circoli PRC dei comuni di:
Albano, Ariccia, Genzano, Nemi, Lanuvio, Velletri, Nettuno, Anzio, Ardea, Pomezia, Castelgandolfo, Marino, Grottaferrata, Frascati, Monteporzio, Montecompatri, Rocca di Papa, Rocca Priora, S. Cesareo, Zagarolo, Cave, Genazzano, Palestrina, Labico, Artena, Colleferro, Segni, Montelanico.
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7/08/2016

Anzio No biogas, il PRC-Se Castelli, Colleferro, Litoranea aderisce alla manifestazione del 9 luglio


Il Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea della federazione Castelli, Colleferro, Litoranea aderisce alla manifestazione proposta dal comitato Anzio no biogas.
Sosteniamo ogni iniziativa utile ad impedire la realizzazione di impianti di trattamento dei rifiuti il cui unico scopo sia quello di assicurare profitti per pochi, scaricando sui cittadini-lavoratori i costi dell'inquinamento diretto e secondario che viene prodotto a partire dalle dimensioni in cui sono pensati.
La collettività necessita di un organizzazione di smaltimento degli scarti che sia funzionale e compatibile con il mantenimento di un'alta qualità della vita e che pertanto privilegi il ciclo recupera, riduci, riusa, ricicla.
Il ciclo dei rifiuti non è un'attività industriale da affidare al mercato, in cui operano anche imprenditori senza scrupoli per la salute pubblica, ma un servizio che deve essere effettuato bene dall'istituzione pubblica.
Invitiamo quindi tutti i cittadini-lavoratori a partecipare alla manifestazione che si terrà sabato 9 luglio alle ore 9,30 ad Anzio con partenza dal parcheggio (adiacente alla stazione) “LaPiccola”.

Marco Bizzoni
segretario PRC/SE Castelli , Colleferro, Litoranea

5/20/2016

Tamanti (PRC-Se) Ardea e Pomezia No ai profitti sulla pelle dei disabili


 Barbara Tamanti*

Il PRC, da sempre nelle lotte per la difesa dei diritti, partecipa attivamente alla mobilitazione promossa in rete dai cittadini con disabilità e le loro famiglie dei comuni di Ardea e Pomezia.
Le persone disabili denunciano la seria carenza di servizi forniti dai due comuni e, per quanto riguarda Ardea, l'esosa richiesta del contributo economico per l'assistenza domiciliare a volte necessaria allo svolgimento della vita quotidiana. Gli utenti hanno ricevuto lettere di sollecito di pagamento, con la minaccia di interruzione del servizio, per pregresse morosità di cui non erano a conoscenza. Alcuni si sono visti interrompere il servizio, altri hanno dovuto presentare la rinuncia per i costi troppo elevati a cui si è sottoposti per poter accedere al servizio.
Vogliamo ricordare a tutti i nostri amministratori il Consiglio di Stato ha decretato come scorretto inserire l'assegno di invalidità nei parametri dei conteggi Isee.
Il PRC chiede con forza che gli enti locali applichino la sentenza del Consiglio di Stato scorporando l'assegno di invalidità dai calcoli del reddito.
Sosteniamo le persone e fermiamo i profitti di pochi sulla pelle dei disabili.

*PRC federazione Castelli, Colleferro, Litoranea

5/04/2016

Il PRC Castelli, Colleferro, Litoranea, aderisce alla mobilitazione europea StopTTIP


Rifondazione Comunista continua ad opporsi all'approvazione del trattato transatlantico sulla mercificazione delle nostre vite, invita tutti i lavoratori e i cittadini a mobilitarsi insieme a quanti con la Campagna Stop TTIP operano impedirne l’approvazione.
Un muro di segretezza e di silenzio del sistema informativo circonda i temi del trattato.
Dal poco che emerso sappiamo che il Trattato (TTIP) influirà: sulla possibilità di una democrazia piena, sull'equità della giustizia, sulla salubrità dell'ambiente, sul mantenimento di servizi pubblici senza scopo di lucro, limiterà i controlli sulla salubrità dell'agricoltura e del cibo.
Da ciò che sappiamo il TTIP peggiorerà la qualità delle nostre vite.
“La luce che i movimenti Stop TTIP hanno portato sui contenuti del trattato – afferma Marco Bizzoni, segretario della federazione PRC Castelli, Colleferro, Litoranea – stanno spingendo Unione Europea e Stati Uniti ad affrettare la frma dell'accordo. E' necessario perciò manifestare il nostro dissenso di cittadini su un atto segreto, sconosciuto anche dal nostro Parlamento, sulla cui base verrano regolate le nostre vite.”
Il Partito della Rifondazione Comunista, aderisce alla manifestazione di carattere europeo del 7 maggio. Invitiamo tutti gli iscritti, i simpatizzanti, i lavoratori i cittadini a partecipare al corteo di Roma che partirà alle ore 14 da piazza della Repubblica.
Rompiamo il muro del silenzio. perche il diritto di decidere delle nostre vite deve restare nelle nostre mani. 
Ufficio Stampa PRC-Se federazione “Castelli, Colleferro, Litoranea”, prccastelli@hotmail.it

4/06/2016

Anzio e Genzano, (PRC-SE) – Crisi, guerra, terrorismo. Assemblee con Locatelli sul compito politico del PRC


