circoli PRC dei comuni di:
Albano, Ariccia, Genzano, Nemi, Lanuvio, Velletri, Nettuno, Anzio, Ardea, Pomezia, Castelgandolfo, Marino, Grottaferrata, Frascati, Monteporzio, Montecompatri, Rocca di Papa, Rocca Priora, S. Cesareo, Zagarolo, Cave, Genazzano, Palestrina, Labico, Artena, Colleferro, Segni, Montelanico.
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5/20/2016

Tamanti (PRC-Se) Ardea e Pomezia No ai profitti sulla pelle dei disabili


 Barbara Tamanti*

Il PRC, da sempre nelle lotte per la difesa dei diritti, partecipa attivamente alla mobilitazione promossa in rete dai cittadini con disabilità e le loro famiglie dei comuni di Ardea e Pomezia.
Le persone disabili denunciano la seria carenza di servizi forniti dai due comuni e, per quanto riguarda Ardea, l'esosa richiesta del contributo economico per l'assistenza domiciliare a volte necessaria allo svolgimento della vita quotidiana. Gli utenti hanno ricevuto lettere di sollecito di pagamento, con la minaccia di interruzione del servizio, per pregresse morosità di cui non erano a conoscenza. Alcuni si sono visti interrompere il servizio, altri hanno dovuto presentare la rinuncia per i costi troppo elevati a cui si è sottoposti per poter accedere al servizio.
Vogliamo ricordare a tutti i nostri amministratori il Consiglio di Stato ha decretato come scorretto inserire l'assegno di invalidità nei parametri dei conteggi Isee.
Il PRC chiede con forza che gli enti locali applichino la sentenza del Consiglio di Stato scorporando l'assegno di invalidità dai calcoli del reddito.
Sosteniamo le persone e fermiamo i profitti di pochi sulla pelle dei disabili.

*PRC federazione Castelli, Colleferro, Litoranea

4/12/2016

Referendum Contro le trivelle, Batti il tuo colpo.

Referendum Contro le trivelle.
Ti dicono che è inutile, uno spreco di soldi,
ti dicono di non andare a votare.
NON vogliono che tu pensi di poter scegliere.
Ti vogliono lamentoso e inerte,
ti vogliono fatalista.
Chi pensa che nulla possa cambiare,
chi pensa che tutti siano uguali,
chi pensa che non c'è altro da fare,
Sente le scelte politiche del governo come un naturale evento disastroso.
E' portato a pensare che quelle scelte siano ineluttabili.
Ma quella politica è il frutto di interessi materiali.
Non interessi del Paese, ma interessi dei petrolieri.
Non interessi dei cittadini, ma interessi delle banchieri.
Non interessi dei lavoratori, ma interessi dei padroni.
Se vuoi opporti a tutto questo e non essere mai più suddito,
se vuoi cercare una strada per respingere il fatalismo,
devi diventare protagonista.
Il 17 aprile hai la tua prima opportunità di riprendere a difendere i tuoi diritti.
In primo luogo il diritto di poter decidere.
Con il SI al referendum contro le trivelle,
puoi iniziare ad affermare che, chi governa,
lo deve fare ascoltando e rispettando la volontà sovrana dei lavoratori.
Il 17 aprile può iniziare la riscossa di chi non si sottomette ai voleri dei poteri forti.
Batti il tuo colpo: VOTA SI.
Marco Bizzoni
segretario federazione Castelli, Colleferro, Litoranea

4/06/2016

Anzio e Genzano, (PRC-SE) – Crisi, guerra, terrorismo. Assemblee con Locatelli sul compito politico del PRC


