
Albano, Ariccia, Genzano, Nemi, Lanuvio, Velletri, Nettuno, Anzio, Ardea, Pomezia, Castelgandolfo, Marino, Grottaferrata, Frascati, Monteporzio, Montecompatri, Rocca di Papa, Rocca Priora, S. Cesareo, Zagarolo, Cave, Genazzano, Palestrina, Labico, Artena, Colleferro, Segni, Montelanico.
11/28/2009
FEDERAZIONE DELLA SINISTRA: Elezioni, andremo con nostre liste

11/25/2009
11/21/2009
Convocazione Comitato Politico Federale

GIOVEDi' 26 novembre 2009, Comitato Politico Federale della federazione “Castelli” presso la sede di Genzano di Roma alle ore 19,00
o.d.g:
1) PROPOSTA DELLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA;
2) MANIFESTAZIONE DEL 5 DICEMBRE;
3) VERIE ED EVENTUALI.
Nell'occasione dell'incontro si dovranno consegnare i cedolini delle tessere fatte.
I lavori avranno termine alle ore 23,00.
11/13/2009
SOLO DA SINISTRA SI ESCE DALLA CRISI
REPORT
L’assemblea regionale del Lazio, convocata il 7 novembre scorso dalle forze
politiche della nascente Federazione della sinistra di alternativa, si è aperta con la
relazione introduttiva della compagna Loredana Fraleone, segretaria regionale di
Rifondazione comunista. I promotori dell’iniziativa hanno ringraziato i partecipanti
per le numerose adesioni delle forze sindacali e sociali, visto che i posti a sedere nella
sala dell’Alpheus non risultavano sufficienti. Presenti anche gli esponenti politici in
rappresentanza di tutti i partiti del centro sinistra.
Loredana Fraleone ha voluto subito sottolineare che l’assemblea aveva come
obiettivo una riflessione a più voci sulle condizioni attuali della regione Lazio, ad
iniziare dai problemi più gravi e tuttora irrisolti. Solo attraverso l’ascolto di chi vive
sulla propria pelle il dramma della crisi è possibile tracciare una via d’uscita: non a
caso “Solo da sinistra si esce dalla crisi” era il titolo dell’iniziativa. Innanzitutto,
però, moralizzazione e trasparenza nella gestione della cosa pubblica, ponendo fine
ad un uso distorto delle Istituzioni, le quali sono preposte a rispondere ai bisogni
collettivi e non agli interessi di chi detiene il potere, svilendo in tal modo la politica e
gli stessi elettori. E poi le difficoltà in cui versano le decine di migliaia di disoccupati,
cassintegrati (la più recente rilevazione ne ha contati 100.000 solo nel Lazio) e tanti
precari con il contratto in scadenza che potrebbero vederlo non più rinnovato. E’ una
vera e propria emergenza per la quale non bastano gli ammortizzatori sociali ordinari
o in deroga. Serve un intervento pubblico forte che delinei un modello di sviluppo
innovativo, basato sulla valorizzazione delle risorse di ciascun territorio. La Regione
Lazio deve porre al centro la difesa dell’ambiente come valore in grado di creare
benessere e opportunità di lavoro. Ciò non è invece avvenuto in questi ultimi anni,
nonostante gli impegni assunti dal centro sinistra nel 2005 con gli elettori. Le
esigenze di ridurre le emissioni inquinanti nel rispetto del protocollo di Kyoto non
hanno trovato rispondenza negli atti della regione: dopo la centrale a carbone di
Civitavecchia, la turbogas di Aprilia, e poi ancora il raddoppio degli inceneritori di
Malagrotta, Colleferro e San Vittore, per non parlare del quarto inceneritore ad
Albano. Non è questo il modo di tutelare l’ambiente, come anche la salute dei
cittadini laziali. Serve una moratoria per gli inceneritori e puntare con decisione sulla
raccolta differenziata, sul riciclaggio dei rifiuti per creare benessere e posti di lavoro,
sull’esempio delle più avanzate esperienze europee.