“Costruire una sinistra unitaria, plurale e alternativa neoliberismo. ” Questo è il tema degli incontri che si svolgeranno domenica 10 aprile ad Anzio in via O. Fratini 8, nel circolo del PRC alle ore 10,00 ed a Genzano di Roma alle ore 19,00 presso la sala delle Grotte in via Italo Belardi, a cui tutti gli iscritti, i simpatizzanti i cittadini sono invitati a partecipare. Sarà presente ad entrambe gli incontri Ezio Locatelli, responsabile nazionale organizzazione del PRC.
Sempre più buie sono le prospettive sul futuro dei cittadini e lavoratori italiani. Le risposte che sono state date alla crisi sino ad ora dai governi Brlusconi, Monti, Letta e Renzi, hanno progressivamente aggravato il problema. Questi governi hanno accolto supinamente le ricette economiche di austerità imposte sino ad ora da un Europa intrappolata nella gabbia dei suoi trattati liberisti, in cui ciò che conta è la libertà dei capitali. Nello stesso tempo, la ricerca spasmodica di alcuni Stati di uscire dalla loro crisi unilateralmente, attraverso la ricerca di materie prime al prezzo più basso, ha prodotto la destabilizzazione del Medio Oriente e di alcuni paesi dell'Africa. L'esito della destabilizzazione è stata la guerra e, la sua risposta asimmetrica da parte dei fondamentalisti, il terrorismo internazionale. “Tutto ciò che avviene non è ineluttabile - afferma Marco Bizzoni, segretario PRC della federazione Castelli, Colleferro, Litoranea - ma è il portato delle politiche del neoliberismo. Per questi motivi, Rifondazione Comunista, si pone ormai da molti anni il problema di costruire un soggetto politico, con tutte le forze politiche e sociali disponibili, in grado di giungere ad una massa critica sufficiente a rompere le artificiosità istituzionali escludenti la volontà popolare.” Rappresentanza popolare che negli ultimi anni è stata sostanzialmente manomessa attraverso apposite leggi elettorali, non ultima e più pericolosa per la possibilità dei cittadini di incidere sulle scelte politiche, l'Italicum.
Il PRC ritiene sia necessario dare una risposta politica alternativa: all'impoverimento delle classi popolari, alla privatizzazione dei servizi utilizzati dai cittadini-lavoratori (con privatizzazione dei profitti e socializzazione dei costi), ai conflitti tra ceto medio, penultimi e ultimi della terra, ai venti di guerra che il liberismo sta producendo. Per far ciò è necessario unire tutto ciò che il liberismo divide: soggetti politici, lavoratori, organizzazioni di massa, in un fronte ampio. Non nascondendo o escludendo le diversità, ideologiche o culturali, ma mettendo in comune ciò che unisce, la necessità di opporsi all'idea che l'umanità sia sottomessa alle leggi dei mercati e quindi mettere in atto l'idea fondante della sinistra: le persone prima di tutto.
Iniziamo a costruire questo fronte ampio il 17 aprile, nel referendum contro le trivelle. In quell'occasione, Votare SI e raggiungere il quorum, avrà una valenza politica più ampia di quanto non esprima il quesito stesso. Con questo referendum i cittadini ed i lavoratori possono dire direttamente, per la prima volta, che non siamo più daccordo che Renzi usi i soldi per finanziare petrolieri, banchieri e speculatori ma che devono essere utilizzati per dare ristoro alle necessità popolari.





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Ufficio Stampa PRC-Se federazione “Castelli, Colleferro, Litoranea”, prccastelli@hotmail.it

2/29/2016

Costruire il soggetto unitario della SINISTRA (autonomo e alternativo al neoliberismo) a partire dalle liste per le elezioni Amministrative del 2016.


Nei giorni scorsi il Comitato Politico Federale del PRC della federazione Castelli, Colleferro, Litoranea, ha discusso l'indirizzo politico per le elezioni amministrative del 2016. Dopo un lungo e articolato dibattito è emerso il documento che segue:
“Il Comitato Politico Federale del PRC della federazione Castelli, Colleferro, Litoranea, propone ai partiti (SEL, Altra Europa con Tsipras, Possibile, Futuro a Sinistra, PCdI, Verdi) e movimenti della sinistra attivi a livello locale, alle associazioni, ai singoli militanti di ogni provenienza (sociale, sindacale, di movimento) di costruire insieme liste unitarie, autonome e, tenendo conto delle specificità locali, alternative alle politiche liberiste, antidemocratiche ed antipopolari del governo Renzi nei comuni di: Marino, Rocca di Papa, Ariccia, Genzano, Nettuno, Rocca di Cave che nel 2016 saranno chiamati a rinnovare le proprie amministrazioni.
La proposta del PRC non è limitata alla costruzione di liste che siano la somma dei soli soggetti politici proponenti, ma è orientata, anche dove non si andrà al voto, alla costruzione di una nuova soggettività della Sinistra che veda operare insieme militanti di partito, militanti della sinistra sociale e cittadini, nella costruzione di proposte concrete per i nostri territori. Il traguardo è creare una proposta politica schierata ma capace di rappresentare chi ha perso fiducia nel voto come strumento di cambiamento.
Le vicende delle ultime elezioni amministrative hanno mostrato l'impossibilità di poter utilizzare le primarie all'italiana come strumento democratico di selezione dei candidati Sindaci. In diversi casi vari gruppi di potere le hanno sfruttate da per designare candidati graditi attraverso una preponderanza economica che gli ha permesso di portare al voto delle Primarie riconosciuti elettori di centrodestra o sottoproletariato migrante. Il PRC, consapevole dell'inquinamento democratico che generano, rifiuta lo strumento Primarie come mezzo di scelta del candidato sindaco e, pertanto, non sarà mai disponibile a partecipare, in nessun comune, alle Primarie.”

