circoli PRC dei comuni di:
Albano, Ariccia, Genzano, Nemi, Lanuvio, Velletri, Nettuno, Anzio, Ardea, Pomezia, Castelgandolfo, Marino, Grottaferrata, Frascati, Monteporzio, Montecompatri, Rocca di Papa, Rocca Priora, S. Cesareo, Zagarolo, Cave, Genazzano, Palestrina, Labico, Artena, Colleferro, Segni, Montelanico.
Albano, Ariccia, Genzano, Nemi, Lanuvio, Velletri, Nettuno, Anzio, Ardea, Pomezia, Castelgandolfo, Marino, Grottaferrata, Frascati, Monteporzio, Montecompatri, Rocca di Papa, Rocca Priora, S. Cesareo, Zagarolo, Cave, Genazzano, Palestrina, Labico, Artena, Colleferro, Segni, Montelanico.
1/14/2013
1/13/2013
«Non dobbiamo distruggere la politica ma ricostruirla»
Intervista ad Antonio Ingroia:
Dottor Ingroia, una prima domanda di carattere storico politico. In questi ultimi venti anni è stata Rifondazione comunista a ricoprire un po’ il ruolo di partito di opposizione, sia pure con parentesi governative non troppo fortunate. Ora questo partito, come altri della sinistra antagonista, si è trovato ad affrontare questo appuntamento elettorale in condizioni critiche. Il suo arrivo dunque può e potrà avere anche nel futuro la funzione di rafforzare e rivitalizzare uno schieramento politico che pur avendo di fronte a sé ampi spazi da riempire, non riusciva più a rappresentare come si doveva determinati settori della società e determinate esigenze. Lei si ritrova dunque ad avere una grossa responsabilità. Che ne pensa?
Certamente in questa ultima legislatura si è sentita l’assenza in Parlamento di forze politiche che rappresentassero certi diritti e determinate battaglie portate avanti da un pezzo della società italiana. E’ mancata una tutela forte ed intransigente dei diritti sociali di quei cittadini mortificati e compressi dalle politiche liberiste. Il senso di questa nuova iniziativa politica è appunto di rappresentare al meglio anche questi interessi. E sono convinto che riusciremo a farlo nel migliore dei modi.
I partiti sono stati al centro dell’attenzione anche a sinistra. Poco graditi da “Cambiare si può”, o almeno da alcuni rappresentanti di quel movimento, si sono visti chiedere un passo indietro anche da lei. Ma che ruolo possono ancora giocare oggi e domani all’interno di uno schieramento come quello che si sta delineando?
Io sono convinto che i partiti siano una risorsa comunque. Ma quali partiti? Certo la loro fama e la loro reputazione tra i cittadini, soprattutto in questa ultima pessima legislatura parlamentare, è molto peggiorata. Ma io credo che l’indignazione sociale e politica, che talvolta si è trasformata in vera e propria rabbia dei cittadini nei confronti della politica autoreferenziale, sorda agli interessi che venivano dal basso, vada reinterpretata e ricostruita con quella buona politica rappresentata da alcuni partiti che dentro ma anche fuori dal Parlamento hanno comunque rappresentato questi interessi. Non dobbiamo distruggere la politica ma appunto ricostruirla mettendo insieme le risorse e le energie migliori dell’impegno civile e politico per arrivare ad una sintesi; proprio quella che stiamo cercando di costruire con Rivoluzione Civile.
Due parole su “Cambiare si può”. Indubbiamente ha avuto il merito, prima della sua candidatura, di scuotere un po’ quelle acque ferme di cui parlavamo prima. Poi il suo arrivo ha cambiato un po’ le carte in tavola anche se la stragrande maggioranza di chi ha firmato quell’appello ha sostenuto Rivoluzione civile e oggi, per esempio, in una assemblea romana si è auspicato il mantenimento di un rapporto tra una augurabile futura rappresentanza parlamentare di Rivoluzione civile e questa istanza di base. Qual è la sua valutazione?