La sanità regionale, gli scandali, il debito, il settore più rilevante nella politica
regionale richiede con urgenza un’assunzione di responsabilità da parte di chi è
chiamato a gestire il servizio. Vanno azzerati gli sprechi, vanno potenziati gli
ospedali pubblici e ridotti i presidi privati convenzionati perché è statisticamente
accertato che il debito delle regioni è più elevato laddove più alta è la quota assegnata
al privato. Il Lazio è in testa alla classifica italiana sia per il debito che per le
convenzioni con i privati. E’ necessaria una riorganizzazione complessiva del sistema
che preveda innanzitutto la reinternalizzazione/stabilizzazione del personale.
L’esternalizzazione dei servizi ha comportato l’aumento dei costi per la Regione e un
peggioramento delle tutele dei lavoratori (infermieri, ausiliari, mense, trasporto
malati, etc.).
Il primo intervento dopo la relazione introduttiva è quello di Alessandra Carnicella,
rappresentante dei lavoratori in lotta dell’Eutelia, la quale suscita il caloroso applauso
della platea ancor prima di iniziare a parlare. Racconta ciò che sta avvenendo nella
sua azienda, un’azienda florida, i cui dirigenti decidono di speculare sulla vita di
migliaia di dipendenti, licenziandoli. I lavoratori reagiscono occupando la sede:
chiedono la nazionalizzazione dell’impresa, visto che l’80% delle commesse
provengono dalle istituzioni pubbliche.
Alla fine saranno una ventina gli interventi, distribuiti tra i rappresentanti di
movimento (Comitato Valle del Sacco, per il Diritto all’abitare), associazioni (Non
bruciamoci il futuro, Unione Inquilini, CALMA, Libera) sindacati (CGIL, RdB) e
partiti (Pd, Idv, SeL, Verdi). Ha riscosso apprezzamenti anche il presidente della
provincia di Viterbo, Mazzoli, probabile futuro segretario regionale del Partito
democratico. Mazzoli ha ricordato che nella sua provincia non verrà realizzato alcun
inceneritore, che la gestione del servizio idrico è interamente in mano pubblica. E
dice che il viterbese risulta essere il territorio ove più di ogni altra provincia laziale
cresce la popolazione migrante e dove non cresce invece il numero dei reati, a
dimostrazione del fatto che la criminalità non dipende dalla presenza degli immigrati
ma dal livello di benessere che il territorio distribuisce. Viterbo è una provincia
solidale e accogliente dice orgoglioso Mazzoli, come a indicare che non sarebbe male
riprodurre i medesimi risultati su scala regionale.
L’assemblea è stata utile a porre in risalto le problematiche della regione e ad
indicare le possibili soluzioni. Il Lazio ha bisogno di un progetto politico serio, utile
ai cittadini. Il partito della Rifondazione Comunista, assieme alle altre forze della
Federazione della sinistra, non vuole sottrarsi al confronto: così come avvenuto
sabato scorso avanzerà delle proposte, proposte valide, costruite con l’apporto di
movimenti e associazioni, lavoratori, ed a queste non si derogherà.