1/21/2016

PRC Anzio - "Comitati e cittadini di tutti i fronti uniamoci!!




Car@ compagn@, car@ concittadin@

L’attuale situazione politica e sociale del nostro territorio richiede un salto di qualità da parte di tutti. Come è noto Anzio è oggetto di una aggressione speculativa fortissima che ne mette a rischio la qualità della vita, la tenuta sociale, ambientale ed economica e la salute dei cittadini. Basti pensare che la densità abitativa di Nettuno è la metà rispetto ad Anzio dove risulta però una percentuale molto più alta di abitazioni invendute.

Dalla imminente costruzione della centrale a biogas alla cementificazione della Vignarola, dalla mancata soluzione dei problemi legati al ciclo dei rifiuti all’eterna questione del porto, fino all’inquinamento del mare, assistiamo al saccheggio del territorio da parte di imprenditori senza scrupoli con l’appoggio dei poteri locali sempre pronti a favorire qualsiasi affare di un certo rilievo. A che serve poi una centrale a biogas se la stessa Turbogas di Aprilia è di fatto spenta dato che il territorio ha energia in eccesso? Cosa del resto da noi denunciata e prevista in tempi non sospetti.

L’amministrazione appare ormai funzionale più agli interessi di Acqualatina, di Marconi, delle grandi ditte i costruzione, che non al bene dei suoi abitanti. Anzio è il paradiso dei grandi affari e l’unico modo di governare la città sembra quello di darla in pasto alla speculazione, in barba alle esigenze dei cittadini. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, il disagio sociale è grande ma stenta a formarsi una coscienza critica diffusa e una mobilitazione significativa che rovesci questa situazione.

Eppure qualcosa si muove: da anni è attivo il comitato Acquapubblica che lotta per la ripubblicizzazione del servizio idrico, e da poco sono nati comitati contro la centrale biogas, per salvare la Vignarola, e a sostegno dei diritti dei migranti, contro la loro emarginazione e ghettizzazione. A questi gruppi si aggiunge la consapevolezza diffusa della inutilità e nocività del faraonico nuovo porto targato De Angelis/Bruschini che al momento ha avuto l’unico effetto di sprecare ingenti risorse pubbliche tramite la Capo d’Anzio, gettando nell’incertezza centinaia di lavoratori che legano la proprio sussistenza alle attività portuali.

Ora è indispensabile che queste esperienze vadano avanti, si rafforzino e costruiscano una rete sociale ampia e diffusa. Per far questo è necessario che ciascun soggetto esca dal proprio isolamento e si incontri con gli altri, costruendo un fronte per i beni comuni che possa prefigurare una battaglia sociale per una città più vivibile e accogliente, solidale e sana. Occorre che si risvegli la fiducia dei cittadini nelle capacità di azione sociale e politica e si elabori una piattaforma che riprogetti Anzio a partire dall’avvio dell’unica grande opera di cui essa avrebbe bisogno: un piano per il riassetto idreogeologico e il recupero del territorio, la tutela dei suoi beni ambientali e paesaggistici, la ripubblicizzazione dell’acqua, la valorizzazione del suo patrimonio storico. Le priorità devono essere il lavoro e la tutela del territorio, senza i quali non c’è futuro per la maggioranza della popolazione ma solo degrado, speculazione, illegalità e corruttela diffusa. Per compiere ciò bisogna rovesciare l’idea di una politica legata solo agli affari e agli interessi dei gruppi di potere economico e dei loro lacchè istituzionali. I comitati si devono unire per formare un forte movimento che si attivi per questi obiettivi e prefiguri una alternativa radicale agli affarismi sia di centro destra che di centro sinistra, sapendo però interagire con quelle forze politiche democratiche che daranno loro supporto sincero e non tenteranno di controllarle o piegarle ai loro fini. Deve nascere in ultima analisi un soggetto sociale alternativo che esprima un radicale cambiamento politico.

Come Prc Anzio siamo attivi con i nostri militanti nelle varie realtà di lotta, e cercheremo di promuovere questa unificazione dei movimenti come presupposto per l’alternativa politica e sociale di cui la città di Anzio ha urgente bisogno.

