Il Partito della Rifondazione Comunista è solidale con i lavoratori
AMA che il 20 aprile sciopereranno perché vogliono poter lavorare in
sicurezza.
In questi giorni di difficoltà, mentre il Paese è unito nello
sforzo di superare la crisi dovuta ai contagi della pandemia e
lentamente calano le infezioni, i lavoratori AMA con senso di
responsabilità, visto il carattere di essenzialità del loro lavoro,
hanno garantito la pulizia della città.
Malgrado il loro impegno, le condizioni in cui sono costretti a
lavorare non garantiscono la loro incolumità. L’amministratore
delegato sembra più attento agli indici economici dell’azienda che
alla salute dei suoi lavoratori: assenza di sanificazioni, docce
chiuse, dpi inadeguati ed insufficienti. Il tutto accompagnato da
minacce e contestazioni disciplinari per chi pretende di tutelare la
propria salute, tutto ciò mentre, in assenza di un accordo sulla
produttività, elargisce unilateralmente consistenti aumenti a quadri
e dirigenti a lui vicini e annuncia che per i lavoratori vuole
ricorrere alla cassa integrazione speciale prevista per le aziende
che devono restare chiuse per contenere il Covid-19.
Già nei giorni scorsi i lavoratori avevano denunciato questa realtà,
ma non hanno avuto la minima considerazione da parte della Sindaca
Raggi. Come se i dipendenti AMA, oltre che suoi lavoratori, non siano
anche loro cittadini da tutelare dall’infezione del Covid19.
Rifondazione Comunista chiede alla Sindaca Raggi di farsi carico e di
rispondere positivamente al più presto alla richiesta di tutela del
lavoro espressa dai lavoratori AMA.
I cittadini di Roma non meritano di ritrovarsi con la città sporca
per l’arroganza di un amministratore delegato che antepone le
proprie esigenze a quelle del benessere dei lavoratori e della
comunità. Sta alla Sindaca impedire che ciò avvenga.
PRC Lazio
circoli PRC dei comuni di:
Albano, Ariccia, Genzano, Nemi, Lanuvio, Velletri, Nettuno, Anzio, Ardea, Pomezia, Castelgandolfo, Marino, Grottaferrata, Frascati, Monteporzio, Montecompatri, Rocca di Papa, Rocca Priora, S. Cesareo, Zagarolo, Cave, Genazzano, Palestrina, Labico, Artena, Colleferro, Segni, Montelanico.
Albano, Ariccia, Genzano, Nemi, Lanuvio, Velletri, Nettuno, Anzio, Ardea, Pomezia, Castelgandolfo, Marino, Grottaferrata, Frascati, Monteporzio, Montecompatri, Rocca di Papa, Rocca Priora, S. Cesareo, Zagarolo, Cave, Genazzano, Palestrina, Labico, Artena, Colleferro, Segni, Montelanico.
4/16/2020
3/02/2020
ZINGARETTI INTERVENGA PER UNA CONCLUSIONE POSITIVA DELLO SCIOPERO DEI FACCHINI DELLA PERONI
Roma
- Sciopero e corteo dei facchini che operano nella
società
Birra PERONI.
Elio Romano, segreteria
PRC Roma: “Una bella
lezione di dignità. Il rifiuto dei facchini di sottostare alle
condizioni di lavoro caporalesche, che la cooperativa di facchinaggio
della Peroni vuole imporre, parla a tutta la città della necessità
di ricostruire legami di solidarietà tra i lavoratori.”
Il
Partito della Rifondazione Comunista ha aderito al corteo che il
sindacato S.I. Cobas ha convocato sabato 29 febbraio per sostenere lo
sciopero in atto dei facchini della PERONI che lottano per rifiutare
il
clima di caporalato e negazione dei diritti lavorativi e sindacali
elementari. I lavoratori non chiedono la luna, ma solo il rispetto
economico del contratto nazionale della logistica e trasporto merci e
di una turnistica almeno settimanale, poiché il loro contratto non è
quello del lavoro a chiamata attualmente applicato.
La
PERONI a gennaio ha celebrato
il 2019 come anno record del fatturato, facendo finta di non
accorgersi che la
cooperativa fornitrice del servizio logistica di Roma non rispettava
le regole contrattuali, garantendo un risparmio sul servizio, cioè
profitti per i padroni sulla pelle chi chi lavora. “ E’ ora che
la PERONI si assuma le proprie responsabilità - dice
Marco
Bizzoni, referente lavoro PRC Lazio
– vigilando, come di sua competenza, sulle violazioni dei diritti
dei lavoratori e sul rispetto del CCNL.”
Il
S.I. Cobas, ed i lavoratori del sito PERONI di Roma, hanno espresso
la volontà di proseguire lo sciopero fino al riconoscimento dei
diritti negati. “Sollecitiamo il Comune di Roma ed in particolare
la Regione Lazio – afferma Maurizio
Fabbri, segretario PRC Lazio
- ad intervenire nei confronti della Birra Peroni S.R.L. e della
Cooperativa Master Jobs per costruire un percorso che risolva al più
presto il problema e ripristini i diritti dei lavoratori.”