“Costruire una sinistra unitaria, plurale e alternativa neoliberismo. ” Questo è il tema degli incontri che si svolgeranno domenica 10 aprile ad Anzio in via O. Fratini 8, nel circolo del PRC alle ore 10,00 ed a Genzano di Roma alle ore 19,00 presso la sala delle Grotte in via Italo Belardi, a cui tutti gli iscritti, i simpatizzanti i cittadini sono invitati a partecipare. Sarà presente ad entrambe gli incontri Ezio Locatelli, responsabile nazionale organizzazione del PRC.
Sempre più buie sono le prospettive sul futuro dei cittadini e lavoratori italiani. Le risposte che sono state date alla crisi sino ad ora dai governi Brlusconi, Monti, Letta e Renzi, hanno progressivamente aggravato il problema. Questi governi hanno accolto supinamente le ricette economiche di austerità imposte sino ad ora da un Europa intrappolata nella gabbia dei suoi trattati liberisti, in cui ciò che conta è la libertà dei capitali. Nello stesso tempo, la ricerca spasmodica di alcuni Stati di uscire dalla loro crisi unilateralmente, attraverso la ricerca di materie prime al prezzo più basso, ha prodotto la destabilizzazione del Medio Oriente e di alcuni paesi dell'Africa. L'esito della destabilizzazione è stata la guerra e, la sua risposta asimmetrica da parte dei fondamentalisti, il terrorismo internazionale. “Tutto ciò che avviene non è ineluttabile - afferma Marco Bizzoni, segretario PRC della federazione Castelli, Colleferro, Litoranea - ma è il portato delle politiche del neoliberismo. Per questi motivi, Rifondazione Comunista, si pone ormai da molti anni il problema di costruire un soggetto politico, con tutte le forze politiche e sociali disponibili, in grado di giungere ad una massa critica sufficiente a rompere le artificiosità istituzionali escludenti la volontà popolare.” Rappresentanza popolare che negli ultimi anni è stata sostanzialmente manomessa attraverso apposite leggi elettorali, non ultima e più pericolosa per la possibilità dei cittadini di incidere sulle scelte politiche, l'Italicum.
Il PRC ritiene sia necessario dare una risposta politica alternativa: all'impoverimento delle classi popolari, alla privatizzazione dei servizi utilizzati dai cittadini-lavoratori (con privatizzazione dei profitti e socializzazione dei costi), ai conflitti tra ceto medio, penultimi e ultimi della terra, ai venti di guerra che il liberismo sta producendo. Per far ciò è necessario unire tutto ciò che il liberismo divide: soggetti politici, lavoratori, organizzazioni di massa, in un fronte ampio. Non nascondendo o escludendo le diversità, ideologiche o culturali, ma mettendo in comune ciò che unisce, la necessità di opporsi all'idea che l'umanità sia sottomessa alle leggi dei mercati e quindi mettere in atto l'idea fondante della sinistra: le persone prima di tutto.
Iniziamo a costruire questo fronte ampio il 17 aprile, nel referendum contro le trivelle. In quell'occasione, Votare SI e raggiungere il quorum, avrà una valenza politica più ampia di quanto non esprima il quesito stesso. Con questo referendum i cittadini ed i lavoratori possono dire direttamente, per la prima volta, che non siamo più daccordo che Renzi usi i soldi per finanziare petrolieri, banchieri e speculatori ma che devono essere utilizzati per dare ristoro alle necessità popolari.





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Ufficio Stampa PRC-Se federazione “Castelli, Colleferro, Litoranea”, prccastelli@hotmail.it

2/29/2016

Costruire il soggetto unitario della SINISTRA (autonomo e alternativo al neoliberismo) a partire dalle liste per le elezioni Amministrative del 2016.


Nei giorni scorsi il Comitato Politico Federale del PRC della federazione Castelli, Colleferro, Litoranea, ha discusso l'indirizzo politico per le elezioni amministrative del 2016. Dopo un lungo e articolato dibattito è emerso il documento che segue:
“Il Comitato Politico Federale del PRC della federazione Castelli, Colleferro, Litoranea, propone ai partiti (SEL, Altra Europa con Tsipras, Possibile, Futuro a Sinistra, PCdI, Verdi) e movimenti della sinistra attivi a livello locale, alle associazioni, ai singoli militanti di ogni provenienza (sociale, sindacale, di movimento) di costruire insieme liste unitarie, autonome e, tenendo conto delle specificità locali, alternative alle politiche liberiste, antidemocratiche ed antipopolari del governo Renzi nei comuni di: Marino, Rocca di Papa, Ariccia, Genzano, Nettuno, Rocca di Cave che nel 2016 saranno chiamati a rinnovare le proprie amministrazioni.
La proposta del PRC non è limitata alla costruzione di liste che siano la somma dei soli soggetti politici proponenti, ma è orientata, anche dove non si andrà al voto, alla costruzione di una nuova soggettività della Sinistra che veda operare insieme militanti di partito, militanti della sinistra sociale e cittadini, nella costruzione di proposte concrete per i nostri territori. Il traguardo è creare una proposta politica schierata ma capace di rappresentare chi ha perso fiducia nel voto come strumento di cambiamento.
Le vicende delle ultime elezioni amministrative hanno mostrato l'impossibilità di poter utilizzare le primarie all'italiana come strumento democratico di selezione dei candidati Sindaci. In diversi casi vari gruppi di potere le hanno sfruttate da per designare candidati graditi attraverso una preponderanza economica che gli ha permesso di portare al voto delle Primarie riconosciuti elettori di centrodestra o sottoproletariato migrante. Il PRC, consapevole dell'inquinamento democratico che generano, rifiuta lo strumento Primarie come mezzo di scelta del candidato sindaco e, pertanto, non sarà mai disponibile a partecipare, in nessun comune, alle Primarie.”