Ufficio stampa e comunicazione
PRC-FdS “E. Che Guevara” - Anzio

12/13/2015

Rilanciamo dal basso la costruzione del nuovo soggetto della sinistra

Care compagne e cari compagni,

la riunione di venerdi 11 u.s. del tavolo delle forze di sinistra che avevano sottoscritto il documento “noi ci siamo. Lanciamo la sfida” si è risolta con una rottura che ha impedito di procedere alla convocazione dell’Assemblea unitaria del 15/17 gennaio, come era previsto dal documento unitario e come noi abbiamo riproposto.
Dopo settimane di discussioni ci siamo infatti trovati dinnanzi alla comunicazione dell’intenzione da parte di coloro che fanno parte di Sinistra Italiana di anteporre la costruzione di un nuovo partito di sinistra – con la richiesta di sciogliere tutti i partiti esistenti come condizione di partecipazione alla costruzione del nuovo partito - alla proposta su cui avevamo lavorato per mesi di dar vita ad un processo unitario per un nuovo soggetto politico. 
In questo contesto non ci siamo opposti al fatto che le forze che hanno dato vita a Sinistra italiana decidessero di trasformarsi in un partito. Abbiamo detto con forza che questa eventualità non doveva cancellare o spostare alle calende greche l’esigenza prioritaria e centrale di costruire un soggetto unitario di tutte e tutti. Per questo abbiamo riproposto la necessità di dar vita all’assemblea del 15/17 gennaio – come previsto dal documento sottoscritto unitariamente da tutte le forze della sinistra – al fine di far partire un soggetto unitario della sinistra che comprendesse tutte e tutti: singoli uomini e donne come partiti, associazioni, comitati. Non è stato però possibile trovare un punto di mediazione vista la volontà di chiudere il percorso in un nuovo partito. In quel contesto anche il documento che Act ha presentato all’inizio della riunione non poteva svolgere il ruolo di mediazione che pure si prefiggeva.

La riunione si è quindi divisa sull’alternativa tra fare un nuovo partito o invece costruire un soggetto unitario di cui possano far parte tutte e tutti coloro ritengano necessario sconfiggere il neoliberismo.

Perché non condividiamo l’idea di fare un nuovo partito.

Oggi l’urgenza è quella di aggregare forze per sconfiggere il neoliberismo che viene impersonato sul piano politico tanto dal centro destra quanto dal centro sinistra. Il neoliberismo sta portando l’Italia, l’Europa e il mondo alla catastrofe sociale ed ambientale e sta tragicamente riproponendo la guerra come modalità di soluzione dei problemi della crisi economica. E’ un neoliberismo barbarico contro cui occorre costruire un fronte ampio in grado di individuare obiettivi concreti ed auspicabili per la maggioranza delle popolazione. Per questo serve un soggetto politico a “bassa soglia di ingresso”, che unisca ciò che il neoliberismo divide. Per questo abbiamo addirittura parlato di un CLN contro il liberismo: occorre aggregare forze, lotte e volontà senza pensare di mettersi a fare l’analisi del sangue a chi dobbiamo aggregare. Questo per avere la forza sufficiente per fermare il neoliberismo. Occorre costruire un punto di riferimento che sia in grado di essere percepito come proprio da coloro che vengono danneggiati dalle politiche neoliberiste. Dagli operai che perdono il posto di lavoro ai giovani condannati ad una vita di precarietà e disoccupazione, ai risparmiatori truffati dalla banche.
In questo contesto l’idea di fare un nuovo partito al posto del soggetto unitario è sbagliata e non risponde alla necessità di costruire una alternativa di governo al disastro che Renzi a Salvini stanno producendo.

Le forze che si oppongono da sinistra al neoliberismo sono assai variegate e articolate. Questo non solo in Italia ma in tutta Europa. Nella stessa America Latina molte esperienze – dall’Uruguay alla Bolivia – sono basate proprio sulla capacità di unire in un percorso comune singole persone e il complesso delle aggregazioni sociali, culturali e politiche che in forme di verse combattono il neoliberismo. Questa situazione la si può valutare come si vuole ma costituisce un fatto con cui fare i conti. Per costruire una forza politica efficace per sconfiggere il neoliberismo occorre quindi darsi una struttura organizzativa che permetta la partecipazione di tutti i soggetti – individuali e collettivi – e che adotti forme di organizzazione in grado di aprirsi alle diverse esperienze.

Inoltre non esiste alcun presupposto per fare un partito unico della sinistra. I partiti sono nati storicamente su ipotesi forti, storicamente fondate. E’ stato così per le grandi correnti storiche: per i comunisti, i socialisti, i democristiani, i liberali, etc. E’ stato così per lo stesso PDS di Occhetto nato dall’idea che il comunismo era finito o per Rifondazione Comunista, nata dall’idea di rifondare la prospettiva politica comunista nel nuovo capitalismo neoliberista e facendo fino in fondo i conti con lo stalinismo. Oggi non esiste già bella pronta un’idea forza unificante di tutti coloro che vogliono sconfiggere il neoliberismo. Esiste una ricca pluralità di pratiche, aggregazioni e volontà individuali che devono trovare un comune campo di iniziativa politica e uno spazio pubblico di confronto per costruire una nuova idea forza che faccia i conti con gli enormi disastri prodotti dal capitalismo neoliberista. Per questo abbiamo proposto un soggetto politico unitario della sinistra antiliberista che si concentrasse e facesse iniziativa politica sul 90% delle cose che ci uniscono e lasciasse fuori dalla porta il 10% che ci divide.  

Per questo la nostra proposta in questi anni come oggi è sempre stata quella di dare vita ad un soggetto politico unitario della sinistra che si ponesse l’obiettivo di diventare un soggetto di popolo, che si rivolgesse a quella maggioranza della popolazione che viene oggi defraudata dalle politiche di Draghi e della Merkel. Per questo motivo abbiamo partecipato convintamente all’Altra Europa con Tsipras, a partire dalle elezioni europee e in tutta la fase successiva, ne abbiamo condiviso le prese di posizioni e le proposte e consideriamo indispensabile e centrale il suo ruolo nella fase attuale.
Per esplicitare concretamente come pensiamo di costruire questo soggetto abbiamo inviato mercoledì 9 dicembre u.s. a tutti gli esponenti del tavolo della sinistra una proposta concreta che qui di seguito riproduciamo. Come si vedrà non si tratta della proposta di fare una federazione o un cartello elettorale, ma della proposta di un soggetto unitario vero e plurale, di tutta la sinistra antiliberista.