Il Partito della Rifondazione
Comunista invita i lavoratori, di Roma e del Lazio, ad esprimere la
loro solidarietà con questa lotta, colpendo i padroni della PERONI
nei loro affetti più cari: il portafoglio. Boicottiamo la birra
PERONI fino alla vittoria dei lavoratori.
1/28/2020
REGIONALI: CENTRODESTRA O CENTROSINISTRA VINCONO COMUNQUE I PADRONI
“Torna il
bipolarismo”, dopo aver lucrato elettoralmente sull’antifascismo
in Emilia Romagna, Zingaretti è soddisfatto. Torna quella comoda
condizione per cui i partiti, oggi presenti nelle istituzioni,
possono vivere di rendita. Perché con leggi elettorali di natura
maggioritaria che non consentono la libera rappresentanza del voto,
gli elettori, semplicemente, non vanno a votare.
In Calabria
l’affluenza al voto si ferma al 44,3%, perché andare a votare se
in anticipo si stabilisce che i tuoi rappresentanti non ce la
faranno?
In Emilia Romagna
invece i votanti sono il 67,6% e il dato sembrerebbe confutare il
ragionamento fatto sino ad ora, che invece viene confermato, nelle
sue linee essenziali, dalla natura della campagna elettorale che lì
si è svolta, considerando i dati alla luce dalla polarizzazione tra
democrazia e fascismo che vi è stata introdotta. Da una parte la
destra Leghista e neofascista che, cavalcando il malessere sociale e
guidando la guerra dei cittadini in difficoltà contro gli ultimi
della società, annunciava la spallata, non ad un partito, ma ad
un’idea di società, purtroppo più enunciata che reale. Dall’altra
il PD che ha fatto appello alla difesa della democrazia contro la
barbarie fascioleghista, spingendo all’attivazione un popolo della
sinistra sempre disponibile a sostenere il meno peggio pur di
impedire al fascismo di governare. Tuttavia, dopo aver impedito
“l’avvento del fascismo”, Bonaccini governerà l’Emilia
Romagna continuando a praticare quelle politiche non dissimili da
quelle della Lega. Non bisogna dimenticare che l’autonomia
differenziata, cioè la secessione delle regioni ricche, è stata
chiesta oltre che dalla regioni guidate Lega di Salvini anche dallo
stesso Bonaccini, il quale in tema di tutela del territorio invece di
risanare la regione ha varato la peggiore delle leggi
urbanistiche regionali, attenta alla proprietà
fondiaria e favorevole alla speculazione sulle aree agricole.
Ha ragione
Zingaretti, con le elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria,
torna il bipolarismo. Cioè per i padroni è indifferente chi vince,
centrodestra o centrosinistra, perché tanto, come dimostrano le
ultime elezioni vincono sempre loro. Pazienza se ciò comporta una
democrazia limitata in cui la maggioranza dei cittadini non vota più.
La generosità dei
lavoratori dell’Emilia Romagna per fermare il fascismo ha quindi
avuto come esito il ritorno del bipolarismo, cioè proprio la
condizione politica-elettorale che ha prodotto, nutrito, cresciuto e
che alimenta la forza delle proposte neofasciste della Lega e di
Fratelli d’Italia.
Il governo della
Lega ha prodotto le leggi “sulla sicurezza” che prevedevano multe
ai lavoratori che protestano. Il governo del PD non ha abrogato
quelle leggi e recentemente alcuni lavoratori, che hanno preso parte
ad una protesta sindacale per la difesa dei propri diritti, hanno
ricevuto multe da 4.000 euro, “… è il bipolarismo bellezza”.
Tocca ai lavoratori
rompere le barriere ideologiche, del ”non c’è alternativa”,
costruite dalla grande stampa e televisione attraverso l’oscuramento
delle proposte autonome e alternative dei lavoratori e la
denigrazione dei piccoli partiti. Tocca ai lavoratori rompere le
barriere alla rappresentanza che le leggi maggioritarie impongono.
Tocca ai lavoratori riorganizzarsi in partito politico, che influisca
sulle politiche del Paese, ricostruendo una loro forza politica
autonoma e alternativa alle diverse declinazioni del neoliberismo
rappresentate dal PD, M5S, FI, Lega e Fratelli d’Italia.
Fino a quando i
lavoratori non si riorganizzano si permarrà nel bipolarismo che
assicura la permanente vittoria elettorale dei padroni, come
centrodestra o come centrosinistra.
Le conseguenze del
bipolarismo ormai i lavoratori le conoscono sulla propria pelle:
legge Fornero, Jobs Act, leggi “sicurezza,” e trasferimento di
reddito dai lavoratori ai padroni. Non è un caso quindi che il 20%
più ricco degli italiani detenga il 72% della ricchezza nazionale.