Senz’altro è stata ed è una esperienza importante e direi essenziale per questo processo proveniente dal basso di risveglio politico di una società civile spesso rifugiatasi soltanto nella critica distruttiva che invece attorno al progetto di “Cambiare si può” ha cominciato a costruire una proposta politica nuova. Purtroppo ha trovato un inciampo nell’accelerazione dei tempi dovuta alle elezioni anticipate. Certamente se la legislatura fosse arrivata alla sua scadenza naturale quel processo politico anche di selezione delle candidature maturate dal basso forse sarebbe potuto arrivare in porto. E questa accelerazione ha anche determinato la proposta politica del manifesto “Io ci sto” nel quale io ho deciso di mettermi in questa analoga iniziativa di richiamo della società civile necessariamente con una compressione dei tempi che ha determinato qualche difficoltà di coordinamento tra il processo di formazione delle liste e il processo di maturazione delle candidature di “Cambiare si può”. Ha determinato, e ne capisco le ragioni, anche delle critiche che sono venute da parte del movimento, ma credo che vada apprezzato il fatto che la stragrande maggioranza degli aderenti, senza ideologismi pregiudiziali e con senso politico e laico, ha compreso quali ragioni politiche mi hanno indotto ad accelerare un po’ i tempi e ci siamo incontrati. Dopo il referendum virtuale di “Cambiare si può”, positivo e favorevole ad accompagnare il percorso di Rivoluzione civile, ho avuto incontri costanti, contatti telefonici con tutte le realtà territoriali di questo movimento dove sono maturate tantissime candidature che vengono dai territori, dal basso, dalle assemblee, tutte molto condivise, che ho raccolto e sto assemblando con l’intento di arrivare ad una faticosissima sintesi tra le candidature maturate dalla società civile, anche di persone impegnate in battaglie importanti, e le proposte che vengono dai partiti. E su questo stiamo lavorando velocemente in queste ore. Avevo detto che avremmo atteso fino a fine settimana perché stanno ancora arrivando molte mail con nuove proposte. Insomma lavoreremo giorno e notte per completare le liste cercando di raggiungere quell’equilibrio giusto e dosato rendendole così credibili per chi si sta aspettando grandi cose da questa Rivoluzione civile.
Lei fa continui appelli al Pd da un lato e al Movimento 5 Stelle dall’altro. Però il primo sembra guardare Monti sempre di più portando anche Vendola su questa posizione di disponibilità al dialogo con il premier; e dall’altro c’è un Grillo che addirittura ha aperto le porte a CasaPound. Mi sembra insomma un po’ difficile parlare con questi due protagonisti, sia pure molto diversi, della scena politica italiana….
Anche se sono un neofita della politica, e forse proprio per questo, mi regolo e mi comporto non dentro la logica dello scontro politico che ha caratterizzato la politica in questi ultimi anni, ma con la logica con la quale mi sono sempre comportato da magistrato. E cioè aperto al dialogo e al confronto ovviamente con chi si può dialogare e ci si può confrontare e non certo con chi è fautore di linee politiche da noi lontanissime. Quindi conosco bene gli errori che si moltiplicano in queste formazioni politiche a noi vicine. E in particolare mi dispiace leggere in queste ore le dichiarazioni che evidentemente per ragioni di opportunità e di tattica politica ha, diciamo così, dovuto fare Nichi Vendola, del quale ho apprezzato, fino a pochi giorni fa, l’apertura nei nostri confronti. Ma evidentemente il Pd sembra non sentirci da questo orecchio e non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire, continuando così a guardare questo centro che in realtà centro non è ma è semplicemente una destra riverniciata da un apparente modernismo. E finisce così in questo modo per tradire gli ideali di quel patrimonio culturale ed etico che caratterizza la base democratica che certamente non gradisce questa scelta. E però, proprio per questo, non mi stancherò mai di ricordare i volti, le facce, le passioni di tanti elettori e militanti del Pd ai quali quella porta non chiuderò mai. Per quanto riguarda Grillo conosco bene le battaglie su temi importanti che il M5S ha al centro dei suoi interessi, ma conosco anche le estemporaneità di certe sue battute e prese di posizioni che non condivido e non potrò mai condividere. E tra queste c’è quella alla quale lei ha fatto riferimento.