PER UNA SINISTRA UNITARIA

"Questa nota ha l’obiettivo di affrontare alcuni nodi politico organizzativi, non trattati esplicitamente nel testo “Noi ci siamo, lanciamo la sfida”, che per il resto viene integralmente richiamato e considerato il punto fermo da cui far partire il percorso unitario. L’obiettivo che ci guida è quello di superare in avanti la polarizzazione che ha contraddistinto il nostro confronto nell’ultimo periodo, convinti come siamo della necessità e dell’urgenza di dar vita al percorso costituente di un soggetto unitario della sinistra.
Come abbiamo comunemente affermato è necessario costruire un soggetto politico di sinistra, antiliberista, che si ponga l’obiettivo di costruire una alternativa di governo nel paese ed in Europa. 

Un obiettivo di questa natura richiede la capacità di produrre un’accumulazione di forze tali da essere incompatibile con mere coalizioni elettorali o federative: Queste non costruiscono uno spazio pubblico condiviso, non sono in grado di dar vita ad una azione politica continuativa e non sono capaci di valorizzare l’apporto degli uomini e delle donne che su tale prospettiva vogliono impegnarsi.
Un obiettivo di questa natura richiede la costruzione di un soggetto unitario a “bassa soglia d’accesso”, capace di costruire uno spazio pubblico: la casa comune della molteplicità delle forme dell’agire politico e della molteplicità delle culture politiche esistenti nel campo antiliberista di sinistra. Un soggetto unitario definito da un progetto chiaramente articolato sul terreno politico-programmatico, capace di aggregare forze, agire il conflitto e creare consenso al fine di produrre- qui ed ora - un’alternativa politica e sociale per il Paese.
Inoltre non ci sono a nostro avviso oggi le condizioni per una fondazione ideologico-identitaria assimilabile a ciò che ha costituito il fondamento dei partiti nella storia del ‘900. Si tratta di un terreno di ricerca aperto non solo nel nostro paese, come dimostra la presenza molto rilevante, forse maggioritaria, di esperienze costitutivamente segnate dal pluralismo, tanto in Europa che a livello internazionale. 

Il soggetto politico della sinistra dunque per noi:
-si definisce sul terreno politico-programmatico e non ideologico-identitario;
-costruisce un nuovo spazio pubblico per tutte e tutti coloro che vorranno farne parte – non un accordo pattizio tra soggetti organizzati - definito dal principio “una testa, un voto”; 
-sviluppa un’iniziativa costante sui propri obiettivi, non circoscritta al momento elettorale, al fine di determinare l’accumulazione di forze necessarie al loro raggiungimento;

Per questo il soggetto politico:

- si dà un manifesto politico (carta dei valori o degli impegni) che declina il testo che abbiamo condiviso, definendo la propria identità, il proprio modo di essere ed il proprio campo di azione sul terreno politico-programmatico. Questo dovrebbe avvenire già a partire dalla prossima assemblea, validato da tutti i partecipanti e costituire il fondamento del soggetto politico unitario. 
- si dà un nome ed un simbolo decisi attraverso il referendum tra tutte e tutti coloro che aderiranno al progetto
- decide in maniera partecipata uno statuto per regolare la sua vita interna, tale da essere il più possibile inclusivo, partecipativo, aperto alle relazioni con i soggetti individuali e collettivi che ne condividano il progetto
- si dota di un programma di governo da costruire processualmente dentro una discussione partecipata. La costruzione del programma potrà avere una prima tappa di verifica nell’assise in cui il soggetto verrà effettivamente costituito.
Si tratta dunque di un soggetto politico che sviluppa a tutti i livelli una azione finalizzata all’allargamento del consenso per realizzare il proprio programma e che conseguentemente si struttura sui diversi livelli in cui si svolge normalmente il lavoro e il confronto politico.

Per quel che riguarda lo Statuto riteniamo che esso dovrebbe:

-fissare che l’adesione sia individuale;
-definire la piena autonomia e sovranità delle iscritte e degli iscritti sull’indirizzo politico e programmatico, secondo il principio una testa un voto;
-definire la piena sovranità delle iscritte e degli iscritti sulla definizione degli organismi dirigenti ad ogni livello, fissando eventualmente un mix di derivazione congressuale e di derivazione territoriale: 
-definire gli ambiti in cui assumere le decisioni con maggioranze qualificate, declinando in questo modo il metodo del consenso; 
-prevedere esplicitamente il ricorso all’istituto del referendum tra le iscritte e gli iscritti - sia propositivo che confermativo -  attivabile sia dal gruppo dirigente che dalle iscritte e iscritti medesimi. In particolare l’istituto referendario dovrebbe essere previsto come strumento per dirimere i dissensi all’interno del gruppo dirigente qualora questi si presentino.
-prevedere strumenti e momenti di partecipazione on line mediante la costruzione di una piattaforma digitale, definendone ruolo e poteri decisionali sui livelli istituzionali e sul programma politico.
-attivare Forum tematici permanenti aperti a soggetti esterni individuali e collettivi (a solo titolo esemplificativo: Economia, lavoro, welfare; Ambiente, territorio, beni comuni; Mezzogiorno; Europa e relazioni intra Ue; Migranti e mediterraneo; Conoscenza e Cultura; Democrazia, diritti civili; Nuove forme della politica e pratiche mutualistiche; Pace e relazioni con le più significative esperienze internazionali extra UE) 
-riconoscere i soggetti collettivi che si riconoscano nell’azione del soggetto unitario e la non incompatibilità della doppia appartenenza. Tali soggetti collettivi – di qualsiasi natura essi siano (partiti, associazioni, comitati, sindacati, etc.) - devono impegnarsi a non presentarsi autonomamente alle elezioni e a non assumere posizioni politiche pubbliche contrastanti i principi etici e fondativi del soggetto unitario. 
-definire l’incompatibilità per coloro che fanno parte di organismi esecutivi (segreterie) dei soggetti collettivi che si riconoscono nel soggetto unitario, con la presenza negli esecutivi e nel ruolo di rappresentanza istituzionale del soggetto unitario.
Senza entrare in ulteriori elementi di dettaglio, terminiamo qui queste brevi note con l’augurio che possano delineare un positivo terreno di confronto attraverso cui individuare una strada innovativa per costruire il soggetto unitario della sinistra."