Ma solo l’esito di un conflitto di classe che i padroni hanno vinto
imbrigliando, e imbrogliando, la democrazia Italiana con il concetto
di governabilità e le conseguenti leggi elettorali di natura
maggioritaria
Marco Bizzoni
10/07/2019
#ZINGARETTI FA UNA COSA NE SBAGLIA DUE, CON IL #M5S TAGLIA LA #DEMOCRAZIA INVECE DI RIDURRE I #PRIVILEGI DEI #PARLAMENTARI
Il taglio dei
parlamentari è il taglio della democrazia, se sono dei privilegiati
coloro che resteranno saranno privilegiati in misura ancora maggiore.
Occorre tagliare i privilegi non la rappresentanza parlamentare.
Dopo essere stato
costretto in fin d’estate a fare una cosa giusta, impedire che
#Salvini portasse a compimento il golpe elettorale, il segretario del
PD ha subito iniziato a tentennare sulla necessità di approvare una
legge elettorale proporzionale senza sbarramenti. Così, come al
solito, mentre il #PartitoDemocratico abbaia contro il pericolo
fascista, richiamando la #sinistra all’unità, non agisce in alcun
modo per realizzare gli strumenti elettorali che possano contenere e
ridimensionare la possibilità di sbandamenti del Paese riguardo a
possibili governi para o neofascisti.
Ad aggravare questo
quadro l’accordo raggiunto con il #M5S, che alimentando la crisi
della democrazia trasforma, la necessità di assicurare la
rappresentanza popolare con un equo rapporto eletti-elettori,
garantito dalla #Costituzione, con un fantomatico spreco economico
dovuto alla “#Casta” che vogliono tenersi le “#Poltrone”. Il
M5S grida al risparmio per i cittadini che avrebbe la misura del
taglio dei 300 Parlamentari dimenticando di dire che esso
rappresenterà lo 0,007% della spesa pubblica, ma nello stesso tempo
l’Italia diventerà uno degli ultimi paesi dell’Unione Europea
nel rapporto tra Parlamentari e Cittadini. Così, per un risparmio
equivalente ad un caffè al giorno per ogni cittadino, si riduce la
democrazia e, tagliando l’accesso alla rappresentanza parlamentare
dei cittadini, si rendono i privilegiati che restano ancor più
privilegiati. Al di là della propaganda dei 5stelle, il taglio dei
Parlamentari è un’operazione tesa a tagliare le poltrone degli
altri, invece di ridurre i privilegi di cui godono i parlamentari di
Camera e Senato. Rifondazione Comunista in Parlamento, presentò una
legge per dimezzare i compensi dei parlamentari, che avrebbe ottenuto
un risparmio maggiore di quello oggi tanto sbandierato,
riequilibrando i compensi dei parlamentari con quelli dei lavoratori.
Il taglio dei
parlamentari, senza un democratico correttivo proporzionale puro,
sarà lo strumento attraverso cui le destre potranno vincere le
elezioni con maggioranze relative e prendere il potere del governo in
modo assoluto con l’esclusione delle forze minori di cui
cannibalizzeranno i rappresentanti. Molti nel PD pensano di
ridimensionare questo aspetto con una legge elettorale che preveda
sbarramenti in grado di riportare in auge un bipolarismo forzato, ma
il risultato non sarà altro che l’allontanamento dell’elettorato
popolare dall’esercizio del voto, la vittoria delle destre e lo
scardinamento della Costituzione attraverso il presidenzialismo
voluto dalle destre.
Zingaretti, se non
vuoi fare cose di sinistra, almeno fai qualcosa di giusto impedendo
il taglio dei parlamentari e approvando una legge proporzionale.
Marco Bizzoni
10/01/2019
PRC LAZIO, Malgrado le chiacchiere delle istituzioni nel Lazio si continua a morire sul lavoro.
Roma, Nella notte un
lavoratore dello stabilimento FCA di Piedimonte San Germano, è stato
ucciso mentre era a lavoro; schiacciato da una pressa.
Il Partito della
Rifondazione Comunista della Regione Lazio esprime il proprio
cordoglio alla famiglia e denuncia la necessità che i lavoratori
siano messi nelle condizioni di saper percepire il rischio e di poter
rifiutare di lavorare in caso di pericolo; quando l’organizzazione
del lavoro invece di essere improntata alla massima sicurezza tende a
privilegiare la produttività.
Ancora una volta
dobbiamo rilevare come, malgrado le tante chiacchiere della Regione
Lazio sul protocollo regionale sulla salute e la sicurezza sul
lavoro, nel Lazio si continui a morire di lavoro. Non basta lo
sdegno di facciata delle istituzioni imposto dalle circostanze, è
necessario aumentare i controlli sulla sicurezza del lavoro nelle
aziende.
Rifondazione
comunista chiede che la Regione Lazio si impegni al più presto nel
destinare risorse reali per l’ampliamento del personale ispettivo,
per aumentare controlli e sanzioni nei confronti delle imprese che
non rispettano le regole della sicurezza.
Controlli e sanzioni
sono strumenti necessari per impedire quelle che, con ipocrisia,
vengono chiamate morti “bianche.”