E’ preoccupato per questa faccenda delle liste civetta? Oggi Grillo ha detto che se non sarà accolto martedì il suo ricorso si ritirerà dalla competizione elettorale.
Parliamoci chiaro. Capisco che Beppe Grillo, di fronte anche ad un certo oscuramento del messaggio politico di cui lui è stato vittima come, e ancor di più, siamo stati vittime noi, alzi un po’ i toni della polemica e della preoccupazione. Ma se siamo ancora, e io credo che lo siamo, in un Paese civile e democratico, il ricorso che Grillo ha presentato o sta presentando da una parte, e che noi stiamo presentando con i nostri legali dall’altra, non può che essere accolto. E Grillo sa che il suo simbolo sarà tutelato dalla legge, come è bene che sia, e noi anche sappiamo che il nostro deve essere allo stesso modo tutelato mentre devono essere cancellati altri simboli. Abbiamo le prove perfino fotografiche e in video della conferenza stampa quando ho presentato il mio simbolo e nessuno potrà mai provare di avere pensato od ideato appunto il mio simbolo prima che l’abbia fatto io.
Tra le candidature di prestigio che Rivoluzione civile ha già presentato si è aggiunta anche quella del giornalista Sandro Ruotolo. Ce lo può confermare?
Sì, il giornalista ha risposto all'invito lanciato via Twitter da me confermando l'intenzione di candidarsi con la nostra lista. Una scelta preceduta da un appassionante scambio di lettere tra me e lui.
Vittorio Bonanni
in data:12/01/2013
1/10/2013
Referendum, consegnate in Cassazione oltre un milione di firme
1/06/2013
Per una lista antiliberista, sociale e del lavoro

Il
Comitato politico nazionale di Rifondazione Comunista saluta
positivamente la costruzione della Lista Rivoluzione Civile con Antonio
Ingroia candidato Presidente ed impegna tutto il partito ad operare per
il miglior successo della lista medesima alla Camera come al Senato. La
costruzione di questa lista, alla cui realizzazione abbiamo lavorato in
tutti questi mesi, è un fatto politico di grande rilevanza, che apre la
possibilità di dare una consistenza politica e parlamentare
all’opposizione del governo Monti e alle politiche neoliberiste. La
Lista Rivoluzione Civile rappresenta a tutti gli effetti l’apertura di
uno spazio pubblico non solo utile ma necessario per il rilancio della
sinistra di alternativa e del nostro progetto politico.
Prendiamo
atto positivamente dell’assunzione da parte del candidato presidente
Ingroia dei 10 punti proposti da “cambiare si può”.
Riteniamo
quindi che la lista debba caratterizzarsi in modo particolare sulla
questione sociale e sulla necessità di rovesciare le politiche
economiche europee ed italiane. L’opposizione radicale al Fiscal
Compact, la proposta di un forte intervento pubblico finalizzato alla
piena occupazione e alla riconversione ambientale dell’economia, il
contrasto alle grandi opere, l’abolizione delle leggi approvate dal
governo Monti e Berlusconi in materia di Pensioni, diritti dei
lavoratori, demolizione del welfare e del diritto all’istruzione, la
lotta per la pace e il disarmo, l’antirazzismo, il contrasto alle mafie e
all’intreccio tra mafia e politica, la centralità di una nuova
questione morale, rappresentano alcuni dei punti fondamentali da
proporre in campagna elettorale.
Riteniamo necessario che la lista debba essere composta prevedendo l’alternanza trai i generi.
Su
questa base politica il CPN da mandato alla segreteria e alla Direzione
Nazionale di concordare e approvare le liste elettorali per le prossime
elezioni politiche.
Documento approvato dal Comitato politico nazionale del PRC
1/05/2013
Convocazione del Comitato Politico Federale
A TUTTI I COMPONENTI IL CPF
A TUTTI I COMPONENTI LA CFG
A TUTTI I SEGRETARI DI CIRCOLO
A TUTTI GLI AMMINISTRATORI
E' CONVOCATO URGENTEMENTE IL CPF PER IL GIORNO 8 GENNAIO 2013 ALLE ORE 18,30 PRESSO IL CIRCOLO DI LANUVIO SUL SEGUENTE ODG.