Com’è evidente dall’esito delle riunione di venerdì questa base di discussione è stata rifiutata in nome dell’esigenza di fare un altro partito.

Che fare.

Noi riteniamo che l’esigenza di dar vita ad un soggetto unitario della sinistra antiliberista non solo non venga meno dopo questa battuta d’arresto ma sia oggi più necessaria che mai. Riteniamo che il lavoro fatto in questi anni e in questi mesi vada proseguito e rilanciato perché si tratta di una prospettiva strategica che riguarda l’efficacia della nostra azione politica e cioè la possibilità di aggregare le forze sufficienti a sconfiggere il neoliberismo. 
Noi proponiamo quindi che la proposta di costruire un soggetto unitario autonomo ed alternativo al PD sia rilanciata sui territori e nella nostra azione politica. Pensiamo che questa proposta riguardi in primo luogo l’Altra Europa che fino in fondo si è spesa per una soluzione unitaria, le forze presenti al tavolo, coloro che ne sono usciti – come Civati – e che riguardi soprattutto il complesso delle persone che in mille modi diversi e con mille aggregazioni diverse si stanno opponendo alla barbarie neoliberista.
Per questo riteniamo che la consultazione in corso in queste settimane non solo vada confermata ma abbia ragioni in più. Dobbiamo discutere nel partito e indicare chiaramente la prospettiva politica in cui ci vogliamo muovere: rafforzare Rifondazione Comunista nel contesto della costruzione di un soggetto unitario della sinistra antiliberista.

Per questo proponiamo di rilanciare dal basso la costruzione di questa strada a partire dalle città in cui si andrà al voto dando vita a liste unitarie di sinistra alternative al PD, costruite in forme democratiche e partecipate, che aggreghino il complesso delle donne e degli uomini, e dei soggetti politici organizzati disponibili a praticare sul territori questa prospettiva.
Parallelamente avanziamo a tutte le donne e gli uomini interessati, a tutti i soggetti sociali, politici e culturali interessati, la proposta politica di costruire un percorso di aggregazione della sinistra antiliberista che abbia le caratteristiche sopra delineate di unità, pluralità, apertura.
Questa proposta riguarda tutti e tutte, anche coloro che ieri hanno anteposto un loro progetto politico particolare alla prospettiva unitaria. Riguarda tutti e tutte perché solo un soggetto unitario e plurale potrà determinare quel salto di qualità, quel punto di riferimento per chi oggi vive nella solitudine e nella disperazione i drammatici effetti delle politiche liberiste.

La segreteria nazionale di Rifondazione Comunista 
12/12/15

12/02/2015

Costruire la sinistra: "Noi ci siamo"


Scuola, Lavoro, Costituzione, abbattiamo le politiche antipopolari del governo Renzi

 Albano, PRC-SE: “Verso i referendum su Costituzione, scuola, lavoro”

“Costituzione, scuola, lavoro, costruiamo comitati referendari contro le politiche di Renzi” è il tema dell'incontro promosso dal Partito della Rifondazione Comunista federazione Castelli, Colleferro, Litoranea che si svolgerà ad Albano Laziale venerdì 11 dicembre alle ore 17,30, presso la sala Vespignani.
Questi sono i principali ambiti in cui si è attivato in questi due anni il “fare” del governo Renzi. Il risultato che emerge dalla legislazione proposta dal governo è meno democrazia, meno diritti, meno servizi pubblici. Al contrario i successi renziani sulla riforma della Costituzione, sul Jobs Act e sulla “buona scuola” mostrano per intero il loro carattere di classe. La democrazia diviene un simulacro liberale in cui ciò che predomina non è più la sovranità del popolo ma la volontà del Governo. I lavoratori sono stati ridotti a pura merce subordinata totalmente alla volontà dell'azienda. La scuola è stata irregimentata in forme padronal-militaresche utili a formare battaglioni d'assalto ma non a formare libere, competenti e democratiche coscienze.
Che fare di fronte a questa devastazione sociale, democratico e culturale operata dal renzismo? Ne discutiamo con Giovanni Russo Spena, Direzione Nazionale PRC, Laura Nanni, Responsabile scuola PRC regione Lazio, Marco Bizzoni, segretario federazione PRC Castelli, Colleferro, Litoranea.
Informarsi è il primo passo per organizzare una risposta politica, partecipata e di massa di tutti i cittadini democratici che rifiutano il regime liberista che il governo Renzi, con la complicità della grande informazione cartacea e televisiva, sta instaurando.

