Rifondazione
Comunista, tra i sostenitori della Campagna STOP TTIP, aderisce e
partecipa all'assemblea che si terrà l'8 novembre a Roma.
Un'assemblea
utile a condividere l'approfondimento e la costruzione di un punto di
vista comune, su una materia complessa come quella dei trattati.
Pensiamo
che il TTIP non sia un trattato emendabile quanto piuttosto deve essere
bloccato ed impedita la sottoscrizione, giacché l'unica regola che lo
accompagna è la piena liberalizzazione di ogni bene comune, è la
deregolamentazione totale sull'ambiente, il territorio, i contratti di
lavoro.
Non c'è una sola ragione per sostenerlo, ce ne sono milioni per bloccarlo.
Rosa Rinaldi
segr. Partito della Rifondazione Comunista
resp. Ambiente-Territorio-Beni Comuni
circoli PRC dei comuni di:
Albano, Ariccia, Genzano, Nemi, Lanuvio, Velletri, Nettuno, Anzio, Ardea, Pomezia, Castelgandolfo, Marino, Grottaferrata, Frascati, Monteporzio, Montecompatri, Rocca di Papa, Rocca Priora, S. Cesareo, Zagarolo, Cave, Genazzano, Palestrina, Labico, Artena, Colleferro, Segni, Montelanico.
Albano, Ariccia, Genzano, Nemi, Lanuvio, Velletri, Nettuno, Anzio, Ardea, Pomezia, Castelgandolfo, Marino, Grottaferrata, Frascati, Monteporzio, Montecompatri, Rocca di Papa, Rocca Priora, S. Cesareo, Zagarolo, Cave, Genazzano, Palestrina, Labico, Artena, Colleferro, Segni, Montelanico.
11/03/2014
Chi e cosa si nasconde dietro il TTIP ?
da: Il Paese delle donne on line
Nell’estate del 2013 l’Unione Europea e
gli Stati Uniti hanno iniziato, in gran segreto, i negoziati sul
Partenariato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti, un
trattato commerciale al quale, economisti e politici neoliberisti,
guardano come alla panacea per la peggiore crisi economica dal
dopoguerra.
Crisi economica che, proprio la globalizzazione selvaggia e il
neoliberismo, hanno provocato e che ora vogliono aggirare facendo
rientrare dalla finestra strumenti obsoleti come i negoziati bilaterali e
multilaterali.
E in che modo far digerire ai cittadini argomenti ostici come riforma del lavoro e delle politiche sociali nell’interesse esclusivo delle multinazionali?
Svendita della natura per il bene dell’economia?
OGM e polli sbiancati al cloro nei loro piatti?
Soppressione del diritto alla conoscenza, all’innovazione, alla privacy dei propri dati personali, sacrificati alla logica della tutela dei cosiddetti “diritti” di proprietà intellettuale dei giganti delle grandi industrie?
Armonizzazione verso il basso delle normative sanitarie e rischio di privatizzazione totale?
Ascesa delle super banche e conseguente tentativo di eliminare vincoli normativi fastidiosi per la circolazione del capitale? Sistemi di risoluzione delle controversie attraverso strumenti come l’ISDS (Risoluzione delle controversie tra Stato ed Investitore) che garantiscono alle imprese più diritti dei cittadini?
Tanti interrogativi. Una sola fragile risposta: la prospettiva di crescita del PIL.
Il facile specchietto per le allodole della creazione di nuovi posti di lavoro.
Ma guardiamole queste stime entusiastiche, questi studi imparziali di settore, queste letture che danno il TTIP come potente volano per accelerare una crescita economica che, i più entusiasti, prevedono capace di incrementare dell’1% il PIL; di aumentare il reddito di una famiglia media, nell’arco di una vita lavorativa, di oltre 12mila euro, secondo il centro studi Ecorys; di regalare all’anno 545 euro ad ogni famiglia europea, secondo il londinese Centre for Economic Policy Research.
E poi l’economia, liberata dal fardello delle garanzie normative, porterà crescita ed occupazione, oltre un milione di nuovi posti di lavoro negli Usa e un milione e 300mila nell’area UE, secondo la Fondazione Bertelsmann, numeri che farebbero invidia al Berlusconi dei tempi d’oro nelle sue vaneggianti campagne elettorali.