1/21/2016

PRC Anzio - "Comitati e cittadini di tutti i fronti uniamoci!!




Car@ compagn@, car@ concittadin@

L’attuale situazione politica e sociale del nostro territorio richiede un salto di qualità da parte di tutti. Come è noto Anzio è oggetto di una aggressione speculativa fortissima che ne mette a rischio la qualità della vita, la tenuta sociale, ambientale ed economica e la salute dei cittadini. Basti pensare che la densità abitativa di Nettuno è la metà rispetto ad Anzio dove risulta però una percentuale molto più alta di abitazioni invendute.

Dalla imminente costruzione della centrale a biogas alla cementificazione della Vignarola, dalla mancata soluzione dei problemi legati al ciclo dei rifiuti all’eterna questione del porto, fino all’inquinamento del mare, assistiamo al saccheggio del territorio da parte di imprenditori senza scrupoli con l’appoggio dei poteri locali sempre pronti a favorire qualsiasi affare di un certo rilievo. A che serve poi una centrale a biogas se la stessa Turbogas di Aprilia è di fatto spenta dato che il territorio ha energia in eccesso? Cosa del resto da noi denunciata e prevista in tempi non sospetti.

L’amministrazione appare ormai funzionale più agli interessi di Acqualatina, di Marconi, delle grandi ditte i costruzione, che non al bene dei suoi abitanti. Anzio è il paradiso dei grandi affari e l’unico modo di governare la città sembra quello di darla in pasto alla speculazione, in barba alle esigenze dei cittadini. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, il disagio sociale è grande ma stenta a formarsi una coscienza critica diffusa e una mobilitazione significativa che rovesci questa situazione.

Eppure qualcosa si muove: da anni è attivo il comitato Acquapubblica che lotta per la ripubblicizzazione del servizio idrico, e da poco sono nati comitati contro la centrale biogas, per salvare la Vignarola, e a sostegno dei diritti dei migranti, contro la loro emarginazione e ghettizzazione. A questi gruppi si aggiunge la consapevolezza diffusa della inutilità e nocività del faraonico nuovo porto targato De Angelis/Bruschini che al momento ha avuto l’unico effetto di sprecare ingenti risorse pubbliche tramite la Capo d’Anzio, gettando nell’incertezza centinaia di lavoratori che legano la proprio sussistenza alle attività portuali.

Ora è indispensabile che queste esperienze vadano avanti, si rafforzino e costruiscano una rete sociale ampia e diffusa. Per far questo è necessario che ciascun soggetto esca dal proprio isolamento e si incontri con gli altri, costruendo un fronte per i beni comuni che possa prefigurare una battaglia sociale per una città più vivibile e accogliente, solidale e sana. Occorre che si risvegli la fiducia dei cittadini nelle capacità di azione sociale e politica e si elabori una piattaforma che riprogetti Anzio a partire dall’avvio dell’unica grande opera di cui essa avrebbe bisogno: un piano per il riassetto idreogeologico e il recupero del territorio, la tutela dei suoi beni ambientali e paesaggistici, la ripubblicizzazione dell’acqua, la valorizzazione del suo patrimonio storico. Le priorità devono essere il lavoro e la tutela del territorio, senza i quali non c’è futuro per la maggioranza della popolazione ma solo degrado, speculazione, illegalità e corruttela diffusa. Per compiere ciò bisogna rovesciare l’idea di una politica legata solo agli affari e agli interessi dei gruppi di potere economico e dei loro lacchè istituzionali. I comitati si devono unire per formare un forte movimento che si attivi per questi obiettivi e prefiguri una alternativa radicale agli affarismi sia di centro destra che di centro sinistra, sapendo però interagire con quelle forze politiche democratiche che daranno loro supporto sincero e non tenteranno di controllarle o piegarle ai loro fini. Deve nascere in ultima analisi un soggetto sociale alternativo che esprima un radicale cambiamento politico.