11/25/2015

29 novembre - Marcia per il clima


 di Rosa Rinaldi*

A 6 anni di distanza dal vertice di Copenaghen, finalmente l’attenzione torna a concentrarsi sull’emergenza climatica.

Dal 30 novembre all’11 dicembre 2015 si terrà a Parigi la 21° Conferenza delle Parti dell'ONU sui Cambiamenti Climatici, verrà siglato con ogni probabilità l’accordo globale sul clima traguardato al 2020 e prenderà il posto di Kyoto. Un accordo che temiamo sia l’ennesima scatola vuota, demandando ai singoli impegni vincolanti ed azioni coerenti.   Si tratta di una importante occasione per rimettere con forza al centro dell’agenda politica nazionale i temi che riguardano il modello di gestione delle risorse, la tutela ambientale, i diritti delle comunità, la sovranità di queste ultime sul territorio e, più in generale, il sistema economico nel suo insieme.

Il tema dei cambiamenti climatici riguarda il Pianeta ed è strettamente connesso alle politiche dei singoli paesi, tese più a garantire gli interessi del mercato che non quelle delle comunità e del territorio.
Di questo ci parla il decreto Sblocca Italia, che garantisce e agevola le estrazioni petrolifere in terra e in mare, mega infrastrutture che hanno un impatto drammatico sul territorio e sull’ambiente come la pervicace politica dell’incenerimento, e delle privatizzazioni.  
alle battaglie in difesa del territorio che si stanno giocando nel nostro paese. Molti sono i conflitti in difesa del territorio e di contrasto a queste scelte scellerate.
Alla vertenza nazionale contro lo “Sblocca Italia” e suoi derivati del governo Renzi ne vanno aggiunte molte altre come: le battaglie contro il carbone o le infrastrutture energetiche e militari, i poli produttivi contaminanti ai quali si continua a concedere possibilità di inquinare mettendo a rischio la salute delle comunità, le vertenze per le bonifiche e quelle per il risanamento del territorio dal dissesto idrogeologico che da anni devasta intere città, solo per citarne le principali.  

In generale la devastazione e il rischio ambientale imposti alle comunità sono fattori su cui si regge il sistema economico
Determinate dalle pressioni lobbistiche delle grandi multinazionali come è nel corso dei negoziati per il TTIP (Trattato di Partenariato Transatlantico su commercio e Investimenti) in favore delle tecniche estrattive non convenzionali, degli OGM, delle privatizzazioni, delle fonti fossili. Così come, se l’opposizione al Jobs Act è per l’affermazione dei diritti del lavoro, il ricatto occupazionale e la crisi economica sono il paravento del governo Renzi per imporre con lo Sblocca Italia un devastante modello di sviluppo, fondato sulla cancellazione di ogni vincolo e consegnato al libero arbitrio del profitto contro la tutela. Per questo in occasione dell’emanazione del decreto “Sblocca Italia” abbiamo coniato lo slogan “Il territorio come il lavoro senza tutele e senza diritti”, potremmo dire un vero e proprio manifesto del liberismo e della mercificazione.

La nostra azione, quindi, non può prescindere dall’esigenza dalla riconversione del modello produttivo e del lavoro sostenibili dal punto di vista ambientale garantiti da tutele e diritti, e dove i vincoli tornino ad essere individuati a favore delle comunità e del territorio.

Le politiche di austerità stanno imponendo all’ambiente oltre che ai popoli europei un costo insopportabile. Le politiche neoliberiste non si esplicano soltanto nella deregolamentazione economica ma ugualmente in quella ambientale imponendo sui territori l’unica regola del profitto

Il vertice climatico di Parigi rappresenta quindi l’occasione perché alla moltitudine di vertenze ambientali venga fornita una cornice comune, utile a dare forza agli all’allarme, più volte reiterato lanciato dalla comunità circa la necessità di ridurre del 70% le emissioni clima-alteranti entro il 2050.  
Ridurre le emissioni in maniera sensibile ed immediata vuol dire infatti cambiare modello energetico, smettere di cementificare, optare per reti di mobilità intelligente, risanare il territorio, cambiare modello di gestione delle risorse e dei servizi pubblici essenziali. In una parola, ripensare il sistema economico e sociale radicalmente e senza esitazioni.
* segreteria nazionale
dip. Ambiente-territorio-beni comuni

11/20/2015

Unions, il PRC Castelli in piazza a Roma con la Fiom per il lavoro e la pace


Rifondazione Comunista federazione Castelli, Colleferro, Litoranea aderisce e partecipa alla manifestazione convocata dalla FIOM per il 21 novembre a Roma. Saremo in piazza contro le politiche neoliberiste ed antipopolari del governo Renzi, che sta procedendo nella demolizione dei diritti del lavoro, nello smantellamento dei servizi pubblici con i tagli alle Regioni e agli enti locali, nell' antidemocratica controriforma della Costituzione, nell’attacco alla scuola e alla sanità pubbliche. Bisogna riprendere una nuova stagione di mobilitazioni per sconfiggere le politiche del governo Renzi. 
La manifestazione della FIOM e' un primo momento di incontro di tutte quelle forze che lavorano alla costruzione di uno schieramento referendario che si attivi per abrogare le controriforme approvate sino ad oggi.
Sabato manifesteremo anche per la PACE, la democrazia e i diritti. Contro la spirale terrorismo-guerra e' necessario costruire una società libera e democratica in cui possano convivere fedi, culture ed etnie diverse. 
 