1) ELEZIONI REGIONALI;
2) ELEZIONI POLITICHE;
3) VARIE.
IL SEGRETARIO
DANILO MARRA
A TUTTI I COMPONENTI LA CFG
A TUTTI I SEGRETARI DI CIRCOLO
A TUTTI GLI AMMINISTRATORI
E' CONVOCATO URGENTEMENTE IL CPF PER IL GIORNO 8 GENNAIO 2013 ALLE ORE 18,30 PRESSO IL CIRCOLO DI LANUVIO SUL SEGUENTE ODG.
1) ELEZIONI REGIONALI;
2) ELEZIONI POLITICHE;
3) VARIE.
IL SEGRETARIO
DANILO MARRA
1/03/2013
Rivoluzione civile, per un rilancio della democrazia
Sono molto contento della nascita della lista Rivoluzione Civile che ha in Antonio Ingroia il candidato Presidente. Rifondazione Comunista farà parte di questa lista e ha attivamente operato per la sua nascita a partire dal percorso costruito con Cambiare si può. Si tratta di una lista civica nazionale di cui faranno parte tutti coloro che in questi anni si sono opposti alle politiche di Berlusconi e di Monti: partiti, associazioni, comitati, uomini e donne che non hanno piegato la testa. Una coalizione quindi che prende la forma della lista: una coazione perché tutti siamo indispensabili ma nessuno è autosufficiente. Nessuno rappresenta da solo una alternativa alle politiche neoliberiste mentre insieme possiamo costruirla.
Una lista quindi che ha al centro la difesa e il rilancio della democrazia e la lotta contro le politiche neoliberiste portate avanti in questi anni da centro destra e centro sinistra. Questione democratica e questione sociale non sono mai state così intrecciate come dentro questa crisi.
L’aggressione alla democrazia – dai poteri criminali come dalle oligarchie finanziarie – rappresenta il tentativo di svuotare di potere le istituzioni rappresentative affinché i poteri criminali ed economici possano agire come incontrollati poteri sovrani.
In nome della modernizzazione neoliberista ci stanno riportando all’800, quando la democrazia era un affare privato delle classi dominanti e la questione sociale veniva trattata come questione di ordine pubblico. La distruzione del welfare, l’attacco ai diritti dei lavoratori e al sindacato, la privatizzazione di ogni bene comune che cosa sono se non un drammatico tentativo di restaurazione reazionaria?
Del resto, la mafia, come diceva Dalla Chiesa “dà come favore quello che lo stato dovrebbe dare come diritto”. Vi è un rapporto diretto tra la distruzione dei diritti e l’allargamento della sfera dei favori, delle clientele, dei soprusi. Così come le politiche neoliberiste sono decise a livello europeo nel totale disprezzo di ogni volontà e sovranità popolare. La democrazia è attaccata dal basso e dall’alto , dai potentati economici come da quelli criminali perché solo nella democrazia, il popolo – gli uomini e le donne che non hanno potere – possono far sentire la loro voce e candidarsi a gestire la cosa pubblica.
Per questo nel simbolo vi è l’immagine del quarto stato. Il tradimento delle radici Costituzionali della Repubblica coincide largamente con l’abbandono di ogni politica di giustizia sociale. Oggi non si tratta solo di unire la sinistra. Si tratta di unire tutti gli uomini e le donne che intendono battersi per la giustizia sociale e per la democrazia, per la libertà e l’eguaglianza, contro le mafie e il neoliberismo. Qualcuno dirà che questo è populismo. Io non credo, ma se lottare per difendere i diritti del popolo contro le oligarchie finanziarie e criminali significa essere populista, meglio populisti che servi sciocchi dei potenti.
Questa è la scommessa che facciamo proponendo la Rivoluzione Civile: la costruzione di una lista che dia vita ad un nuovo spazio pubblico di partecipazione popolare.
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