Come Prc Anzio siamo attivi con i nostri militanti nelle varie realtà di lotta, e cercheremo di promuovere questa unificazione dei movimenti come presupposto per l’alternativa politica e sociale di cui la città di Anzio ha urgente bisogno.

Ufficio stampa e comunicazione
PRC-FdS “E. Che Guevara” - Anzio

1/13/2016

Prc - Rafforzare il partito e rilanciare il processo di costruzione del soggetto unitario della sinistra.

Il processo di costruzione del un soggetto unitario della sinistra ha subito una battuta d’arresto. Questa è dovuta alla scelta di SEL/Sinistra Italiana di anteporre e contrapporre la costruzione di un nuovo partito della sinistra a quella del soggetto unitario della sinistra antiliberista. Questa scelta di costruire il proprio partito invece del processo unitario non ha evidentemente solo un risvolto organizzativo ma anche politico nella riproposizione di una definizione ambigua sul piano della collocazione europea così come su quello nazionale: le vicende legate alle elezioni amministrative, in cui spicca il caso milanese e recenti prese di posizione di SEL che, al fine di riconsiderare la propria collocazione in merito alle elezioni amministrative apre un’interlocuzione nazionale con il governo, ne sono una testimonianza chiara.
In questo contesto è ancora più importante il risultato della Consultazione tra gli iscritti e le iscritte di Rifondazione Comunista che hanno approvato con una percentuale superiore al 70% l’indirizzo politico fondato sulla proposta di costruzione di un soggetto unitario della sinistra e di rilancio di Rifondazione Comunista. Con oltre 5000 voti, la consultazione segnala una buona partecipazione – hanno partecipato il doppio dei compagni e delle compagne che avevano partecipato alla consultazione sulla costruzione della lista “l’altra Europa con Tsipras” alle elezioni europee – che ci parla della voglia di partecipazione e della vitalità del nostro partito.
Il compito di Rifondazione Comunista è quindi il rilancio del nostro progetto politico basato sulla proposta unitaria e sul rafforzamento del partito. Per noi questi due compiti non solo non sono contraddittori ma si qualificano a vicenda: il partito senza la proposta unitaria si ridurrebbe ad una prospettiva settaria ed inefficace, un processo unitario fondato sullo scioglimento dei comunisti si qualificherebbe come una riedizione dell’Occhettismo. Siamo orgogliosamente comunisti e comuniste: proprio per questo convintamente unitari e unitarie.