Nella sua valutazione dell’impatto del trattato però, la Commissione Europea giunge alla conclusione che, probabilmente, il tasso reale di crescita sarebbe intorno allo 0,1% su un arco di 10 anni, un dato economico abbastanza insignificante, ancor di più se connesso ai suddetti rischi socio-economici e ambientali.
Una pubblicazione del Global Development and Environment Institute della Tufts University del Massachusetts mostra dati non confortanti e Werner Raza, direttore dell’Ofse, uno dei più autorevoli centri di ricerca austriaci, afferma che “non sarà certo il TTIP a portare l’Europa fuori dalla crisi e le barriere tariffarie tra USA ed UE sono già molto basse”.
Proprio questa dichiarazione di Raza pone l’attenzione su un punto focale: l’obiettivo del trattato non è abbattere le tariffe doganali tra USA ed UE, bensì eliminare le tutele normative presenti che le multinazionali vedono come barriere alla crescita del capitale.
Non siamo all’interno di una logica “Europa democratica e garante delle tutele contro il mostro USA che vuole conquistarci e devastarci” no, qui sono le lobby multinazionali che manovrano i governi, guidate dalla sola logica del profitto.
La mobilitazione attorno al TTIP sta crescendo, la nostra campagna , formata da partiti politici, movimenti, società civile, sindacati ed attivisti, ha partecipato con successo alla giornata europea d’azione decentrata dell’11 ottobre 2014 e si prepara alla sua prima Assemblea Nazionale in programma per l’8 novembre.
Invitiamo tutte le cittadine e i cittadini ad organizzarsi con incontri, volantinaggi (tutti i materiali sono disponibili in formato web e formato grafico sul sito della campagna), lettere di pressione verso parlamentari ed europarlamentari e ad aderire, anche singolarmente, sempre dalla home del nostro sito.
Lo chiediamo per fermare tutti insieme il TTIP e non perché siamo dei talebani della decrescita, degli integralisti del regresso, dei fanatici dello status quo.
Lo chiediamo perché siamo preoccupati per un trattato che vuole abbattere le norme a tutela del nostro lavoro, dei nostri consumi, delle nostre produzioni; un trattato che abbasserà ancora di più gli standard legislativi e qualitativi a cui siamo abituati e per i quali, già in passato, abbiamo dovuto lottare.
Lo chiediamo perché non vogliamo vedere svendere per l’ennesima volta i nostri diritti e il nostro futuro, perché nessuna battaglia è mai persa e nessun processo irreversibile e, soprattutto, perché crediamo davvero che torneranno a crescere i fiori e tornerà la speranza.
Elena Mazzoni
E in che modo far digerire ai cittadini argomenti ostici come riforma del lavoro e delle politiche sociali nell’interesse esclusivo delle multinazionali?
Svendita della natura per il bene dell’economia?
OGM e polli sbiancati al cloro nei loro piatti?
Soppressione del diritto alla conoscenza, all’innovazione, alla privacy dei propri dati personali, sacrificati alla logica della tutela dei cosiddetti “diritti” di proprietà intellettuale dei giganti delle grandi industrie?
Armonizzazione verso il basso delle normative sanitarie e rischio di privatizzazione totale?
Ascesa delle super banche e conseguente tentativo di eliminare vincoli normativi fastidiosi per la circolazione del capitale? Sistemi di risoluzione delle controversie attraverso strumenti come l’ISDS (Risoluzione delle controversie tra Stato ed Investitore) che garantiscono alle imprese più diritti dei cittadini?
Tanti interrogativi. Una sola fragile risposta: la prospettiva di crescita del PIL.
Il facile specchietto per le allodole della creazione di nuovi posti di lavoro.
Ma guardiamole queste stime entusiastiche, questi studi imparziali di settore, queste letture che danno il TTIP come potente volano per accelerare una crescita economica che, i più entusiasti, prevedono capace di incrementare dell’1% il PIL; di aumentare il reddito di una famiglia media, nell’arco di una vita lavorativa, di oltre 12mila euro, secondo il centro studi Ecorys; di regalare all’anno 545 euro ad ogni famiglia europea, secondo il londinese Centre for Economic Policy Research.