Maurizio Fabbri,
Segretario PRC Regione Lazio
Marco Bizzoni,
referente Lavoro PRC Regione Lazio
9/24/2019
Nazismo e Comunismo pari sono. Così il parlamento europeo ricostruisce una storia funzionale al neoliberismo. (Parte Prima)
“Importanza della
memoria europea per il futuro dell'Europa” è il titolo della
risoluzione del Parlamento europeo. Dopo averne letto i contenuti si
percepisce una forte assonanza con quanto narrato nel romanzo
distopico di Orwell “1984”.
La risoluzione
inizia ricordando che, quest’anno, ricorre l’80mo anniversario
dell’inizio di quell’immane tragedia che fu la Seconda guerra
mondiale e continua con delle considerazioni che storicizzano
quell’evento individuandone cause e motivi scatenanti nel trattato:
“(…) noto come patto Molotov-Ribbentrop (...)” In tal modo un
accordo di non aggressione diviene, per il Parlamento Europeo,
l’elemento: “(…) che ha spianato la strada allo scoppio della
Seconda guerra mondiale (...)”. Così, con poche parole, si
stabiliscono arbitrariamente motivi e cause della seconda guerra
mondiale, ricostruendo un contesto storico che omette di parlare in
qualsiasi modo delle democrazie liberali\liberiste.
La dimenticanza,
nella risoluzione sull’”importanza della memoria europea...”,
non è da poco, poiché rimuove totalmente quanto agito direttamente
dalle democrazie liberali\liberiste nella costruzione di un contesto
storico complesso di cui sono parti fondanti il colonialismo, le
guerre, i crimini del capitalismo nella ricerca di nuovi mercati e la
politica estera di tutte le democrazie liberali\liberiste, oltre che
dei paesi fascisti, proterviamente antisovietica.
La Rivoluzione
d’Ottobre ruppe l’omogeneità dei sistemi politici degli Stati
europei fondata sulle democrazie liberali\liberiste, ma la crisi di
quel sistema politico dal 1922 si ampliò. A partire dall’esempio e
modello Italiano, il fascismo si diffuse in forme varie, ma con
caratteristiche comuni in molti stati europei: Paesi Baltici, Spagna,
Austria, Portogallo, Romania, Ungheria, Grecia, etc. presentandosi
come Nazismo in Germania.
Tra gli anni ‘20 e
quasi per tutti gli anni ‘30 le democrazie liberali\liberiste si
riducono progressivamente e tuttavia non individuano nel fascismo un
nemico di cui preoccuparsi, ma lo vedono come un alleato contro
l’Unione Sovietica. L’Italia fascista strappava accordi con la
Francia per le sue operazioni coloniali, che misero in crisi la
“Società delle Nazioni,” ed anche con la Gran Bretagna trova un
“Gentlemen's Agreement”, cioè un accordo di amichevole di
cooperazione.
Tra il 1936 e il
1939 le democrazie liberali\liberiste lasciano libere l’Italia
fascista e la Germania nazista di intervenire nella guerra civile
Spagnola, dove, a detta di molti storici, l’esercito nazista
sperimenta le nuove tecniche di guerra tra cui i bombardamenti delle
città. Di cui Picasso denuncia l’orrore con “Guernica”. Nel
1938 con il “Patto di Monaco” le democrazie liberali\liberiste
lasciarono mano libera a Hitler di estendere i propri territori a
spese della Cecoslovacchia.
In un ottica di
realpolitik, la “scarsa incisività” dell’azione
politica-militare delle democrazie liberali\liberiste contro il
fascismo, il loro rifiuto di arginare la sua espansione verso
l’Europa dell’est stringendo accordi con l’Unione Sovietica a
cui mostravano un’esplicita avversione, sono forse elementi
sufficienti per impostare la ricerca di accordi diplomatici che
consentissero di ritardare il più possibile quella che tutti
consideravano imminente aggressione militare. Lo stesso Winston
Churchill, all’indomani del Patto di Monaco, disse: «Potevano
scegliere fra il disonore e la guerra. Hanno scelto il disonore e
avranno la guerra».
“2. sottolinea che
la Seconda guerra mondiale, il conflitto più devastante della storia
d'Europa, è iniziata come conseguenza immediata del famigerato
trattato di non aggressione nazi-sovietico del 23 agosto 1939, noto
anche come patto Molotov-Ribbentrop, e dei suoi protocolli segreti,
in base ai quali due regimi totalitari, che avevano in comune
l'obiettivo di conquistare il mondo, hanno diviso l'Europa in due
zone d'influenza;
Da questa presa di
posizione, presente nella risoluzione approvata dalla delegazione del
PD nel Parlamento europeo, Emerge un’operazione di propaganda e
revisionismo storico; un operazione di “controllo della realtà,”
di riscrittura degli eventi storici degna del bispensiero del romanzo
orwelliano: “Chi controlla il passato controlla il futuro: chi
controlla il presente controlla il passato”.
Orwell pubblicava il
suo romanzo nel 1949 guardando allo Stalinismo ed al Nazismo.