Il percorso unitario
La battuta d’arresto sancita dal fallimento del tavolo della sinistra ci chiede di esplicitare con maggior forza e chiarezza la nostra proposta politica. Il progetto unitario, così come l’abbiamo proposto nel Congresso di Perugia e confermato nella consultazione, non è un obiettivo semplice ma terreno di lotta politica che dobbiamo praticare con spirito unitario e con determinazione.
Riteniamo infatti che la crisi del capitalismo e le politiche neoliberiste espresse dalle classi dominanti e dai governi e livello europeo ed italiano portino alla barbarie. Contro questa barbarie è necessario dar vita ad un soggetto politico antiliberista di sinistra, che si ponga l’obiettivo aggregare forze, costruire conflitto e quindi di costruire una alternativa di governo nel paese ed in Europa.
Un simile obiettivo richiede la capacità di produrre un’accumulazione di forze tali da essere incompatibile con la mera coalizione elettorale o con una federazione. Queste forme politiche infatti non danno vita ad uno spazio pubblico condiviso, non sono in grado di costruire una azione politica quotidiana e non sono adeguate a valorizzare l’apporto degli uomini e delle donne che su tale prospettiva vogliono impegnarsi.
Un obiettivo di questa natura richiede la costruzione di un soggetto unitario definito in modo assai preciso nella prospettiva politica ma a “bassa soglia d’accesso” sul piano ideologico, in grado di diventare uno spazio pubblico: la casa comune dalla molteplicità delle forme dell’agire politico, delle culture politiche e delle identità esistenti nel campo antiliberista della sinistra, dei movimenti, del conflitto sociale. Noi vogliamo contribuire alla costruzione di un soggetto unitario definito da un progetto chiaramente articolato sul terreno politico-programmatico, finalizzato a costruire un consenso crescente ed un’aggregazione di forze sufficiente a produrre qui ed ora una proposta di governo alternativa all’esistente, capace di promuovere campagne di massa, mobilitazione e azione sociale, conflitto, di suscitare partecipazione e protagonismo.
Per quanto riguarda il profilo generale del soggetto unitario da costruire, non ci sono a nostro avviso oggi le condizioni per una fondazione ideologico-identitaria assimilabile a ciò che ha costituito il fondamento dei partiti nella storia del ‘900. Questo per due ordini di motivi.
In primo luogo non esiste oggi una cultura politica egemone né una elaborazione compiuta all’altezza del livello dello scontro in grado di candidarsi a rappresentare una sintesi unificante del complesso delle forze che si oppongono al liberismo. La pluralità dei punti di vista e delle soggettività che vivono nel campo dell’alternativa non può ridursi alla riproposizione di un “partito monoteistico” come se nulla fosse.
In secondo luogo le forme concrete dell’opposizione alle politiche neoliberiste sono assai variegate, sia per quanto riguarda le pratiche che le culture. Questa articolazione non rappresenta a nostro avviso un fatto negativo ma parla – sia pure in modo contraddittorio – della ricchezza potenziale di una soggettività antagonista da aggregare rispettando e valorizzando questa pluralità. La destra risolve il tema dell’unità attorno alla ricerca dell’uomo della provvidenza. La sinistra non può scimmiottare questa pratica o riproporre scorciatoie organizzativistiche di tipo partitico che non permettono di valorizzare appieno i diversi percorsi in cui si esprimono le soggettività alternative e non rispondono quindi alla necessità di “costruire coalizione”.
La costruzione di un soggetto unitario della sinistra in Italia si deve quindi caratterizzare come terreno di ricerca aperto, come avviene in molti altri paesi, come dimostra la presenza molto rilevante, forse maggioritaria, di esperienze costitutivamente segnate dal pluralismo, tanto in Europa che a livello internazionale.
Per questo riteniamo che il soggetto unitario a cui dobbiamo dar vita noi proponiamo che debba individuare nella lotta e nella costruzione di una alternativa al neoliberismo il proprio obiettivo, debba essere alternativo agli altri poli politici presenti sulla scena, debba riconoscere il pluralismo delle culture, delle identità e delle appartenenze come fatto fisiologico e costitutivo della propria esistenza. A partire da questi presupposti il soggetto unitario deve strutturarsi in forme completamente democratiche: adesione individuale, piena sovranità degli iscritte e degli iscritte sugli organismi dirigenti e sulla definizione dell’indirizzo politico in base al principio “una testa un voto”.
L’unità e il carattere plurale del soggetto da costruire sono le basi per dar vita ad un processo costituente vero, per costruire una coalizione che innovi sul piano del progetto politico come delle forme dell’organizzazione. La necessità di superare gli attuali steccati della sinistra, di dar vita ad percorso di aggregazione effettivamente innovativo, ci chiedono un salto di qualità nell’elaborazione e nella proposta, ci obbligano alla ricerca di una forma nuova dell’agire politico evitando la pigrizia della riproposizione della forma partito classica anche quando questa viene motivata con le suggestioni nuoviste che già tanti danni hanno prodotto.
A tal fine riteniamo necessario contribuire, nel rapporto con tutte le forze interessate a questa prospettiva unitaria – a partire dall’Altra Europa con Tsipras” – a dar vita ad iniziative territoriali che ripropongano e qualifichino il tema del percorso costituente di un nuovo soggetto politico unitario della sinistra antiliberista. Si tratta di partire dal documento “Noi ci siamo. Lanciamo la sfida” – che costituisce il punto più avanzato sin quei prodotto sul terreno unitario – per portare nel paese quella discussione che nel chiuso delle stanze romane ci ha portato ad un empasse senza sbocchi.
Parallelamente riteniamo necessario impegnare tutto il partito nella costruzione di liste unitarie della sinistra, alternative al PD, in tutte le elezioni amministrative di primavera. Si tratta di dar vita a coalizioni ampie e plurali che a partire dalle forze di sinistra, ambientaliste, laiche, libertarie, sappiano aggregare il complesso delle forze civiche democratiche, chi si batte per i beni comuni, gli uomini e le donne che vogliono contrastare il degrado delle loro città indotto dalla crisi e dalle politiche neoliberiste. Proprio perché vogliamo dar vita al processo costituente di una sinistra unitaria, riteniamo decisiva la presentazione nelle prossime amministrative di liste unitarie che esprimano sul territorio la volontà del cambiamento, contro le politiche del governo. Su questo aspetto esistono positive contraddizioni anche all’interno di SEL – Sinistra Italiana e noi siamo impegnati a sostenere nelle diverse città le candidature unitarie che esprimono una collocazione alternativa al PD ed aperta ai conflitti sociali. Riteniamo infatti che la costruzione e il successo di liste unitarie di sinistra nelle elezioni amministrative possano anche costituire un positivo elemento nel rilancio del processo unitario della sinistra. In terzo luogo riteniamo necessario operare da subito alla costruzione di comitati unitari sui referendum. In primavera vi saranno varie raccolte di firme per dar vita a referendum – dalle questioni della democrazia, alla scuola, dalle questioni ambientali a quelle del lavoro – e in data da definirsi vi sarà anche la votazione referendaria sulla manomissione della Costituzione. Su tutti questi terreni dovremo operare per costruire il massimo di mobilitazione e pratica unitaria affinché il complesso delle campagne referendarie si configuri come un percorso di costruzione di una opposizione e una alternativa da sinistra alle politiche del governo Renzi.
Da ultimo ma non meno importante, riteniamo necessario operare per la costruzione di un nuovo movimento pacifista contro a la guerra. Per questo parteciperemo il 16 p.v. alle mobilitazioni indette contro la guerra in occasione dell’anniversario della guerra in Iraq e operiamo in relazione con il mondo dell’associazionismo per la costruzione di spazi di riflessione e mobilitazione.