E poi l’economia, liberata dal fardello delle garanzie normative, porterà crescita ed occupazione, oltre un milione di nuovi posti di lavoro negli Usa e un milione e 300mila nell’area UE, secondo la Fondazione Bertelsmann, numeri che farebbero invidia al Berlusconi dei tempi d’oro nelle sue vaneggianti campagne elettorali.
Nella sua valutazione dell’impatto del trattato però, la Commissione Europea giunge alla conclusione che, probabilmente, il tasso reale di crescita sarebbe intorno allo 0,1% su un arco di 10 anni, un dato economico abbastanza insignificante, ancor di più se connesso ai suddetti rischi socio-economici e ambientali.
Una pubblicazione del Global Development and Environment Institute della Tufts University del Massachusetts mostra dati non confortanti e Werner Raza, direttore dell’Ofse, uno dei più autorevoli centri di ricerca austriaci, afferma che “non sarà certo il TTIP a portare l’Europa fuori dalla crisi e le barriere tariffarie tra USA ed UE sono già molto basse”.
Proprio questa dichiarazione di Raza pone l’attenzione su un punto focale: l’obiettivo del trattato non è abbattere le tariffe doganali tra USA ed UE, bensì eliminare le tutele normative presenti che le multinazionali vedono come barriere alla crescita del capitale.
Non siamo all’interno di una logica “Europa democratica e garante delle tutele contro il mostro USA che vuole conquistarci e devastarci” no, qui sono le lobby multinazionali che manovrano i governi, guidate dalla sola logica del profitto.
La mobilitazione attorno al TTIP sta crescendo, la nostra campagna , formata da partiti politici, movimenti, società civile, sindacati ed attivisti, ha partecipato con successo alla giornata europea d’azione decentrata dell’11 ottobre 2014 e si prepara alla sua prima Assemblea Nazionale in programma per l’8 novembre.
Invitiamo tutte le cittadine e i cittadini ad organizzarsi con incontri, volantinaggi (tutti i materiali sono disponibili in formato web e formato grafico sul sito della campagna), lettere di pressione verso parlamentari ed europarlamentari e ad aderire, anche singolarmente, sempre dalla home del nostro sito.
Lo chiediamo per fermare tutti insieme il TTIP e non perché siamo dei talebani della decrescita, degli integralisti del regresso, dei fanatici dello status quo.
Lo chiediamo perché siamo preoccupati per un trattato che vuole abbattere le norme a tutela del nostro lavoro, dei nostri consumi, delle nostre produzioni; un trattato che abbasserà ancora di più gli standard legislativi e qualitativi a cui siamo abituati e per i quali, già in passato, abbiamo dovuto lottare.
Lo chiediamo perché non vogliamo vedere svendere per l’ennesima volta i nostri diritti e il nostro futuro, perché nessuna battaglia è mai persa e nessun processo irreversibile e, soprattutto, perché crediamo davvero che torneranno a crescere i fiori e tornerà la speranza.
Elena Mazzoni
10/09/2014
COMUNICATO STAMPA - Sabato 11 Forza Nuova sarà ad Albano: il PRC dei Castelli chiede a compagni e cittadini di mobilitarsi
L'apertura di una sede di Forza Nuova ad Albano
Laziale, a un anno dalla pantomima seguita ai funerali dell'ufficiale nazista
Priebke e in malcelata celebrazione di quegli avvenimenti e di quel supposto
essere umano, è una provocazione che necessita della risposta di cittadini e
forze politiche che hanno a cuore libertà e democrazia.
Questa prova di forza, con la calata ai Castelli, il prossimo 11 ottobre, dei plenipotenziari nazionali di FN e dei loro manipoli a seguito, avviene infatti senza l'assenso non solo della grande maggioranza dei cittadini, ma persino senza il consenso delle amministrazioni locali. Senza alcuna autorizzazione da parte del Comune, solo una discutibile autorizzazione da parte della Questura di Roma permetterà loro di occupare le strade di Albano.