Prc federazione Castelli, Colleferro, Litoranea

11/18/2015

Città metropolitana di Roma, Bizzoni (PRC-SE), “anche dopo il ripristino del diritto elettorale dei cittadini continua il furto di democrazia”

di Marco Bizzoni*

Il Governo Renzi, nel 2014, ha abolito il diritto dei cittadini di eleggere i responsabili politici dell'azione amministrativa delle Provincie. Nel territorio romano la Provincia è stata sostituita dalla Città metropolitana. Così Renzi fingendo di cancellare le Province per realizzare una riduzione dei costi della politica, in realtà ha eliminato la rappresentanza democratica dei cittadini a livello locale. Con la scusa del taglio dei costi della politica ha messo in atto un furto di democrazia, espropriando i cittadini del diritto di poter scegliere attraverso il voto chi dovesse governare l'amministrazione territoriale, lasciando decidere il tutto dai Sindaci e dai Consiglieri Comunali eletti nel territorio. 
Rifondazione Comunista si è quindi impegnata ad impedire che la deriva ademocratica imposta dal governo divenisse un fatto acquisito. Per questo motivo ci siamo generosamente messi in gioco in una prospettiva unitaria, insieme ad altre componenti di Sinistra, per riuscire ad essere presenti nel consiglio della Città metropolitana. Ben sapendo che, se la lista a cui partecipavamo avesse raggiunto il quorum per eleggere, il rappresentante non sarebbe stato espressione diretta del PRC. Malgrado ciò ritenevamo che le critiche di Rifondazione contro l’insufficienza democratica della modalità di composizione del Consiglio dell’area metropolitana, che assegnava ai soli Sindaci e Consiglieri comunali il potere di nomina escludendo i cittadini, rendesse assolutamente necessario uno sforzo che consentisse a quelle idee di partecipazione democratica dei cittadini di avere una rappresentanza nel Consiglio che si andava costituendo. 
La nostra scelta ha mostrato la sua validità con l'approvazione della carta fondamentale della Città metropolitana. Infatti nello Statuto della nuova istituzione il Consiglio ha corretto la scelta ademocratica del governo Renzi ripristinando il diritto dei cittadini di poter scegliere, attraverso elezioni dirette, chi dovesse amministrare l'ente locale e su quali basi. Tuttavia dall'entrata in vigore dello statuto (1° gennaio 2015) ad oggi, la mancata approvazione dell'articolazione del territorio metropolitano in zone omogenee, sembra che abbia impedito che il legislatore determinasse il sistema elettorale con cui dovesse essere eletto il Sindaco ed il consiglio della Città territoriale. 
Se fino ad oggi questa mancanza poteva essere tollerata essendo in funzione il Consiglio della Città metropolitana nominato nei modi suddetti, con le dimissioni dei Consiglieri comunali di Roma che hanno fatto decadere il sindaco Marino si è generata anche una condizione di crisi dell'Istituzione dell'area metropolitana. Questo è avvenuto perchè il sindaco Marino era anche Sindaco di questa istituzione e, pertanto, è decaduto anche da questo ruolo insieme ai consiglieri romani che vi facevano parte.
Nei giorni scorsi tutti hanno parlato di come il commissario avrebbe affrontato i problemi di Roma. Tante sono state le chiacchiere su chi saranno i candidati Sindaci alle elezioni di Roma, il Movimento cinque stelle si è già dichiarato maturo per governarla e, tuttavia, tutti si sono dimenticati che il Sindaco di Roma ed il Sindaco della Città metropolitana coincidono. 
Così, nell'inerzia del governo Renzi che ha generato questo garbuglio e nell'immobilità del legislatore, prende corpo una discriminazione di diritti tra i cittadini romani. Tra quanti cioè vivono nell'urbe e quanti nel “contado”. I primi, cittadini di serie A, avranno il privilegio di eleggere il Sindaco di Roma capitale e della Città metropolitana i secondi no evidenziando che i cittadini della ex Provincia di Roma sono in realtà cittadini di serie B.
Tutto ciò non è ineluttabile. La Regione Lazio deve chiedere al Governo di prendere in mano la situazione e far definire il sistema elettorale dal legislatore. Ciò è reso possibile, almeno in questa situazione di emergenza, proprio dallo Statuto della Città metropolitana che all'art. 47 stabilisce “Il Consiglio cessa anticipatamente in caso di rinnovo dell’Assemblea Capitolina di Roma Capitale”, stabilendo inoltre che l’elezione del Consiglio metropolitano si svolge “in un unico collegio elettorale corrispondente al territorio metropolitano.” 
Noi non possiamo accettare che i cittadini della Provincia di Roma siano considerati cittadini di serie B. Pretendiamo che alla prossima tornata elettorale siano convocati anche le elezioni, a suffragio universale diretto, della Città metropolitana consentendo a TUTTI i cittadini di poter partecipare alla scelta su chi, e su quali basi programmatiche, dovranno esserne il Sindaco ed i consiglieri. 
* segretario PRC federazione Castelli, Colleferro, Litoranea