La Federazione Castelli esprime massima solidarietà al compagno giornalista Checchino Antonini.
I fattacci di Genova non sono stati smascherati anzi con questa condanna alla libertà di parola vengono ulteriormente mistificati.
Noi che siamo sempre dalla parte del più debole non cediamo.
Ora e sempre resistenza.
Saluti comunisti.
Le compagne i compagni della Federazione.
La tesoriera Anna limiti
Albano, Ariccia, Genzano, Nemi, Lanuvio, Velletri, Nettuno, Anzio, Ardea, Pomezia, Castelgandolfo, Marino, Grottaferrata, Frascati, Monteporzio, Montecompatri, Rocca di Papa, Rocca Priora, S. Cesareo, Zagarolo, Cave, Genazzano, Palestrina, Labico, Artena, Colleferro, Segni, Montelanico.
2/14/2010
Solidarietà al compagno giornalista Checchino Antonini.
MERCATINO ARTIGIANALE FEMMINILE
L'iniziativa , nata per caso, ha lo scopo di riunire tutte le donne che hanno voglia di valorizzare la propria creatività, attraverso il lavoro artigianale, esponendo le proprie creazioni al mercatino di viale San Lorenzo 46 sede dell'Agorà'.
In una fase in cui , nel nostro paese, è sempre più difficile trovare momenti di aggregazione e lavoro al femminile, questa iniziativa, si inquadra coma possibilità di incontro e realizzazione della capacità di lavorare insieme, recuperando la capacità storiche di organizzazione femminile.
Un progetto sociale, culturale e lavorativo, in una società che che di fatto ha messo la donna ai margini, relegando ad essa ruoli strettamente familiari.
Chi volesse partecipare al mercatino puo' contattare i seguenti numeri telefonici.
Barbara 3386119578
Cinzia 3348097280
Maria
le donne del circolo Agorà viale san lorenzo n° 46
tor san lorenzo Ardea
L'agorà è sede dei partiti e associazioni
da Barbara Tamanti circolo Ardea
per conoscenza ....
Una scuola adeguata alle esigenze delle imprese
Oggi, da settembre prossimo, si ridisegna la scuola adeguando le lezioni, la scuola tutta, alle esigenze delle imprese e del mercato.
Abbassando l'obbligo d'istruzione (tanto faticosamente innalzato durante la breve parentesi del governo Prodi) di un anno con la possibilità di espletarlo nell'apprendistato, si ritorna ad una scuola classista: chi non ce la fa viene abbandonato a se stesso. Si ridisegna la società futura per almeno vent'anni.
Occorre ricordare che oggi i giovani che proseguono gli studi fino a 18 anni sono circa il 90% e che sarebbe oculato da parte di qualsiasi governo, soprattutto in un momento di crisi economica e finanziaria quale quello che attraversiamo, capitalizzare questa tendenza ormai consolidata e potenziarla investendoci risorse adeguate. Si fa esattamente il contrario.
Si sono persi un milione e mezzo di posti di lavoro e chissà quanti se ne perderanno nei prossimi due anni; le piccole e medie imprese sono strozzate dalle banche e da un mercato che non può dare risposte poiché composto per la stragrande maggioranza da gente che percepisce salari inadeguati; si è abusato di contratti di lavoro atipici. Il governo che fa? Anziché dare risposte concrete migliorando le condizioni di vita dei lavoratori, aiutando le imprese ed investendo in formazione, punta ad abbassare complessivamente la qualità della scuola, dell'università e della ricerca pubblica.
E' una vergogna. Un cambiamento di tale portata avrebbe dovuto essere almeno frutto di un'ampia discussione e di un forte consenso da parte dei principali soggetti interessati: genitori, studenti, insegnanti, pedagogisti.
Si è fatto in fretta e male. Malissimo. L'opposizione parlamentare avrebbe dovuto avere il coraggio (e il senso di responsabilità) che hanno avuto i magistrati qualche giorno fa durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario:abbandonare gli scranni del Parlamento e chiamare a raccolta il mondo della scuola per una grande protesta davanti a Palazzo Chigi. Lo fanno i sindacati di base e la Cgil convocando, ancora separati, uno sciopero per il 12 marzo prossimo.