La situazione è grave, in quanto è un’ulteriore prova di indulgenza verso un nucleo smaccatamente incostituzionale, ai quali membri non andrebbe concessa alcuna agibilità politica. Incostituzionali in quanto rinnegano diversi principi fondamentali della nostra Costituzione. Incostituzionali perché predicano odio e violenza che mai faranno crescere la nostra società. Incostituzionali in quanto fascisti, salvo distinguo e travisamenti nel momento in cui tentano di giustificare la loro esistenza. Incostituzionali sono e saranno, a dispetto di qualsiasi autorizzazione e riconoscimento pubblico, finché lasceranno nelle loro azioni una scia di terrore, di spregio per i diritti di ogni cittadino e cittadina, di prevaricazione.
La stessa Questura che ha autorizzato i neri di Forza Nuova ad assembrarsi, questo sabato, tra via Cavour e via Saffi ha negato ogni altra autorizzazione agli antifascisti dei Castelli. Nonostante ciò, come federazione “Castelli” del PRC invitiamo compagne e compagni, cittadine e cittadini, a partecipare al volantinaggio spontaneo che si terrà in Piazza San Pietro dalle ore 15: per informare la cittadinanza degli avvenimenti, e per mostrare in quanti siamo a chiedere che non siano concesse sedi o altre forme di agibilità politica a gruppi che hanno come obiettivo la distruzione di qualsiasi forma di politica e di democrazia.
Andrea Porru
Segreteria Fed. “Castelli Litoranea”
Partito della Rifondazione Comunista
Questa prova di forza, con la calata ai Castelli, il prossimo 11 ottobre, dei plenipotenziari nazionali di FN e dei loro manipoli a seguito, avviene infatti senza l'assenso non solo della grande maggioranza dei cittadini, ma persino senza il consenso delle amministrazioni locali. Senza alcuna autorizzazione da parte del Comune, solo una discutibile autorizzazione da parte della Questura di Roma permetterà loro di occupare le strade di Albano.
La situazione è grave, in quanto è un’ulteriore prova di indulgenza verso un nucleo smaccatamente incostituzionale, ai quali membri non andrebbe concessa alcuna agibilità politica. Incostituzionali in quanto rinnegano diversi principi fondamentali della nostra Costituzione. Incostituzionali perché predicano odio e violenza che mai faranno crescere la nostra società. Incostituzionali in quanto fascisti, salvo distinguo e travisamenti nel momento in cui tentano di giustificare la loro esistenza. Incostituzionali sono e saranno, a dispetto di qualsiasi autorizzazione e riconoscimento pubblico, finché lasceranno nelle loro azioni una scia di terrore, di spregio per i diritti di ogni cittadino e cittadina, di prevaricazione.
La stessa Questura che ha autorizzato i neri di Forza Nuova ad assembrarsi, questo sabato, tra via Cavour e via Saffi ha negato ogni altra autorizzazione agli antifascisti dei Castelli. Nonostante ciò, come federazione “Castelli” del PRC invitiamo compagne e compagni, cittadine e cittadini, a partecipare al volantinaggio spontaneo che si terrà in Piazza San Pietro dalle ore 15: per informare la cittadinanza degli avvenimenti, e per mostrare in quanti siamo a chiedere che non siano concesse sedi o altre forme di agibilità politica a gruppi che hanno come obiettivo la distruzione di qualsiasi forma di politica e di democrazia.
Andrea Porru
Segreteria Fed. “Castelli Litoranea”
Partito della Rifondazione Comunista
10/08/2014
I militanti della Federazione Castelli - Litoranea - Colleferro
esprimono il loro dolore per la morte della compagna Elena Antonelli,
dopo mesi di lotta per una malattia.
Elena ha ricoperto diversi ruoli: nel partito, è stata membro della
segreteria della Federazione e del Comitato Politico Nazionale, nelle
istituzioni ha mostrato la sua capacità di amministratore nel
contatto con la realtà sociale di Genazzano come vicesindaco.
Elena è stata una preziosa militante e una lucida dirigente, impegnata
fisicamente nelle lotte oltre che con l'elaborazione di idee e
proposte innovative e brillanti che nascevano da una chiara
percezione delle necessità della battaglia politico-culturale.