Nell’anno 1984 i media si interrogavano quanto l’Unione Sovietica
fosse attinente ad uno dei tre agglomerati Statali espressi nel
romanzo. Oggi, però, con la risoluzione sulla “… memoria...”,
sappiamo che il “Grande Fratello” esiste ed opera nel Parlamento
europeo.
Fine prima parte
Marco Bizzoni
9/14/2019
COSTRUIRE L’ #OPPOSIZIONE DI #SINISTRA AL #GOVERNO #CONTE2
Crisi di governo
Quando in agosto si è manifestata ed esplicitata la crisi di governo, bene ha fatto Rifondazione Comunista a contrastare la richiesta di voto anticipato avanzata dalla Lega. Le elezioni chieste a gran voce per ottenere “pieni poteri” per il bene dell’Italia era solo un espediente utile a Salvini per trasformare in voti e seggi Parlamentari il consenso che i sondaggi gli assegnavano. Anche Zingaretti inizialmente era disponibile al voto anticipato, gli avrebbe consentito di riprendere il controllo sui gruppi parlamentari e restaurare un’apparente bipolarismo.
Dalla volontà di contrastare l’ipotesi descritta emerge la richiesta di Rifondazione Comunista, al M5S e PD, di assumersi la responsabilità di esplorare le possibilità consentite dal parlamentarismo; per far nascere un governo democratico nel rispetto della Costituzione.
Questa posizione, di responsabilità antifascista, è stata utilizzata da qualche commentatore interessato come l’espressione più chiara della volontà del PRC di inserirsi , in qualche modo, nell’area del futuro governo. Solo il settarismo più miope, irresponsabile o interessato può impedire di comprendere che nel momento in cui si è al bivio tra due ipotesi, pari negli effetti sui lavoratori, ma di cui una porta alla realizzazione di un regime reazionario di massa e l’altra ad un governo democratico, anche se blandamente rispettoso la costituzione, non si possa rimanere indifferenti e sia necessario sollecitare la realizzazione della seconda. Pur nella consapevolezza che il governo che si costituirà non sarà il nostro governo, ma sarà un avversario.
Nuovo Governo
Il Conte due non è il governo di Rifondazione Comunista, nè a quanto mi è dato sapere della lista “La Sinistra”. Sebbene sia stato definito dalla grande stampa e dai mass media come governo giallo-rosso, le culture che lo sostengono attingono dall’alveo del liberalismo in politica e del neoliberismo in economia; cioè un nuovo umanesimo per chi se lo può permettere e le briciole agli altri.
A questo governo, di cui Rifondazione Comunista è avversaria, si riconosce l’utilità nella difesa della democrazia, se assumerà il compito che Moni Ovadia chiama: “bonifica del clima e processo di rialfabetizzazione dei cittadini che non sanno di esserlo.” Concetto ulteriormente esplicitato da Liliana Segre in Senato rilevando con inquietudine che il razzismo nella società viene ormai vissuto come cosa normale ed inoltre che la politica di odio diffusa in questi mesi non danneggia solo i bersagli a cui e rivolta, ma le stesse classi popolari che vivono la crisi economica, alimentandone la disperazione e il senso di impotenza. La senatrice a vita poi afferma la necessità che: “Il nuovo governo operi concretamente per ripristinare un terreno di valori condivisi, fatto di difesa costante della democrazia e dei principi di solidarietà previsti dalla nostra costituzione.”
È bene aver presente che la pericolosità della proposta parafascista di Salvini, interrotta dalla nascita del nuovo governo, non è esaurita. Nel corso di questi anni ed a causa delle politiche neoliberiste del PD, che grande stampa e mass media dipingono continuamente come il “partito Rosso”, i “Comunisti”, la “Sinistra”, nel sentimento popolare si è realizzata una sorta di equiparazione per cui ciò che viene dalla “Sinistra” è contro i lavoratori, facendo crescere la percezione nelle classi popolari di essere tutelate solo dai partiti dell’antipolitica o dalla destra reazionaria. Nei quattordici mesi del governo giallo-verde tra le masse popolari si è aperta la disponibilità ad accogliere un regime reazionario, pensando in questo modo di poter risolvere i propri problemi. Oggi, malgrado l’uomo forte Salvini abbia fatto una figura da pagliaccio, resta alta tra i lavoratori la convinzione che possano risolvere le loro difficoltà affidandosi alla destra parafascista.
Per questo motivo, pur avendo sempre presente che il governo Conte due è un nostro avversario, dobbiamo attivare un’azione costante di rivendicazione di una legge elettorale proporzionale pura. Un’azione che non può ridursi al comunicato emesso dagli organismi nazionali del PRC, ma che deve essere sviluppato sui territori e nelle città come se affrontassimo una campagna referendaria. Costituendo comitati con personalità e la sinistra diffusa, organizzando banchetti, informando e coinvolgendo i lavoratori. Dobbiamo fare in modo che la discussione sulla legge elettorale, da argomento riservato ai sacerdoti dei tecnicismi politico-burocratici, si trasformi in un dibattito pubblico nelle masse popolari. dobbiamo sforzarci di collegare lo strumento di selezione della rappresentanza politica alle condizioni materiali dei lavoratori; evidenziando i diversi esiti che le classi popolari hanno ottenuto in passato con il proporzionale in termini di possibilità decisionali e di tutela economica.