Dopo gli ultimi tagli le scuole sono disperate: rischiano pignoramenti, non sono in condizione di fare neanche i bilanci di previsione, molti i contratti di supplenza interrotti, le pulizie si fanno a giorni alterni, si aumenta la richiesta di contributi ai genitori. Il governo taglia le risorse, licenzia i precari, riduce le ore di lezione, umilia la scuola nella sua complessità… tanto gli insegnanti sono abituati a "metterci una pezza". Non può durare. La battaglia va continuata scuola per scuola, nelle piazze, nelle assemblee, nei comitati di quartiere, davanti alle fabbriche con gli operai, con gli immigrati…
E' una battaglia che va affrontata su un terreno culturale e sindacale insieme.
Un terreno, quello culturale, su cui la sinistra può e deve recuperare.
Gennaro Loffredo
responsabile nazionale Scuola
2/08/2010
Regionali, Bonino: patto con la sinistra su sei punti
Tornando ai punti dell'intesa, Bonino ha spiegato che per quanto riguarda il lavoro si prevede "l'incremento del fondo per il reddito minimo garantito, l'istituzione di un osservatorio regionale per la sicurezza sui luoghi di lavoro e lotta al lavoro nero, e la realizzazione di distretti industriali per il rilancio dell'occupazione, da quello già avviato di Fiumicino al distretto del cineaudiovisivo".
Sull'energia c'è l'intesa per un "no chiaro alle centrali nucleari", mentre per l'acqua, considerato "un bene comune", si ribadisce il "no alla privatizzazione di Acea". Sull'ambiente e territorio, Bonino ha spiegato che si vuole una sua "riprogettazione per la tutela dell'ambiente, del diritto all'abitare e alla mobilità". Per la pubblica amministrazione l'alleanza prevede invece "la trasparenza in tutti gli atti amministrativi".
Infine, la sanità: la vicepresidente del Senato è d'accordo con i partiti della Sinistra per la "trasparenza, a partire dalla revisione delle convenzioni e dei criteri per le nomine dei primari e dei dirigenti delle Asl", per "l'abbattimento delle liste d'attesa anche con l'unificazione dei sistemi di prenotazione" e per "il coordinamento e l'incentivazione degli interventi sociosanitari a sostegno della persona". Restano fuori i diritti civili, sui quali come hanno sottolineato tutti "siamo oltremodo d'accordo".
(agenzia DIRE)
2/04/2010
Convocazione Comitato Politico Federal
Su la testa. Materiali per la rifondazione comunista
03 Febbraio 2010 Vi do avviso che probabilmente il giorno 16 febbraio sarà in edicola la rivista teorica di Rifondazione, della quale mi è stata affidata la direzione. Si chiamerà Su la testa, materiali per la rifondazione comunista.
Uscirà insieme a Liberazione e starà in edicola tutto il mese, sempre acquistabile insieme a una copia del giornale. Sarà infatti una rivista mensile di 64 pagine. Ogni numero conterrà una “questione”, questa volta “la crisi”, il numero 2 “la religione”, il numero 3 “l'Europa” ecc. Seguiranno altre questioni attuali esaminate non in modo cronachistico, ma in tutta la loro ampiezza teorica. In ogni numero una sezione “le pratiche” esaminerà le forme della politica dei soggetti che lottano isolati e senza un blocco sociale di riferimento e storico di prospettiva. Seguirà una sezione “Pensieri critici” contenente interviste interventi recensioni.
L'intento è quello di fornire la sinistra di ipotesi rifondative di una cultura politica comunista, dopo che il comunismo sovietico e la socialdemocrazia europea hanno così clamorosamente e tragicamente fallito. L'impresa è molto difficile, ma il tentativo che facciamo poggia sulla convinzione che essa è oggi storicamente necessaria, per non cadere nella barbarie e nella inciviltà determinate dalla irrimediabile crisi strutturale del capitalismo.
Ci sforzeremo di fornire materiali di discussione e formazione teorica organizzata, non sarà cioè una rivista casuale, nella quale vari intellettuali riversano i loro pensamenti, ma un laboratorio, una cucina, una scuola di analisi proposte e dibattiti, volti a far capire che uscire dalla crisi per rientrare nel capitalismo è una impresa disperata e autodistruttiva, e comporta comunque un abbassamento drastico di diritti e di possibilità, la cancellazione dello stato sociale e l'avvio di prospettive belliche e fascistizzanti. Lo sforzo da fare cioè è invece provarsi a immaginare come si può uscire dal capitalismo, avviando un cammino che non può essere breve né facile, ma -come già dicevo- storicamente necessario per non incorrere nella barbarie capitalistica. Che dilaga non solo da noi in Italia.
Spero che la rivista possa interessarvi e vi ringrazio se la vorrete leggere e farmi avere i vostri giudizi, grazie
Lidia Menapace |