Il rafforzamento del partito

Il rafforzamento di Rifondazione, oltre alla cura del funzionamento normale dell’organizzazione, deve basarsi su tre filoni principali di lavoro.
In primo luogo l’utilità sociale del partito. Oltre alla partecipazione alle iniziative politiche unitarie di cui abbiamo parlato prima, è necessario rafforzare la presenza del partito all’interno dei conflitti sociali. La situazione non vede un conflitto dispiegato ma è tutt’altro che pacificata e le lotte sulle questioni dell’occupazione, dell’ambiente e della difesa del welfare sono quotidiane. Anche sul tema della pace comincia ad esserci una ripresa di attenzione e mobilitazione. Occorre curare con maggiore attenzione la nostra partecipazione ai conflitti e il necessario lavoro di unificazione degli stessi. In questo quadro occorre rilanciare con forza la campagna “i soldi ci sono” che è finalizzata ad un obiettivo fondamentale: la crisi attuale non ha nulla a che vedere con la scarsità ma piuttosto con la cattiva distribuzione della ricchezza, del lavoro e del potere. La patrimoniale, l’abolizione della riforma Fornero, il Piano per il lavoro, lo sforamento dei vincoli europei al fine di sviluppare welfare e intervento pubblico in economia sono tutti punti su cui occorre costruire un senso comune di massa che sconfigga la vulgata secondo cui “mancano i soldi”.
In secondo luogo occorre riprendere in modo più allargato il lavoro di elaborazione sulla rifondazione comunista. Il 21 gennaio prossimo si terrà a Livorno un Convegno su “La nostra storia e l’attualità del comunismo” ed invitiamo i gruppi dirigenti a curare la partecipazione allo stesso. Questo convegno non vuole essere solo una occasione per ricordare la nostra storia ma vuole essere il punto di partenza per la ripresa di una riflessione forte sull’attualità del comunismo come risposta positiva alla barbarie e alla crisi del capitale. La nostra esistenza come partito della Rifondazione Comunista non è un fatto burocratico o puramente organizzativa ma ha senso nella misura in cui sappiamo far vivere la proposta e la prospettiva comunista nel vivo delle contraddizioni e dei conflitti sociali. Riprendere una riflessione di fondo sull’attualità del comunismo è parte integrante di questo nostro impegno e delle ragioni per cui facciamo politica. Non si tratta di solo di potenziare l’attività di formazione – cosa pure necessaria e su cui richiamiamo l’attenzione dei gruppi dirigenti provinciali e regionali – ma di riaprire una discussione sui nodi di fondo della nostra proposta politica, delle ragioni dell’essere comunisti e comuniste oggi.
In terzo luogo occorre rafforzare il Partito a partire dalla cura dei gruppi dirigenti, dal tesseramento e dall’autofinanziamento.
A questo riguardo l’ufficio organizzazione ha cominciato un lavoro utile di ripresa di relazioni stabili tra i diversi livelli del partito, lavoro che occorre potenziare anche attraverso la costruzione di appositi strumenti di circolazione delle informazioni.