A cura di Marcello Notarfonso
10/28/2009
Di Pietro e Ferrero: proviamo tutti insieme a costruire un'opposizione
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| In piazza, tutti insieme, il 5 dicembre prossimo contro la politica del Governo e per chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio. È la richiesta che Antonio Di Pietro e Paolo Ferrero rivolgono alle forze dell’opposizione. Una richiesta annunciata all’indomani delle primarie che hanno portato alla guida del Pd Pierluigi Bersani a cui, sottolinea il leader dell’Italia dei Valori, in una conferenza stampa, «rivolgiamo una domanda a cuore aperto: partecipa anche tu perchè come per le primarie del Pd possa succedere il 5 dicembre, in una nuova ritrovata resistenza che dia una spallata» ad un governo che, sottolinea Di Pietro, continua ad esserci e ad avere una maggioranza in Parlamento «grazie ad una grande truffa politico mediatica», cioè «illudere i cittadini con promesse e propositi che non c’è intenzione di portare avanti». «La crisi economica sta determinando una sofferenza sociale sempre maggiore» sottolinea l’appello sottoscritto dal leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, e da Paolo Ferrero, come esponente del coordinamento della Federazione della sinistra alternativa. «L’aumento della precarietà, la perdita di posti di lavoro, salari e pensioni con cui si fatica ad arrivare a fine mese sono il panorama comune a tutto il Paese» si legge ancora nel documento dove si chiedono le dimissioni di Berlusconi «anche alla luce della sua manifesta indegnità morale a ricoprire l’incarico di Presidente del Consiglio». La crisi «ha picchiato duro - ha sottolineato Ferrero - il Governo Berlusconi non ha fatto nulla per uscirne. Si è occupato dei suoi fatti e delle banche. Per noi fondamentali sono i bilanci delle famiglie , i lavoratori licenziati». E ancora: questo appello a manifestare insieme è «l’appello di chi pensa che l’opposizione non possa andare avanti così. Noi diciamo svegliatevi e proponiamo a tutti una sola iniziativa» peraltro «emersa sui blog, dal basso» e che «penso vada raccolta», ha aggiunto. L’Italia dei Valori «vuole promuovere questa iniziativa comune, oggi, dell’opposizione e mi auguro , domani, dell’alternativa» all’attuale maggioranza, ha anche detto Di Pietro. «Siamo impegnati a costruire un’opposizione di massa per ripristinare la democrazia nel Paese - scrivono Di Pietro e Ferrero nel loro appello - e nei luoghi di lavoro e che obblighi il Governo a cambiare la politica economica e sociale». Appello dei leader dell'Idv e del Prc. Con una richiesta a Bersani: "Vieni anche tu. Svegliamoci e ripartiamo con una fase nuova" Di Pietro e Ferrero il 5 dicembre al 'No Berlusconi Day' di Facebook La manifestazione è stata indetta dal gruppo omonimo il 9 ottobre Di Pietro e Ferrero il 5 dicembre al 'No Berlusconi Day' di Facebook ROMA - In piazza, tutti insieme, il 5 dicembre prossimo contro la politica del governo e per chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio. E' l'appello di Antonio Di Pietro e Paolo Ferrero, che chiedono a tutte le forze dell'opposizione di partecipare al 'No Berlusconi Day', indetto da un gruppo omonimo, che il 9 ottobre ha aperto un sito su Facebook. L'adesione di Di Pietro e Ferrero viene annunciata all'indomani delle primarie che hanno portato alla guida del Pd Pierluigi Bersani al quale, sottolinea il leader dell'Italia dei Valori, in una conferenza stampa, "rivolgiamo una domanda a cuore aperto: partecipa anche tu". "Non chiediamo a nessuno di accodarsi e non abbiamo aspettato le primarie - precisa Ferrero - crediamo che questa sia un'opportunità per le opposizioni di ritrovarsi insieme, il nostro quindi è un invito al Pd a cogliere questa occasione. Non credo che i tre milioni di elettori abbiano votato alle primarie solo per scegliere il segretario, c'è voglia di partecipazione, perciò proviamo insieme a costruire un'opposizione. Svegliamoci e ripartiamo con una fase nuova". Di Pietro attacca duramente il premier: "E' al governo solo grazie a una truffa mediatica" e il suo governo sta attuando azioni "tipiche di un regime, il solo modo democratico per fermarlo è informare i cittadini. Condivido il compagno Ferrero: serve più opposizione". Questa manifestazione, spiega ancora il leader dell'Idv, "non è nè di destra nè di sinistra, è un'iniziativa di persone per bene che hanno a cuore le sorti del paese". "Chiediamo le dimissioni di Berlusconi - conclude l'appello sottoscritto dai due leader - anche alla luce della sua manifesta indegnità morale a ricoprire l'incarico di presidente del Consiglio |
10/20/2009
Convocazione comitato politico federale
SABATO 24 ottobre 2009, Comitato Politico Federale della federazione “Castelli” presso la sede di Genzano di Roma alle ore 16,30.
o.d.g:
1) verso la costruzione della federazione della sinistra d'alternativa;
2) organizzazione del lavoro per le amministrative 2010;
3) varie ed eventuali.
Nell'occasione dell'incontro si dovranno consegnare i cedolini delle tessere fatte.
I lavori avranno termine alle ore 20,00.