Riteniamo che il ricordo del suo operato politico possa essere di guida a chi
si impegna o è ancora indeciso nella costruzione di una società più
giusta.
“Ci
sono persone che hanno vissuto con ritmo, che hanno completato il
ciclo dell’esistenza passando dall’infuriare della giovinezza
alle solide conquiste della maturità e al quieto e pacifico declino
verso la morte. La gente di questo genere non teme la morte né lotta
per sfuggirla giacché la vita è sempre stata completa, realizzata
come un’opera d’arte. Non hanno mai temuto né negato la vita.
Non accettano la morte per stanchezza o disperazione ma l’accettano
perché hanno compiuto il ciclo con compiuta soddisfazione. ”.
(Louis Bromfield)
“Ci sono persone che
hanno vissuto con ritmo, che hanno completato il ciclo dell’esistenza
passando dall’infuriare della giovinezza alle solide conquiste della
maturità e al quieto e pacifico declino verso la morte. La gente di
questo genere non teme la morte né lotta per sfuggirla giacché la vita è
sempre stata completa, realizzata come un’opera d’arte. Non hanno mai
temuto né negato la vita. Non accettano la morte per stanchezza o
disperazione ma l’accettano perché hanno compiuto il ciclo con compiuta
soddisfazione. Quanti ne sono rimasti al giorno d’oggi? ”. (Louis
Bromfield)
Tratto da: http://www.npensieri.it/index.php/aforismi/aforismi-sulla-morte/
Tratto da: http://www.npensieri.it/index.php/aforismi/aforismi-sulla-morte/
“Ci sono persone che
hanno vissuto con ritmo, che hanno completato il ciclo dell’esistenza
passando dall’infuriare della giovinezza alle solide conquiste della
maturità e al quieto e pacifico declino verso la morte. La gente di
questo genere non teme la morte né lotta per sfuggirla giacché la vita è
sempre stata completa, realizzata come un’opera d’arte. Non hanno mai
temuto né negato la vita. Non accettano la morte per stanchezza o
disperazione ma l’accettano perché hanno compiuto il ciclo con compiuta
soddisfazione. Quanti ne sono rimasti al giorno d’oggi? ”. (Louis
Bromfield)
Tratto da: http://www.npensieri.it/index.php/aforismi/aforismi-sulla-morte/
Tratto da: http://www.npensieri.it/index.php/aforismi/aforismi-sulla-morte/
Albano\ il PRC della federazione castelli partecipa alla Giornata europea di Mobilitazione Stop TTIP
Giornata di
mobilitazione e le iniziative in Italia e in Europa per fermare il TTIP
http://stop-ttip-italia.net/11-ottobre-giornata-di-mobilitazione-stop-ttip/
11 Ottobre: ore 14.30-18.00
Seminario strategico: Mettere in discussione commercio, investimenti e potere delle multinazionali. Cosa fare per sbarazzarci di TTIP e TTP? Giornata europea di Mobilitazione Stop TTIP
Organizzatori: Transnational Institute; Campagna italiana STOP TTIP; EU- ASEAN FTA Network; Focus on the Global South; Ecologistas en Acción; Rosa Luxemburg Foundation; Stiftung Asienhaus; Global Campaign to Dismantle Corporate Power.
Con: Tom Kucharz (Ecologistas en Acción, Spagna); Marco Bersani (ATTAC Italia); Roeline Knottnerus (TNI – SOMO, Paesi Bassi); Edwin Bustillos (Alliance of Progressive Labor/SENTRO, Filippine); Monica di Sisto (FairWatch, Italia); Daniel Bertosa (tbc/PSI); Riza Damanik (Indonesia for Global Justice - Indonesia)
http://stop-ttip-italia.net/11-ottobre-giornata-di-mobilitazione-stop-ttip/
11 Ottobre: ore 14.30-18.00
Seminario strategico: Mettere in discussione commercio, investimenti e potere delle multinazionali. Cosa fare per sbarazzarci di TTIP e TTP? Giornata europea di Mobilitazione Stop TTIP
Organizzatori: Transnational Institute; Campagna italiana STOP TTIP; EU- ASEAN FTA Network; Focus on the Global South; Ecologistas en Acción; Rosa Luxemburg Foundation; Stiftung Asienhaus; Global Campaign to Dismantle Corporate Power.