Per quanto riguarda l’autofinanziamento, oltre alla di questo aspetto per il finanziamento dell’attività del partito a livello locale, è assolutamente necessario rilanciare la campagna di sottoscrizione attraverso i RID, in modo da garantire un minimo di risorse per la vita del centro nazionale. Il positivo risultato ottenuto attraverso il 2 per mille, che ci parla con oltre 46.000 sottoscrizioni, di una simpatia verso il nostro partito che permane nonostante l’oscuramento mediatico a cui siamo sottoposti, non è infatti sufficiente a coprire le spese necessarie per tenere in vita il partito e per coprire i debiti accumulati nel corso degli anni.
Per quanto riguarda la campagna di tesseramento del 2016, proponiamo che venga lanciata con iniziative pubbliche nella settimana dall’8 al 14 febbraio. Le iniziative sul tesseramento ovviamente presentare il nostro progetto politico: la costruzione della sinistra antiliberista e l’attualità del comunismo per uscire dal Capitalismo in crisi. Dovranno quindi sottolineare l’utilità di Rifondazione Comunista nella battaglia contro le politiche di austerità di cui la campagna “i soldi ci sono” è parte costitutiva.

Documento approvato dalla Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista del 10 gennaio 2016

11/20/2015

Unions, il PRC Castelli in piazza a Roma con la Fiom per il lavoro e la pace


Rifondazione Comunista federazione Castelli, Colleferro, Litoranea aderisce e partecipa alla manifestazione convocata dalla FIOM per il 21 novembre a Roma. Saremo in piazza contro le politiche neoliberiste ed antipopolari del governo Renzi, che sta procedendo nella demolizione dei diritti del lavoro, nello smantellamento dei servizi pubblici con i tagli alle Regioni e agli enti locali, nell' antidemocratica controriforma della Costituzione, nell’attacco alla scuola e alla sanità pubbliche. Bisogna riprendere una nuova stagione di mobilitazioni per sconfiggere le politiche del governo Renzi. 
La manifestazione della FIOM e' un primo momento di incontro di tutte quelle forze che lavorano alla costruzione di uno schieramento referendario che si attivi per abrogare le controriforme approvate sino ad oggi.
Sabato manifesteremo anche per la PACE, la democrazia e i diritti. Contro la spirale terrorismo-guerra e' necessario costruire una società libera e democratica in cui possano convivere fedi, culture ed etnie diverse. 
 
Prc federazione Castelli, Colleferro, Litoranea

11/18/2015

Città metropolitana di Roma, Bizzoni (PRC-SE), “anche dopo il ripristino del diritto elettorale dei cittadini continua il furto di democrazia”