Una nuova fase politica
Con il governo Conte due si apre una nuova fase politica. Le destre,sono ancora elettoralmente unite, ma politicamente conflittuali tra l’istanza parafascista e nazionalistica e quella di destra liberale, il PD si barcamena nelle continue manovre interne, con Zingaretti che cerca di restaurare l’idea del centrosinistra, incorporando o aggregando le varie componenti di LeU; sostenuto, in un ottica bipolare, dai padri nobili Prodi e Veltroni. Mentre Renzi cerca di ricostituire un centro politico-parlamentare autonomo, anche con l’apporto di una parte di quella destra liberale che non vuole essere subalterna alla destra Salviniana. Nel M5S, la crisi di governo e la formazione del nuovo hanno scosso certezze granitiche, rimettendo in moto in modo più libero conflitti interni e relazioni politiche di cui vedremo lo sviluppo nei prossimi mesi.
Per quanto riguarda l’azione di governo bisogna innanzitutto evidenziare che il contesto internazionale annuncia una nuova crisi economica. Crisi che ha già coinvolto la Germania e contro cui la BCE ha già predisposto il proprio armamentario annunciando il taglio dei tassi di interesse al -0,50% e il ripristino del quantitative easing senza limiti di tempo. In questo quadro diviene più plausibile la possibilità che la Commissione europea, pur mantenendo ferma la richiesta di riduzione del debito dell’Italia, sia disponibile ad attenuare e modulare diversamente la richiesta di austerità, consentendo una maggiore flessibilità nei conti e semplificando l’azione di governo. Tuttavia non ci si deve illudere su sostanziali cambiamenti nelle politiche; il Ministro alle infrastrutture ha subito messo in chiaro la continuità sulle grandi opere, il Ministro dell’agricoltura ha individuato tra le sue priorità la ratifica del trattato di commercio internazionale CETA, che devasta diritti ed ambiente, il Ministro delle finanze ha assicurato che non ci sarà nessuna patrimoniale. Nella sua comunicazione al Parlamento, il Presidente Conte, con retorica sofista, ha annunciato un Green New Deal, il taglio del cuneo fiscale a vantaggio dei lavoratori, la neutralizzazione degli aumenti IVA, etc. Alle orecchie e agli occhi dei lavoratori e dei cittadini sono parole di speranza, ma esse incapsulano politiche neoliberiste, così il governo toglierà con la mano destra quanto dato con la mano sinistra, alimentando il consenso dei lavoratori alle destre.
Il Governo quindi, non solo è nemico dei lavoratori, ma è un nemico subdolo perché utilizza, lessico e proposte della Sinistra, quella vera, per realizzare politiche consone alla destra, al capitale, ai padroni. Nasce da ciò la necessità di un grande sforzo di elaborazione di un linguaggio comprensibile ed esaustivo delle proposte della Sinistra, parole in grado di divenire simboli in sé, rompendo ogni possibilità di assimilazione al senso comune delle parole del governo.
Rifondazione Comunista
Siamo avversari del governo, ma la sua costituzione ci permette di avere del tempo per agire, non sappiamo quanto. Pubblicamente si è affermata la volontà di realizzare un governo che concluda la legislatura, ma ci sono forze interne al M5S e al PD che spingono su prospettive diverse.
Il tempo in cui questo governo opererà dovrà essere impegnato innanzitutto per evidenziare che ci sono proposte di Sinistra che rappresentano le esigenze dei lavoratori. in questo tempo dovremmo procedere alla semina dei nostri temi, alla riorganizzazione del partito, che sebbene non sia stato abbattuto da 11 anni di esclusione dal Parlamento è in evidente sofferenza. Reinsediare il partito, ricostruire e sviluppare relazioni con la sinistra politica, che non coltiva smanie di governismo, e quella sinistra collaterale presente in ogni territorio:ARCI, Libera, ANPI, Associazioni, Centri sociali, riviste, collettivi di studio e di elaborazione, occupazioni, sindacati, singole intellettualità. Mettere insieme idee e forze nelle forme che ogni organizzione ritiene più opportuna, in cerchi concentrici: patti di consultazione o di azione, unità dei comunisti, federazioni, alleanze, fronte, un Parlamento della Sinistra in grado di costituire quella massa critica che possa dare forza a quella lista “La Sinistra” che ne rappresenta l’abbozzo e che non dobbiamo far morire, ma che dobbiamo rilanciare con chi ci sta, nella chiarezza del suo progetto iniziale di unire tutto ciò che il neoliberismo divide, nel tentativo di realizzare una rappresentazione politica delle classi popolari autonoma e alternativa alle destre, al M5S e al PD.