Con: Tom Kucharz (Ecologistas en Acción, Spagna); Marco Bersani (ATTAC Italia); Roeline Knottnerus (TNI – SOMO, Paesi Bassi); Edwin Bustillos (Alliance of Progressive Labor/SENTRO, Filippine); Monica di Sisto (FairWatch, Italia); Daniel Bertosa (tbc/PSI); Riza Damanik (Indonesia for Global Justice - Indonesia)
E in tutta Italia incontri, convegni, volantinaggi e flash mob. La lista completa, in continuo aggiornamento, su http://stop-ttip-italia.net/
14 OTTOBRE 2014
Roma, PIAZZA MADONNA DI LORETO
ore 15.30 - 20
TUTTE E TUTTI IN PIAZZA PER DIRE "STOP
TTIP"
Martedì 14
ottobre, il viceministro all'Economia, Carlo Calenda, ha convocato a
Palazzo Colonna, in piazza SS. Apostoli, un evento con
cena rivolto ai businessmen e all'imprenditoria con i ministri al commercio
UE e i negoziatori del TTIP, il trattato che vuole
trasformare l'Europa e gli Usa in un paradiso delle multinazionali, sopprimendo
le norme in difesa dei diritti dei lavoratori, gli standard ambientali,
mercificando i beni comuni e privatizzando i servizi pubblici
locali.
Tutto ciò si svolge nella
più totale segretezza e opacità, tentando di mettere una pietra tombale anche
sulla democrazia.
Martedì 14
ottobre le donne e gli uomini che lottano per la difesa
e l'estensione dei diritti dei lavoratori, per la salvaguardia
dell'ambiente e la riappropriazione dei beni comuni, per diritti sociali per
tutti e per una nuova democrazia partecipativa saranno in piazza per dire tutte
e tutti assieme "STOP TTIP"
Quello che
decidono riguarda anche te. Partecipa!
10/03/2014
PRC Lanuvio, oltre 200 firme per le Unioni Civili
I problemi che affliggono la popolazione di comuni come Lanuvio sono numerosi, e spesso dipendono dalle scelte dei governi nazionali o dalle contraddizioni del sistema economico e sociale.
Ci sono per� possibilit� di incidere efficacemente, a livello locale, con azioni concrete, con ampie possibilit� di riuscita, e sfruttando gli strumenti di partecipazione popolare.
Nelle scorse settimane, il circolo del Partito della Rifondazione Comunista di Lanuvio ha deciso, considerato l'ampio numero di giovani coppie non sposate ma bisognose di assistenza e diritti per la loro vita di coppia, di proporre l'istituzione del Registro Comunale per le Unioni Civili, che permetta la registrazione di coppie che convivono nel Comune di Lanuvio da almeno sei mesi e che permetta al Comune di estendere bandi per l'assegnazione di servizi (case popolari, posti negli asili...) alle coppie registrate in questo bando.
Scritta la proposta di delibera, e verificato che per le norme dello Statuto Comunale 200 firme erano sufficienti per ottenere la discussione della proposta in Consiglio Comunale entro un mese dal deposito, in questo fine settimana i militanti del circolo hanno organizzato banchetti di raccolta delle firme a Lanuvio e nella frazione di Campoleone.
La risposta di cittadine e cittadini � stata entusiasmante: in poche ore l'obiettivo delle 200 firme � stato ampiamente superato. 240 elettrici ed elettori hanno firmato la proposta avanzata con apprezzamenti e con preziosi suggerimenti per possibili azioni future.
Nei prossimi giorni queste firme saranno consegnate al Comune di Lanuvio, ed entro 30 giorni i consiglieri saranno chiamati a valutare la proposta, ad apporre eventuali emendamenti, e a decidere se dotare Lanuvio di questo piccolo presidio di civilt�, in attesa che la politica nazionale si decida a dare a tutti i cittadini italiani questa possibilit�.
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