di Marco Bizzoni*

Il Governo Renzi, nel 2014, ha abolito il diritto dei cittadini di eleggere i responsabili politici dell'azione amministrativa delle Provincie. Nel territorio romano la Provincia è stata sostituita dalla Città metropolitana. Così Renzi fingendo di cancellare le Province per realizzare una riduzione dei costi della politica, in realtà ha eliminato la rappresentanza democratica dei cittadini a livello locale. Con la scusa del taglio dei costi della politica ha messo in atto un furto di democrazia, espropriando i cittadini del diritto di poter scegliere attraverso il voto chi dovesse governare l'amministrazione territoriale, lasciando decidere il tutto dai Sindaci e dai Consiglieri Comunali eletti nel territorio. 
Rifondazione Comunista si è quindi impegnata ad impedire che la deriva ademocratica imposta dal governo divenisse un fatto acquisito. Per questo motivo ci siamo generosamente messi in gioco in una prospettiva unitaria, insieme ad altre componenti di Sinistra, per riuscire ad essere presenti nel consiglio della Città metropolitana. Ben sapendo che, se la lista a cui partecipavamo avesse raggiunto il quorum per eleggere, il rappresentante non sarebbe stato espressione diretta del PRC. Malgrado ciò ritenevamo che le critiche di Rifondazione contro l’insufficienza democratica della modalità di composizione del Consiglio dell’area metropolitana, che assegnava ai soli Sindaci e Consiglieri comunali il potere di nomina escludendo i cittadini, rendesse assolutamente necessario uno sforzo che consentisse a quelle idee di partecipazione democratica dei cittadini di avere una rappresentanza nel Consiglio che si andava costituendo. 
La nostra scelta ha mostrato la sua validità con l'approvazione della carta fondamentale della Città metropolitana. Infatti nello Statuto della nuova istituzione il Consiglio ha corretto la scelta ademocratica del governo Renzi ripristinando il diritto dei cittadini di poter scegliere, attraverso elezioni dirette, chi dovesse amministrare l'ente locale e su quali basi. Tuttavia dall'entrata in vigore dello statuto (1° gennaio 2015) ad oggi, la mancata approvazione dell'articolazione del territorio metropolitano in zone omogenee, sembra che abbia impedito che il legislatore determinasse il sistema elettorale con cui dovesse essere eletto il Sindaco ed il consiglio della Città territoriale. 
Se fino ad oggi questa mancanza poteva essere tollerata essendo in funzione il Consiglio della Città metropolitana nominato nei modi suddetti, con le dimissioni dei Consiglieri comunali di Roma che hanno fatto decadere il sindaco Marino si è generata anche una condizione di crisi dell'Istituzione dell'area metropolitana. Questo è avvenuto perchè il sindaco Marino era anche Sindaco di questa istituzione e, pertanto, è decaduto anche da questo ruolo insieme ai consiglieri romani che vi facevano parte.
Nei giorni scorsi tutti hanno parlato di come il commissario avrebbe affrontato i problemi di Roma. Tante sono state le chiacchiere su chi saranno i candidati Sindaci alle elezioni di Roma, il Movimento cinque stelle si è già dichiarato maturo per governarla e, tuttavia, tutti si sono dimenticati che il Sindaco di Roma ed il Sindaco della Città metropolitana coincidono. 
Così, nell'inerzia del governo Renzi che ha generato questo garbuglio e nell'immobilità del legislatore, prende corpo una discriminazione di diritti tra i cittadini romani. Tra quanti cioè vivono nell'urbe e quanti nel “contado”. I primi, cittadini di serie A, avranno il privilegio di eleggere il Sindaco di Roma capitale e della Città metropolitana i secondi no evidenziando che i cittadini della ex Provincia di Roma sono in realtà cittadini di serie B.
Tutto ciò non è ineluttabile. La Regione Lazio deve chiedere al Governo di prendere in mano la situazione e far definire il sistema elettorale dal legislatore. Ciò è reso possibile, almeno in questa situazione di emergenza, proprio dallo Statuto della Città metropolitana che all'art. 47 stabilisce “Il Consiglio cessa anticipatamente in caso di rinnovo dell’Assemblea Capitolina di Roma Capitale”, stabilendo inoltre che l’elezione del Consiglio metropolitano si svolge “in un unico collegio elettorale corrispondente al territorio metropolitano.” 
Noi non possiamo accettare che i cittadini della Provincia di Roma siano considerati cittadini di serie B. Pretendiamo che alla prossima tornata elettorale siano convocati anche le elezioni, a suffragio universale diretto, della Città metropolitana consentendo a TUTTI i cittadini di poter partecipare alla scelta su chi, e su quali basi programmatiche, dovranno esserne il Sindaco ed i consiglieri. 
* segretario PRC federazione Castelli, Colleferro, Litoranea

11/13/2015

Bizzoni (PRC-SE) - Riprendere la mobilitazione unitaria contro la legge 107 (“Buona scuola”)

Marco Bizzoni segretario Prc della federazione Castelli, Colleferro, Litoranea: ha rilasciato la seguente dichiarazione:
Il Partito della Rifondazione Comunista sostiene lo sciopero dei sindacati di base di oggi e le altre iniziative di lotta previste nei prossimi giorni contro la legge 107\2015 (Buona Scuola).
La lotta alla legge 107 non è finita, sono finiti i frutti positivi (sebbene comunque dovuti)  delle assunzioni. Restano sul tappeto tutti i guasti già approvati e quelli che faranno con le deleghe da scrivere.
E' necessario che si riprenda l'iniziativa unitaria delle mobilitazioni che si era costruita nel corso del contrasto all'approvazione della legge. Purtroppo per adesso non è così.
Stimoliamo, con la partecipazione a tutti i momenti di lotta, le varie organizzazioni a riprendere e rafforzare quello spirito unitario a cui i docenti erano pervenuti prima dell'estate.

5/22/2012

Lanuvio: dove è quando firmare per il referendum stop privilegi

i moduli sono depositati in Comune, presso l'Ufficio Elettorale
Comune di Lanuvio - Ufficio Elettrorale - via Roma 20, Lanuvio
Orari: dal lunedì al venerdì 9 - 12; lunedì e mercoledì 15.30 - 17

Sarà possibile firmare anche presso:
Circolo PRC di Lanuvio - piazza Nicola Valentino 11
Orari: sabato 11 - 13

Sezione PdCI di Campoleone - via Fratelli Rosselli 15

Orari: dal lunedì al venerdì 17 - 20