Rifondazione Comunista è e deve continuare ad essere centrale nella costruzione del soggetto dell’alternativa. A chi è stanco o scoraggiato ricordiamo le parole che papà Cervi disse al funerale dei figli: “ Dopo un raccolto ne viene un altro.”
Inizia una nuova fase politica, riprendiamo la semina.
Quando in agosto si è manifestata ed esplicitata la crisi di governo, bene ha fatto Rifondazione Comunista a contrastare la richiesta di voto anticipato avanzata dalla Lega. Le elezioni chieste a gran voce per ottenere “pieni poteri” per il bene dell’Italia era solo un espediente utile a Salvini per trasformare in voti e seggi Parlamentari il consenso che i sondaggi gli assegnavano. Anche Zingaretti inizialmente era disponibile al voto anticipato, gli avrebbe consentito di riprendere il controllo sui gruppi parlamentari e restaurare un’apparente bipolarismo.

Dalla volontà di contrastare l’ipotesi descritta emerge la richiesta di Rifondazione Comunista, al M5S e PD, di assumersi la responsabilità di esplorare le possibilità consentite dal parlamentarismo; per far nascere un governo democratico nel rispetto della Costituzione.
Questa posizione, di responsabilità antifascista, è stata utilizzata da qualche commentatore interessato come l’espressione più chiara della volontà del PRC di inserirsi , in qualche modo, nell’area del futuro governo. Solo il settarismo più miope, irresponsabile o interessato può impedire di comprendere che nel momento in cui si è al bivio tra due ipotesi, pari negli effetti sui lavoratori, ma di cui una porta alla realizzazione di un regime reazionario di massa e l’altra ad un governo democratico, anche se blandamente rispettoso la costituzione, non si possa rimanere indifferenti e sia necessario sollecitare la realizzazione della seconda. Pur nella consapevolezza che il governo che si costituirà non sarà il nostro governo, ma sarà un avversario.
Nuovo Governo
Il Conte due non è il governo di Rifondazione Comunista, nè a quanto mi è dato sapere della lista “La Sinistra”. Sebbene sia stato definito dalla grande stampa e dai mass media come governo giallo-rosso, le culture che lo sostengono attingono dall’alveo del liberalismo in politica e del neoliberismo in economia; cioè un nuovo umanesimo per chi se lo può permettere e le briciole agli altri.
A questo governo, di cui Rifondazione Comunista è avversaria, si riconosce l’utilità nella difesa della democrazia, se assumerà il compito che Moni Ovadia chiama: “bonifica del clima e processo di rialfabetizzazione dei cittadini che non sanno di esserlo.” Concetto ulteriormente esplicitato da Liliana Segre in Senato rilevando con inquietudine che il razzismo nella società viene ormai vissuto come cosa normale ed inoltre che la politica di odio diffusa in questi mesi non danneggia solo i bersagli a cui e rivolta, ma le stesse classi popolari che vivono la crisi economica, alimentandone la disperazione e il senso di impotenza. La senatrice a vita poi afferma la necessità che: “Il nuovo governo operi concretamente per ripristinare un terreno di valori condivisi, fatto di difesa costante della democrazia e dei principi di solidarietà previsti dalla nostra costituzione.”
È bene aver presente che la pericolosità della proposta parafascista di Salvini, interrotta dalla nascita del nuovo governo, non è esaurita. Nel corso di questi anni ed a causa delle politiche neoliberiste del PD, che grande stampa e mass media dipingono continuamente come il “partito Rosso”, i “Comunisti”, la “Sinistra”, nel sentimento popolare si è realizzata una sorta di equiparazione per cui ciò che viene dalla “Sinistra” è contro i lavoratori, facendo crescere la percezione nelle classi popolari di essere tutelate solo dai partiti dell’antipolitica o dalla destra reazionaria. Nei quattordici mesi del governo giallo-verde tra le masse popolari si è aperta la disponibilità ad accogliere un regime reazionario, pensando in questo modo di poter risolvere i propri problemi. Oggi, malgrado l’uomo forte Salvini abbia fatto una figura da pagliaccio, resta alta tra i lavoratori la convinzione che possano risolvere le loro difficoltà affidandosi alla destra parafascista.
Per questo motivo, pur avendo sempre presente che il governo Conte due è un nostro avversario, dobbiamo attivare un’azione costante di rivendicazione di una legge elettorale proporzionale pura. Un’azione che non può ridursi al comunicato emesso dagli organismi nazionali del PRC, ma che deve essere sviluppato sui territori e nelle città come se affrontassimo una campagna referendaria. Costituendo comitati con personalità e la sinistra diffusa, organizzando banchetti, informando e coinvolgendo i lavoratori. Dobbiamo fare in modo che la discussione sulla legge elettorale, da argomento riservato ai sacerdoti dei tecnicismi politico-burocratici, si trasformi in un dibattito pubblico nelle masse popolari. dobbiamo sforzarci di collegare lo strumento di selezione della rappresentanza politica alle condizioni materiali dei lavoratori; evidenziando i diversi esiti che le classi popolari hanno ottenuto in passato con il proporzionale in termini di possibilità decisionali e di tutela economica.
