il proprio campo di azione sul terreno politico-programmatico. Questo dovrebbe avvenire già a partire dalla prossima assemblea, validato da tutti i partecipanti e costituire il fondamento del soggetto politico unitario.
- si dà un nome ed un simbolo decisi attraverso il referendum tra tutte e tutti coloro che aderiranno al progetto
- decide in maniera partecipata uno statuto per regolare la sua vita interna, tale da essere il più possibile inclusivo, partecipativo, aperto alle relazioni con i soggetti individuali e collettivi che ne condividano il progetto
- si dota di un programma di governo da costruire processualmente dentro una discussione partecipata. La costruzione del programma potrà avere una prima tappa di verifica nell’assise in cui il soggetto verrà effettivamente costituito.
Si tratta dunque di un soggetto politico che sviluppa a tutti i livelli una azione finalizzata all’allargamento del consenso per realizzare il proprio programma e che conseguentemente si struttura sui diversi livelli in cui si svolge normalmente il lavoro e il confronto politico.
Per quel che riguarda lo Statuto riteniamo che esso dovrebbe:
-fissare che l’adesione sia individuale;
-definire la piena autonomia e sovranità delle iscritte e degli iscritti sull’indirizzo politico e programmatico, secondo il principio una testa un voto;
-definire la piena sovranità delle iscritte e degli iscritti sulla definizione degli organismi dirigenti ad ogni livello, fissando eventualmente un mix di derivazione congressuale e di derivazione territoriale:
-definire gli ambiti in cui assumere le decisioni con maggioranze qualificate, declinando in questo modo il metodo del consenso;
-prevedere esplicitamente il ricorso all’istituto del referendum tra le iscritte e gli iscritti - sia propositivo che confermativo - attivabile sia dal gruppo dirigente che dalle iscritte e iscritti medesimi. In particolare l’istituto referendario dovrebbe essere previsto come strumento per dirimere i dissensi all’interno del gruppo dirigente qualora questi si presentino.
-prevedere strumenti e momenti di partecipazione on line mediante la costruzione di una piattaforma digitale, definendone ruolo e poteri decisionali sui livelli istituzionali e sul programma politico.
-attivare Forum tematici permanenti aperti a soggetti esterni individuali e collettivi (a solo titolo esemplificativo: Economia, lavoro, welfare; Ambiente, territorio, beni comuni; Mezzogiorno; Europa e relazioni intra Ue; Migranti e mediterraneo; Conoscenza e Cultura; Democrazia, diritti civili; Nuove forme della politica e pratiche mutualistiche; Pace e relazioni con le più significative esperienze internazionali extra UE)
-riconoscere i soggetti collettivi che si riconoscano nell’azione del soggetto unitario e la non incompatibilità della doppia appartenenza. Tali soggetti collettivi – di qualsiasi natura essi siano (partiti, associazioni, comitati, sindacati, etc.) - devono impegnarsi a non presentarsi autonomamente alle elezioni e a non assumere posizioni politiche pubbliche contrastanti i principi etici e fondativi del soggetto unitario.
-definire l’incompatibilità per coloro che fanno parte di organismi esecutivi (segreterie) dei soggetti collettivi che si riconoscono nel soggetto unitario, con la presenza negli esecutivi e nel ruolo di rappresentanza istituzionale del soggetto unitario.
Senza entrare in ulteriori elementi di dettaglio, terminiamo qui queste brevi note con l’augurio che possano delineare un positivo terreno di confronto attraverso cui individuare una strada innovativa per costruire il soggetto unitario della sinistra."
Com’è evidente dall’esito delle riunione di venerdì questa base di discussione è stata rifiutata in nome dell’esigenza di fare un altro partito.
Che fare.
Noi riteniamo che l’esigenza di dar vita ad un soggetto unitario della sinistra antiliberista non solo non venga meno dopo questa battuta d’arresto ma sia oggi più necessaria che mai. Riteniamo che il lavoro fatto in questi anni e in questi mesi vada proseguito e rilanciato perché si tratta di una prospettiva strategica che riguarda l’efficacia della nostra azione politica e cioè la possibilità di aggregare le forze sufficienti a sconfiggere il neoliberismo.
Noi proponiamo quindi che la proposta di costruire un soggetto unitario autonomo ed alternativo al PD sia rilanciata sui territori e nella nostra azione politica. Pensiamo che questa proposta riguardi in primo luogo l’Altra Europa che fino in fondo si è spesa per una soluzione unitaria, le forze presenti al tavolo, coloro che ne sono usciti – come Civati – e che riguardi soprattutto il complesso delle persone che in mille modi diversi e con mille aggregazioni diverse si stanno opponendo alla barbarie neoliberista.
Per questo riteniamo che la consultazione in corso in queste settimane non solo vada confermata ma abbia ragioni in più. Dobbiamo discutere nel partito e indicare chiaramente la prospettiva politica in cui ci vogliamo muovere: rafforzare Rifondazione Comunista nel contesto della costruzione di un soggetto unitario della sinistra antiliberista.
Per questo proponiamo di rilanciare dal basso la costruzione di questa strada a partire dalle città in cui si andrà al voto dando vita a liste unitarie di sinistra alternative al PD, costruite in forme democratiche e partecipate, che aggreghino il complesso delle donne e degli uomini, e dei soggetti politici organizzati disponibili a praticare sul territori questa prospettiva.
Parallelamente avanziamo a tutte le donne e gli uomini interessati, a tutti i soggetti sociali, politici e culturali interessati, la proposta politica di costruire un percorso di aggregazione della sinistra antiliberista che abbia le caratteristiche sopra delineate di unità, pluralità, apertura.
Questa proposta riguarda tutti e tutte, anche coloro che ieri hanno anteposto un loro progetto politico particolare alla prospettiva unitaria. Riguarda tutti e tutte perché solo un soggetto unitario e plurale potrà determinare quel salto di qualità, quel punto di riferimento per chi oggi vive nella solitudine e nella disperazione i drammatici effetti delle politiche liberiste.
La segreteria nazionale di Rifondazione Comunista
12/12/15
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12/02/2015
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