Una nuova fase politica
Con il governo Conte due si apre una nuova fase politica. Le destre,sono ancora elettoralmente unite, ma politicamente conflittuali tra l’istanza parafascista e nazionalistica e quella di destra liberale, il PD si barcamena nelle continue manovre interne, con Zingaretti che cerca di restaurare l’idea del centrosinistra, incorporando o aggregando le varie componenti di LeU; sostenuto, in un ottica bipolare, dai padri nobili Prodi e Veltroni. Mentre Renzi cerca di ricostituire un centro politico-parlamentare autonomo, anche con l’apporto di una parte di quella destra liberale che non vuole essere subalterna alla destra Salviniana. Nel M5S, la crisi di governo e la formazione del nuovo hanno scosso certezze granitiche, rimettendo in moto in modo più libero conflitti interni e relazioni politiche di cui vedremo lo sviluppo nei prossimi mesi.
Per quanto riguarda l’azione di governo bisogna innanzitutto evidenziare che il contesto internazionale annuncia una nuova crisi economica. Crisi che ha già coinvolto la Germania e contro cui la BCE ha già predisposto il proprio armamentario annunciando il taglio dei tassi di interesse al -0,50% e il ripristino del quantitative easing senza limiti di tempo. In questo quadro diviene più plausibile la possibilità che la Commissione europea, pur mantenendo ferma la richiesta di riduzione del debito dell’Italia, sia disponibile ad attenuare e modulare diversamente la richiesta di austerità, consentendo una maggiore flessibilità nei conti e semplificando l’azione di governo. Tuttavia non ci si deve illudere su sostanziali cambiamenti nelle politiche; il Ministro alle infrastrutture ha subito messo in chiaro la continuità sulle grandi opere, il Ministro dell’agricoltura ha individuato tra le sue priorità la ratifica del trattato di commercio internazionale CETA, che devasta diritti ed ambiente, il Ministro delle finanze ha assicurato che non ci sarà nessuna patrimoniale. Nella sua comunicazione al Parlamento, il Presidente Conte, con retorica sofista, ha annunciato un Green New Deal, il taglio del cuneo fiscale a vantaggio dei lavoratori, la neutralizzazione degli aumenti IVA, etc. Alle orecchie e agli occhi dei lavoratori e dei cittadini sono parole di speranza, ma esse incapsulano politiche neoliberiste, così il governo toglierà con la mano destra quanto dato con la mano sinistra, alimentando il consenso dei lavoratori alle destre.
Il Governo quindi, non solo è nemico dei lavoratori, ma è un nemico subdolo perché utilizza, lessico e proposte della Sinistra, quella vera, per realizzare politiche consone alla destra, al capitale, ai padroni. Nasce da ciò la necessità di un grande sforzo di elaborazione di un linguaggio comprensibile ed esaustivo delle proposte della Sinistra, parole in grado di divenire simboli in sé, rompendo ogni possibilità di assimilazione al senso comune delle parole del governo.
Rifondazione Comunista
Siamo avversari del governo, ma la sua costituzione ci permette di avere del tempo per agire, non sappiamo quanto. Pubblicamente si è affermata la volontà di realizzare un governo che concluda la legislatura, ma ci sono forze interne al M5S e al PD che spingono su prospettive diverse.
Il tempo in cui questo governo opererà dovrà essere impegnato innanzitutto per evidenziare che ci sono proposte di Sinistra che rappresentano le esigenze dei lavoratori. in questo tempo dovremmo procedere alla semina dei nostri temi, alla riorganizzazione del partito, che sebbene non sia stato abbattuto da 11 anni di esclusione dal Parlamento è in evidente sofferenza. Reinsediare il partito, ricostruire e sviluppare relazioni con la sinistra politica, che non coltiva smanie di governismo, e quella sinistra collaterale presente in ogni territorio:ARCI, Libera, ANPI, Associazioni, Centri sociali, riviste, collettivi di studio e di elaborazione, occupazioni, sindacati, singole intellettualità. Mettere insieme idee e forze nelle forme che ogni organizzione ritiene più opportuna, in cerchi concentrici: patti di consultazione o di azione, unità dei comunisti, federazioni, alleanze, fronte, un Parlamento della Sinistra in grado di costituire quella massa critica che possa dare forza a quella lista “La Sinistra” che ne rappresenta l’abbozzo e che non dobbiamo far morire, ma che dobbiamo rilanciare con chi ci sta, nella chiarezza del suo progetto iniziale di unire tutto ciò che il neoliberismo divide, nel tentativo di realizzare una rappresentazione politica delle classi popolari autonoma e alternativa alle destre, al M5S e al PD.
Rifondazione Comunista è e deve continuare ad essere centrale nella costruzione del soggetto dell’alternativa. A chi è stanco o scoraggiato ricordiamo le parole che papà Cervi disse al funerale dei figli: “ Dopo un raccolto ne viene un altro.”
Inizia una nuova fase politica, riprendiamo la semina.
Iscriviti a:
Post (Atom)







